Medinilla magnifica

Famiglia : Melastomataceae

Testo © Pietro Puccio

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La Medinilla magnifica è un arbusto epifita alto anche 2 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle Filippine (Luzon, Mindanao, Mindoro, Negros e Panay), dove cresce nelle foreste umide collinari e montane, tra 300 e 1400 m di altitudine.

Il genere è dedicato a José de Medinilla y Pineda, governatore delle Isole Marianne nei primi decenni del XIX secolo; il nome specifico è il termine latino “magnifica” = magnifica, splendida, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: kapa-kapa (Filippine); chandelier bush, chandelier tree, jungle chandelier, malaysian orchid, pink lantern, rose grape, showy medinilla (inglese); médinilla magnifique (francese); medinila, uva-rosa (portoghese); medinila (spagnolo); medinille (tedesco).

La Medinilla magnifica Lindl. (1850) è un arbusto sempreverde, alto fino a 2 m, con rami legnosi a sezione pressoché quadrangolare e ciuffi di setole rigide caduche, lunghe 1 cm, ai nodi; cresce come epifita sugli alberi, affondando le radici nei detriti vegetali che si accumulano nelle cavità, o al suolo nelle radure.

Le foglie sono opposte, sessili (prive di picciolo), verde scuro lucido, coriacee, oblungo-obovate, lunghe fino a 35 cm e larghe 25 cm con apice appuntito e nervature evidenti di colore biancastro.

Infiorescenze in racemi terminali pendenti molto ramificati, lunghi fino a 45 cm, con grandi brattee rosa decidue, quattro per ogni nodo, lunghe da 3 a 10 cm; i fiori, di 2 cm di diametro e 4 cm di lunghezza, che si aprono in successione per circa due mesi, sono di colore rosa intenso con 5 petali e 10 stami gialli.

I frutti sono bacche globose di colore porpora di circa 6 mm di diametro contenenti minuscoli semi. Si riproduce facilmente per seme, da posizionare sulla superficie del substrato, o semplice sfagno, mantenuto umido, e per talea in atmosfera confinata, alla temperatura di 24-26 °C.

Nome specifico quanto mai appropriato per questa pianta dalla spettacolare fioritura e dalle grandi foglie lucide, coltivabile nelle zone tropicali e marginalmente subtropicali umide in luce solare filtrata o parziale ombreggiatura e al riparo dal vento, con temperature minime che non dovrebbero mai scendere sotto 10 °C.

L’umidità ambientale deve essere sempre elevata e le annaffiature frequenti durante il periodo vegetativo, più diradate in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato che deve essere poroso, leggero, ricco di sostanza organica e con aggiunta di sabbia silicea, intorno al 30 %, per migliorare il drenaggio, essendo particolarmente sensibile ai ristagni.

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Le infiorescenze sono racemi pendenti, lunghi anche 45 cm, con grandi brattee rosa decidue © G. Mazza

Per le sue caratteristiche ornamentali viene spesso commercializzata in vaso per la decorazione di interni, anche se per le sue esigenze riguardo l’umidità è più adatta ad una serra caldo-umida che ad un appartamento, dove per questo motivo ha solitamente vita breve, salvo riservarle le opportune attenzioni.

Va posizionata in luogo dove possa ricevere la massima luminosità, anche qualche ora di sole diretto al mattino, con substrato come sopra riportato; la temperatura ideale dovrebbe essere elevata (24-28 °C), solo per un breve periodo in inverno la temperatura deve scendere a 16-18 °C e il substrato lasciato parzialmente asciugare per stimolare la fioritura, all’accenno di questa si devono aumentare temperatura ed annaffiature.

Fondamentale l’umidità ambientale, che deve essere quanto più elevata possibile, per incrementarla, oltre al sistema dell’ampio sottovaso riempito di ghiaietto o argilla espansa costantemente bagnati su cui posare il vaso, ma non a diretto contatto dell’acqua, dovranno effettuarsi giornaliere nebulizza- zioni con acqua a temperatura ambiente priva di calcare.

Le annaffiature devono essere regolari dalla primavera all’autunno, mantenendo costan- temente umido, ma non bagnato, il substrato, diradate in inverno, nel periodo di riposo, in modo da lasciare asciugare solo lo strato superficiale, ma mantenendo sempre una elevata umidità ambientale.

Utili le concimazioni con prodotti idrosolubili ad alto contenuto di fosforo (tipo 10-20-10), a metà dose di quella consigliata, ogni due, tre settimane, tranne nel periodo di riposo. In considerazione del peso delle infiorescenze può essere necessario predisporre un opportuno supporto. Le eventuali potature, per contenerne le dimensioni, vanno effettuate dopo la fioritura.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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