Maxillariella elatior

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Epifita e cespitosa, la Maxillariella elatior è alta 1 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Belize, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico (Campeche, Chiapas, Quintana Roo, Tabasco, Veracruz e Yucatan) e Nicaragua, dove cresce nelle foreste umide tra 500 e 1500 m di altitudine.

Il nome generico è il diminutivo di Maxillaria, genere in cui era precedentemente inserita; il nome specifico “elatior” = più alto, è il comparativo dell’aggettivo latino “elatus”, con riferimento alle dimensioni della pianta.

La Maxillariella elatior (Rchb.f.) M.A.Blanco & Carnevali (2007) è una specie epifita cespitosa, alta fino ad oltre 1 m, con robusti rizomi ramificati, fino a circa 40 cm di lunghezza e 1 cm di diametro, pendenti o ascendenti, provvisti di foglie distiche con all’apice e lateralmente pseudobulbi ovoidi, compressi, di 4-9 cm di lunghezza, 2-4 cm di larghezza e 1 cm di spessore, con in cima 1-2 foglie lineari o lanceolate di colore verde chiaro, lunghe 10-40 cm e larghe 2-6 cm, coriacee, simili a quelle disposte lungo il rizoma.

Fiori di 4-5 cm di diametro, su un peduncolo eretto lungo 5-7 cm dall’ascella delle guaine fogliari che circondano gli pseudobulbi, solitari, carnosi, odorosi, con sepali oblunghi di 2-3 cm di lunghezza e 1-1,5 di larghezza, di colore giallo rossastro spesso punteggiato e striato di rosso, petali di colore rosso addossati alla colonna, lanceolati con apici ricurvi, lunghi 1,5-2,5 cm e larghi 0,5-1 cm, e labello ovato con apice ricurvo, lungo circa 2 cm e largo 1 cm, di colore rosso scuro.

Si riproduce per seme, in vitro, e facilmente per divisione.

Specie vigorosa, che forma in breve tempo grossi cespi, con fioritura di lunga durata, 3-4 settimane, in autunno-inverno. Richiede una posizione leggermente ombreggiata, temperature medie, con minime notturne in inverno non inferiori 12-14 °C, buona ventilazione e abbondanti e regolari innaffiature durante il periodo vegetativo, più distanziate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato, facendo particolare attenzione a che non ristagni acqua tra le foglie della vegetazione emergente per evitare facili marciumi.

Le innaffiature e nebulizzazioni vanno effettuate con acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata, e le concimazioni, durante il periodo vegetativo, con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione, distribuite e alternate in modo da evitare accumulo di sali alle radici.

Può essere montata su corteccia o zattera di sughero o coltivata in vaso con frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura e sfagno; spostamenti, rinvasi e divisioni vanno effettuati alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dicrypta elatior Rchb.f. (1845); Maxillaria triangularis Lindl. (1845); Maxillaria elatior (Rchb.f.) Rchb.f. (1863); Camaridium xylobiichilum Kraenzl. (1920); Maxillaria alberti Schltr. (1923); Pleuranthium albertii (Schltr.) Brieger (1977).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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