Mauritiella armata

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Mauritiella armata raggiunge i 20 m d’altezza con tronchi di 8-14 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Bolivia, Brasile (Acre, Alagoas, Amazonas, Amapá, Bahia, Ceará, Distretto Federale di Brasilia, Espírito Santo, Goiás, Fernando de Noronha, Maranhão, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Minas Gerais, Pará, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio de Janeiro, Rio Grande do Norte, Rondônia, Roraima, São Paulo, Sergipe, Tocantins e Trindade), Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela dove cresce in aree aperte nelle foreste pluviali, frequentemente lungo i corsi d’acqua, o nelle savane su suoli permanentemente umidi, generalmente a basse altitudini.

Il nome generico è il diminutivo di Mauritia, per la somiglianza, in versione ridotta, con questo genere; il nome specifico è l’aggettivo latino “armatus, a, um” = armato, con riferimento alle spine sul fusto.

Nomi comuni: multistemmed buriti palm (inglese); buriticillo (Bolivia); caraná, caranã, caraná-de-espinhos, buritirana, buriti-bravo buriti-mirim, buritizeiro-bravo, buritizinho, inajá, xiriri (Brasile); cananguchillo (Colombia); moretillo (Ecuador); aguajillo, cahuaia (Perù); morichito, uliya (Venezuela).

La Mauritiella armata (Mart.) Burret (1935) è una specie dioica cespitosa, raramente solitaria, con fusti slanciati eretti biancastri, di 5-20 m di altezza e 8-14 cm di diametro, su cui sono visibili gli anelli traccia delle foglie cadute distanti tra loro circa 10 cm, armati almeno nella parte inferiore di radici avventizie spinose coniche, lunghe 1-3 cm, che vicino la base radicano formando una massa di radici.

Le foglie sono leggermente costapalmate, reduplicate, pressoché circolari, larghe 1-1,4 m, di colore verde scuro lucido superiormente, ricoperte da una pruina bianco-bluastra inferiormente, profondamente sud- divise fin quasi alla base in 30-80 segmenti lineari-lanceolati, lunghi nella parte mediana 0,6-1,2 m e larghi 1,5-3,5 cm, con apice appuntito pendente; i piccioli sono lunghi 60-80 cm, inermi, ovali in sezione, ricoperti da una pruina biancastra.

Le infiorescenze maschili e femminili, su individui diversi, sono simili, nascono tra le foglie (interfogliari) con ramificazioni di secondo ordine, lunghe fino a circa 1 m, inizialmente erette, poi pendenti.

Frutti da globosi a ovoidi, di 2,5-3,5 cm di lunghezza e 2-3 cm di diametro, con epicarpo ricoperto da scaglie romboidali bruno rossicce allineate verticalmente, contenenti un solo seme ellissoidale bianco.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per due giorni, in terriccio mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione variabili da qualche mese ad un anno.

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Pianta femminile con due infiorescenze ed una infruttescenza. A destra un dettaglio del tronco armato di radici avventizie spinose coniche © Giuseppe Mazza

Specie con un grande potenziale ornamentale e paesaggistico, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale, dove temperature inferiori a +10 °C sono eccezioni di brevissima durata, caratterizzate da elevata umidità ambientale, utilizzabile anche in piccoli giardini per le dimensioni ridotte, avendo cura di scegliere una posizione lontana dai luoghi di passaggio a causa delle spine sul fusto. Di veloce crescita, richiede pieno sole o al più leggera ombreggiatura e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, anche poco drenante, da leggermente acido a leggermente alcalino, mantenuto costantemente umido.

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Dalla polpa dei frutti si ricava una bibita con aggiunta di zucchero o farina di manioca © Giuseppe Mazza

Esemplari giovani possono essere coltivati in vaso per la decorazione di spazi aperti, dove il clima lo consente, o di serre, verande e giardini d’inverno, in posizione quanto più luminosa possibile, con elevati valori di umidità ambientale e di temperature diurne, ideali 24-28 °C, e minime notturne non inferiori a +16 °C.

Dalla polpa oleosa acidula dei frutti si ricava una bibita con aggiunta di zucchero o farina di manioca (cassava).

I segmenti delle foglie vengono utilizzati localmente per fabbricare canestri ed altri oggetti artigianali.

Sinonimi: Mauritia aculeata Mart. (1824); Mauritia armata Mart. (1824); Mauritia martiana Spruce (1869); Lepidococcus armatus (Mart.) H.Wendl. & Drude (1878); Oenocarpus dealbatus H.Wendl. (1878); Mauritia peruviana Becc. (1918); Mauritia huebneri Burret (1929); Mauritia intermedia Burret (1929); Mauritiella duckei Burret (1935); Mauritiella huebneri (Burret) Burret (1935); Mauritiella intermedia (Burret) Burret (1935); Mauritiella martiana (Spruce) Burret (1935); Mauritiella peruviana (Becc.) Burret (1935); Mauritiella campylostachys Burret (1942); Mauritiella macrospadix Burret (1942); Mauritiella nannostachys Bur- ret (1942); Lepidococcus duckei (Burret) A.D.Hawkes (1952); Lepidococcus huebneri (Burret) A.D.Hawkes (1952); Lepidococcus intermedius (Burret) A.D.Hawkes (1952); Lepidococcus martianus (Spruce) A.D.Hawkes (1952); Lepidococcus peruvianus (Becc.) A.D.Hawkes (1952); Lepidococcus pumilus (Wallace) H. Wendl. & Drude ex A.D. Hawkes (1952); Mauritia campylostachys (Burret) Balick (1981); Mauritia duckei (Burret) Balick (1981); Mauritia macrospadix (Burret) Balick (1981); Mauritia nannostachys (Burret) Balick (1981).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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