Melaleuca cajuputi

Famiglia : Myrtaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Melaleuca cajuputi supera, nelle foreste primarie paludose del Sud-Est asiatico, i 30 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Australia (Australia Occidentale, Queensland e Territorio del Nord), Borneo, Cambogia, Giava, Malaysia Peninsulare, Molucche, Myanmar, Nuova Guinea, Piccole Isole della Sonda, Thailandia e Vietnam dove cresce nel sottobosco delle foreste primarie paludose, fino a circa 400 m di altitudine, e lungo le coste dove offre un ambiente favorevole per l’avifauna, pesci e crostacei.

Il nome del genere è la combinazione degli aggettivi greci “μέλας” (melas) = nero e “λευκός” (leukόs) = bianco, con riferimento al colore della corteccia, inizialmente bianco per poi diventare nerastro invecchiando; il nome specifico deriva dal malese “kaju putih” che significa “legno bianco”.

Nomi comuni: cajuput tree, paperback tea tree, swamp tea tree (inglese); smach chanlos (Cambogia); baru galang, gelang, irano, kayu puthi, waru gelang (Indonesia); gelam (Malaysia); samet (Thailandia); chè dong tran (Vietnam).

La Melaleuca cajuputi Powell (1809) è un albero sempreverde con tronco eretto, che nei vecchi esemplari in natura può superare 30 m di altezza e 1 m di diametro, con corteccia soffice e spugnosa bianco-grigiastra che si sfalda in lunghe lamine sottili; alla base del tronco, nelle zone soggette a periodiche inondazioni, può sviluppare radici aeree.

Le foglie, su un picciolo lungo 0,4-1 cm, sono alterne, semplici, lanceolate, leggermente falcate, con apice mucronato e margine intero, lunghe 5-12 cm e larghe 1,2-3 cm, coriacee, rigide, di colore verde scuro, che stropicciate emanano un odore penetrante; i giovani germogli sono ricoperti da una densa peluria.

Le infiorescenze sono spighe ascellari e terminali cilindriche, lunghe 4-10 cm, con rachide pubescente e fiori di colore bianco, bianco verdastro o crema, disposti in gruppi di tre. Calice pressoché cilindrico con 5 lobi, lungo circa 2 mm, 5 petali con lamina obovata, lunga e larga 2,5-3 mm, e stami bianchi riuniti in 5 gruppi, ciascuno con 5-12 stami fusi alla base, lunghi 8-10 mm. I fiori sono ermafroditi, ma proterandri (gli organi maschili maturano prima di quelli femminili, ciò evita l’autofecondazione favorendo quella incrociata), e sono impollinati prevalentemente da insetti. I frutti sono capsule globose, di circa 3 mm di lunghezza e 4 mm di diametro, persistenti per lungo tempo, contenenti minuscoli semi lineari.

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Dalle foglie alterne, semplici, lanceolate, si estrae un olio contenente cineolo, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie ed insetto-repellenti © Giuseppe Mazza

Si riproduce solitamente e facilmente per seme, posto superficialmente in terriccio drenante sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 26-30 °C, in posizione molto luminosa, essendo la germinazione indotta dalla luce, con tempi di germinazione da pochi giorni a 2 settimane e prima fioritura dopo 5-7 anni; si propaga inoltre per talea e polloni radicali.

Da tempi remoti le foglie sono utilizzate nella medicina popolare per varie patologie e a partire dal XIX secolo in molti paesi del sudest asiatico ne è iniziata la coltivazione per l’estrazione dell’olio dalle foglie per le sue virtù medicinali. L’olio, che contiene dal 5 al 60% di cineolo, presenta proprietà antibatteriche e antinfiammatorie e viene utilizzato prevalentemente per uso esterno, l’uso interno può avere diversi effetti collaterali; ha dimostrato di possedere anche proprietà insetto-repellenti. Viene inoltre aggiunto per la sua fragranza a balsami, detergenti e cosmetici. Specie coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale in pieno sole, tranne nella fase iniziale di crescita quando necessita di una leggera ombreggiatura. Si adatta a diversi tipi di suolo, anche paludosi e poco drenanti, acidi e salmastri; è resistente al fuoco, al vento e agli aerosol salini.

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Le infiorescenze sono spighe cilindriche di 4-10 cm con fiori ermafroditi ma proterandri per favorire la fecondazione incrociata © Giuseppe Mazza

Per il fogliame e la fioritura, che si protrae per gran parte dell’anno, viene utilizzata come ornamentale in parchi e giardini, come albero da ombra, nelle alberature stradali e per barriere di confine, viene inoltre impiegata, per la veloce crescita e l’esteso apparato radicale, nella riforestazione di aree degradate. Il legno è resistente, duro e pesante, di lunga durata in acqua, anche di mare, viene utilizzato nelle costruzioni civili per infissi, pavimenti e pannellature, in ebanisteria, per imbarcazioni, traversine ferroviarie, pali, nell’industria della carta, come combustibile e nella produzione di carbone vegetale. La corteccia spugnosa viene utilizzata come materiale di imballaggio, riempimento e come isolante.

Sinonimi: Myrtus saligna J.F.Gmel. (1791); Melaleuca minor Sm. (1812); Melaleuca viridiflora var. angustifolia Blume (1826); Melaleuca trinervis Buch.-Ham. (1832); Metrosideros comosa Roxb. (1832); Pimentus saligna (J.F.Gmel.) Raf. (1838); Melaleuca lancifolia Turcz. (1847); Melaleuca saligna (J.F.Gmel.) Reinw. ex Blume (1849); Melaleuca angustifolia (Blume) Blume (1850); Melaleuca commutata Miq. (1850); Nania comosa (Roxb.) Kuntze (1891); Melaleuca eriorhachis Gand. (1918).

 

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