Maxillaria sophronitis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nativa della Colombia e Venezuela, la Maxillaria sophronitis non supera i 6 cm d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia e Venezuela dove cresce sugli alberi delle foreste umide tra 1000 e 1600 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dall’aggettivo latino “maxillaris, e” = mascellare, che ha attinenza con la mascella, con riferimento alla forma del nettario; il nome della specie è quello del genere Sophronitis Lindl. (1828) per la somiglianza del colore dei fiori.

La Maxillaria sophronitis (Rchb.f.) Garay (1958) è una specie epifita, che solitamente non supera i 6 cm di altezza, con rizoma strisciante radicante ai nodi, ramificato, interamente nascosto da squame oblunghe con apice acuto di colore bruno, e pseudobulbi, distanziati tra loro di 2,5-3,5 cm, ovoidi, lateralmente compressi, di 1,2 cm di lunghezza e 0,8 cm di larghezza, provvisti di un’unica foglia all’apice e 1-2 guaine fogliate alla base. Foglia oblungo-ellittica con apice acuto, lunga circa 2 cm e larga 0,8 cm, di colore verde intenso, coriacea.

Infiorescenze basali di 3-4 cm di lunghezza con un unico fiore, di 1,5-2 cm di diametro, con sepali e petali di colore rosso-arancio brillante e labello giallo-arancio, di lunga durata, 4-6 settimane. Sepali ellittici con apice acuto, di 1-1,3 cm di lunghezza e 0,7 cm di larghezza, petali ellittico-obovati con apice acuto, ripiegati sulla colonna, di 0,8 cm di lunghezza e 0,6 cm di larghezza, labello trilobato, lungo e largo (disteso) circa 0,7 cm, con lobi laterali eretti e lobo mediano oblungo ellittico con margini erosi, carnoso, e colonna lunga 0,5 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista almeno di 3-4 pseudobulbi, alla ripresa vegetativa.

Orchidea miniatura che forma in breve tempo densi cespi, rifiorente, dai fiori luminosi relativamente grandi rispetto alle dimensioni della pianta, di coltivazione considerata non del tutto facile.

Richiede elevata luminosità, con esclusione del sole diretto, temperature da fresche a intermedie, 18-26 °C, con minime notturne non inferiori a 12 °C e una forte escursione termica giornaliera, elevata umidità ambientale, 70-85 %, ed aria in continuo movimento. Innaffiature frequenti durante il periodo di crescita, lasciando leggermente asciugare prima di ridare acqua ed evitando ristagni sulla vegetazione emergente, facilmente soggetta a marciume, più diradate in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Concimazioni mensili, dalla primavera all’autunno, con prodotto specifico per orchidee diluito al 50% rispetto alla dose consigliata sulla confezione.

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Col suo rizoma strisciante ramificato, radica ai nodi, formando in breve densi cespi. Foglie di 2 cm e fiori di 1,5-2 cm di diametro, relativamente grandi e di lunga durata © Giuseppe Mazza

Può essere montata su corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti rivestite di sfagno, o coltivata in vasi o canestri con composto costituito da frammenti di corteccia di media pezzatura, sfagno e inerti per migliorare il drenaggio, tenendo presente che in tempi relativamente brevi può formare dei larghi cespi.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Ornithidium sophronitis Rchb.f. (1854); Maxillaria ruberrima var. sophronitis (Rchb.f.) M.Wolff & O.Gruss (2007); Aucellia sophronitis (Rchb.f.) Szlach. & Sitko (2012).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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