Marasmius oreades

 

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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Buon commestibile, da non confondere col tossico Marasmius collinus © Mazza

Famiglia: Marasmiaceae Roze ex Kühner 1980.

Genere: Marasmius E.M. Fries 1835.

Marasmius oreades (Bolton) E.M. Fries (1836)

Il nome dal latino “oreades” = ninfe dei boschi, ninfe della montagna.

Volgarmente conosciuto come “gambe secche” per il gambo sottile e coriaceo che difficilmente si sfibra.

Descrizione del genere

Al genere Marasmius sono ascritte specie di taglia piccola o media che presentano la caratteristica, quando sono secchi, di rivivere dopo la pioggia, per questo sono definiti “reviviscenti”.

I carpofori sono poco carnosi, membranosi, con cappello da liscio a striato-plissettato; le lamelle sono adnate, sinuate, libere o con collarium, mediamente spaziate, normalmente spesse; il gambo è esile, cilindroide, filiforme, tenace, di consistenza cornea. La carne è esigua, spesso con odori e sapori agliacei. Sono funghi lignicoli, terricoli o umicoli. Le spore sono bianche in massa, non amiloidi, lisce, da obovoidali a larmiformi.

Descrizione della specie

Cappello: 2-5 cm, inizialmente emisferico, poi campanulato-convesso, infine appianato, con umbone ottuso e largo; margine ondulato, liscio, qualche volta crenulato, sottile; cuticola liscia, igrofana, di aspetto untuoso-brillante, arancio-ocraceo o brunastro a tempo umido, giallo, crema ± pallido con tempo asciutto.

Lamelle: rade, larghe, ventricose, sinuose, libere al gambo, intercalate da numerose lamellule di varia lunghezza, biancastre o crema.

Gambo: 3-7 × 0,4-0,6 cm, cilindroide, spesso allargato in alto all’attaccatura del cappello e a volte anche in basso alla base, tenace, elastico, rigido, pieno; superficie finemente vellutata, pruinosa, infine liscia, di colore crema, brunastro alla base, con feltratura bianca.

Carne: molto sottile, esigua, elastica, igrofana, coriacea nel gambo, biancastra; odore gradevole aromatico, sapore dolce.

Habitat: cresce dalla primavera all’autunno, a gruppi molto numerosi, in file o cerchi delle streghe, nei prati in mezzo all’erba.

Commestibilità: commestibile, molto ricercato, si usa solo il cappello perché il gambo è coriaceo.

Spore: ellissoidali, a forma di seme o di goccia, guttulate, lisce, 7-11 × 4-6 µm. Spore in massa bianche.

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Spore, pileipellis e basidi di Marasmius oreades © Pierluigi Angeli

Basidi: clavati, tetrasporici, con giunti a fibbia, 39-47 × 6,5-8 µm.

Pileipellis: formata da elementi ± clavati, piriformi, le ife sottostanti sono irregolarmente aggrovigliate, settate e giunti a fibbia.

Osservazioni: È un fungo che si può essiccare, far rinvenire ed essicare nuovamente senza che imputridisca, per questo è definito reviviscente.

Cresce abbondante nei classici “cerchi delle streghe”, molto ricercato ed apprezzato.

Si può confondere con Marasmius collinus (Scopoli : E.M. Fries) Singer, che è molto simile e cresce negli stessi ambienti.

Si differenzia per il gambo glabro, quasi subito cavo, fragile, per le lamelle più fitte, per la carne che emana un odore non proprio gradevole, come di Scleroderma e per le spore più strette.

M. collinus è da considerare non comme- stibile, sembra che sia indigesto e che abbia provocato leggere intossicazioni.

Sinonimi: Agaricus coriaceus Lightfoot (1777); Agaricus oreades Bolton (1792); Agaricus pratensis Hudson (1778); Agaricus pseudomouceron Bulliard (1812); Collybia oreades (Bolton) P. Kummer (1871); Scorteus oreades (Bolton) Earle (1909).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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