Meles meles

Famiglia : Mustelidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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Il Tasso ( Meles meles ) è un mustelide di grossa taglia che può raggingere i 20 kg © Giuseppe Mazza

Il Tasso ( Meles meles - Linnaeus 1758) è un mustelide relativamente grande appartenente all’ordine dei Carnivori (Carnivora), alla famiglia dei Mustelidi ( Mustelidae), al genere Meles ed alla specie Meles meles .

Varie le sottospecie riportate:

-  Meles meles meles

- Meles meles arcalus

- Meles meles canescens

- Meles meles heptneri

- Meles meles marianensis

- Meles meles milleri

- Meles meles rhodius

- Meles meles severzovi

Il nome del genere e della specie “meles” è il nome che i romani davano al tasso.

Zoogeografia

La distribuzione geografica del tasso interessa la regione paleartica, ad eccezione dei territori più settentrionali, di varie isole mediterranee e del nord Africa. Il suo areale si estende nell’Europa temperata, dalla Scandinavia centrale alle regioni mediterranee, comprese le isole dell’Egeo e Creta. In Asia la specie è presente dalla Siberia, con esclusione delle terre più set- tentrionali, alla Corea e al Giappone e a sud fino al Tibet, Birmania settentrionale e Cina meridionale. E’ presente, inoltre, in Asia minore, Palestina e Persia.

Ecologia-Habitat

L’habitat naturale del tasso è quello forestale , sia di pianura che di montagna, dal livello del mare fino a circa 2000 metri d’altitudine. Preferisce i boschi di latifoglie o misti anche di limitata estensione, alternati a zone aperte, cespugliate, sassose, a macchia e incolte. Nelle regioni settentrionali frequenta abitualmente anche i boschi di conifere. Rifugge, generalmente, i territori intensamente coltivati frequentando le zone agricole, vicine alla propria dimora, alla ricerca di cibo.

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Guardingo e prudente, d’abitudini notturne, ha un olfatto eccezionale © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

Il tasso ha una corporatura tozza e pesante, ha una lunghezza testa-corpo di circa 60-80 cm, la testa è allungata ed appuntita, la coda è tronca e corta , circa 15-20 cm, ed ha un’altezza al garrese sui 30 cm. Il suo peso si aggira sui 10-20 kg.

Le orecchie sono piccole e rotonde (3-5 cm) ma emergono dalla pelliccia.

Gli occhi sono piccoli con pupilla rotonda e iride marrone scuro (il tasso non ha una gran vista ed è piuttosto miope).

Gli arti sono brevi e i piedi hanno 5 dita munite di unghie robuste, atte allo scavo. I piedi posteriori sono di poco più lunghi ( 8,5-11 cm) di quelli anteriori e la superficie plantare è glabra.

La pelliccia è ruvida e piuttosto rada, presenta peli di giarra più lunghi ai lati del corpo. Nelle parti inferiori, il mantello è così rado che a tratti lascia intravedere la cute.

I colori dominanti delle parti superiori sono il nero brizzolato e il bianco sporco, entrambi più chiari sui fianchi. La gola, le parti inferiori e gli arti sono nerastri.

La testa è bianca, con due caratteristiche bande nere che, partendo poco dopo le narici, attraversano longitudinalmente e parallelamente i due lati della testa, passando per la regione oculare e auricolare fino ai lati del collo. Queste due bande scure si allargano leggermente procedendo posteriormente. Tra le due bande nere e ai lati delle stesse vi sono altre bande (3) di colore bianco che contrastano con le due nere; queste bande bianche-nere, assieme, conferiscono un aspetto “a freccia” al muso già triangolare del tasso.

Le orecchie sono nere, brizzolate alla base e di colore bianco sporco all’apice. Il tartufo del naso è piuttosto sviluppato. I sessi sono simili.

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La dentatura indica una dieta in gran parte vegetariana, anche se si tratta di un carnivoro © Giuseppe Mazza

Etologia-Biologia riproduttiva

Il tasso è di indole elusiva, è guardingo, prudente e di abitudini essenzialmente crepuscolari e notturne.

Conduce vita solitaria oppure vive in gruppi familiari, che possono convivere nella stessa tana; comportamenti gregari si manifestano in genere verso l’autunno. Le comunicazioni vocali, di questo mu- stelide, sono particolarmente rumorose e variamente espressive. I suoi vocalizzi sono brontolii, soffi, sbuffi e urla acute quando irritato. Nel periodo degli amori emette frequentemente un grido stridulo simile al pianto di un bambino.

Il tasso è dotato di ghiandole ano-genitali che secernono una sostanza grassa di consistenza molle e dall’odore di muschio. Tale secreto tinge di giallo i peli della regione anale. Dorante la stagione degli accoppiamenti, il secreto delle ghiandole viene emesso in abbondanza quale segnale odoroso.

Il tasso deambula con andatura al passo, al trotto o al galoppo pesante. Solo occasionalmente si arrampica sulle piante, se necessario è in grado di nuotare. Le sue orme (lunghe 5-7 cm) sono facilmente riconoscibili (semiplantigrado): larghe con lunghe dita e unghie, ben evidenti i cuscinetti plantari e digitali (per l’assenza di pelo).

Il tasso è un eccellente scavatore e costruttore di tane. Gli scavi vengono realizzati con le poderose unghie. Le tane sono solitamente ubicate dove il terreno è asciutto e sabbioso, lungo argini di fiumi o su pendici soleggiate ricche di vegetazione le cui radici rendono compatta la terra. Per la notevole quantità di terriccio che smuove è facile individuare i luoghi dove sono state realizzate le tane soprattutto se queste sono frequentate per lunghi periodi da numerose generazioni successive poiché assumono degli sviluppi importanti a causa delle continue modifiche e ampliamenti cui vengono sottoposte; si presentano come veri e propri labirinti di corridoi e camere che si sviluppano in senso orizzontale per alcune decine di metri e in profondità fino a 5-6 metri.

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Laureato in ingegneria, è un eccellente scavatore di tane a più stanze © Giuseppe Mazza

Le ampie camere costituiscono il vero e proprio rifugio in cui l’animale sosta, mentre le numerose e ramificate gallerie hanno lo scopo di consentire l’accesso e l’uscita, nonché di fungere da camini di aereazione. La camera principale viene tappezzata con grandi quantità di foglie, muschio, erba e altro materiale vegetale che il tasso trasporta all’interno della tana trascinandolo camminando all’indietro e trattenendolo tra il mento e il petto. Tale materiale viene spesso ammassato sopra una piattaforma di ramoscelli che, tenendolo sollevato, impedisce alla lettiera di assorbire umidità dal suolo. La lettiera viene rassettata con cura e rinnovata periodicamente.

Durante l’allevamento dei cuccioli è predisposto anche un piccolo vano che funge da latrina. La tana del tasso è quindi molto confortevole, provvista di ricoveri caldi e asciutti, dove gli animali possono trascorrere tranquille ore di riposo. Nei pressi di alcuni ingressi della tana, all’esterno, sono presenti buche per le deiezioni. Può capitare che il tasso condivida alcune parti della propria tana , in modo separato, con volpi ( Vulpes vulpes ). Durante la stagione fredda, il tasso nella tana, trascorre periodi di inattività che possono protrarsi per alcuni mesi nelle regioni a clima particolarmente rigido.

Non cade in un vero e proprio letargo; si abbandona ad un sonno profondo durante il quale il metabolismo subisce un forte rallentamento. In questo periodo, non cibandosi, consuma le riserve di grasso corporeo accumulate in autunno. Le popolazioni di questa specie che vivono nelle zone più meridionali dell’areale restano attive tutto l’anno. Il tasso, nel territorio in cui vive, percorre sentieri fissi spesso riconoscibili.

Il cibo viene ricercato utilizzando il finissimo olfatto. Il nutrimento è reperito sia sopra che sottoterra; il terriccio viene smosso con il muso o scavando con i robusti unghioni. Il tasso ha un’alimentazione onnivora che include un’ampia varietà di alimenti: le caratteristiche della dentatura (con canini non sviluppatissimi) e la relativa lunghezza dell’intestino (che nel tasso è più lungo di quello degli animali prevalentemente carnivori) sono elementi indicativi del regime alimentare onnivoro la cui dieta, pur variando al variare delle stagioni, è sempre ricca di sostanze vegetali. Frutti, bacche, semi, funghi, radici, tuberi, ghiande, faggiole, erbe e cortecce possono costituire fino al 70-75% della dieta giornaliera. Lombrichi, insetti, lumache, altri invertebrati, vertebrati di piccola e media taglia completano la dieta.

I tassi si accoppiano nella stagione estiva; le femmine in calore effettuano dei movimenti camminando in cerchio davanti ai maschi. Le coppie in genere vivono assieme avendo comportamenti monogami. Nel tasso, l’accoppiamento non coincide con l’impianto degli ovuli fecondati. Infatti, lo zigote, trascorre un periodo di quiescenza di 4-5 mesi dopo di che si annida nella mucosa uterina; lo sviluppo embrionale dura 6-8 settimane. Quindi la gestazione, stimata di 7-8 mesi dal momento del concepimento, prosegue dopo una lunga pausa. A fine inverno-inizio primavera (gennaio-aprile) la femmina partorisce, in una camera appositamente preparata con soffice lettiera, 3-5 piccoli.

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Crea labirinti fino a 5-6 m di profondità. In sala parto la femmina mette al mondo 3-5 piccoli © Giuseppe Mazza

La femmina è dotata di 3 paia di mammelle. I neonati hanno mantello biancastro (anche se si intravvede la cute con le pigmentazioni dei disegni caratteristici del manto), sono lunghi circa 10-12 cm, e hanno gli occhi chiusi. Dopo qualche settimana aprono gli occhi e vengono allattati per circa tre e più mesi. Durante lo svezzamento iniziano ad uscire dalla tana, alla ricerca di cibo, accompagnati dalla madre.

I giovani raggiungono pressappoco le dimensioni degli adulti e diventano autonomi in autunno.

Alcuni giovani rimangono con la madre anche l’inverno successivo alla nascita ( altri si allontanano a creare proprie, inizialmente semplici, tane già in autunno ) ma vengono scacciati all’ approssimarsi del successivo parto.

La maturità sessuale è raggiunta attorno al secondo anno di vita. La durata della vita di questa specie è attorno ai 15 anni.

Il tasso è attualmente protetto in diversi paesi. In passato era cacciato per le carni, ritenute gustose, il grasso e la pelliccia e per il fatto che talvolta crea danni ( in realtà modesti e limitati ) nelle zone coltivate. Tra le popolazioni rurali del Veneto e del Piemonte esiste una credenza secondo la quale esisterebbero due specie di tasso: il tasso cane o canino e il tasso porco o porcino.

Secondo la credenza il primo, carnivoro e veloce, non sarebbe commestibile; il secondo, vegetariano e lento, avrebbe carni squisite. Tale leggenda sarebbe nata per la differenza dimensionale tra i tassi magri visti in primavera (dopo il digiuno invernale) e quelli pasciuti avvistati in autunno (grassi e pronti per il riposo invernale). I tassi allevati a mano sono creature dolci e giocose che esprimono spiccata socialità; attenzione, però, se si rinvengono tassi selvatici feriti (sono spesso vittime di investimenti da parte di automezzi) perché sono dotati di forza straordinaria e morsi potenti.

 

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