Melitaea didyma

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

 

 

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Femmina di Melitaea didyma, specie comunissima, talora invadente, nella parte meridionale dell’Europa © Gianfranco Colombo

La Didima o più genericamente Fritillaria ( Melitaea didyma – Esper, 1779 ), appartiene all’Ordine dei Lepidoptera e alla Famiglia dei Nymphalidae.

Come già accennato, in questa famiglia vengono abitualmente incluse più di 6.000 specie di farfalle sparse in tutto il mondo, per cui è ritenuta la più consistente fra quelle che raggruppano i lepidotteri diurni.

Questa farfalla è quasi certamente la fritillaria più variabile nel disegno superiore delle ali e queste differenze si possono riscontrare non solo fra le numerose sottospecie ma anche fra elementi dello stesso gruppo o colonia.

Vi sono inoltre variazioni stagionali condizionate da umidità e temperatura ambientale e tipologia di alimentazione.

La sua estrema variabilità ha reso questa farfalla particolarmente interessante e spesso anche motivo di approfondimenti e studi da parte di entomologi alla ricerca di nuove sottospecie o particolari variazioni cromatiche.

E’ una farfalla estremamente comune che vive in grandi colonie ed è spesso localmente invadente.

L’etimologia del nome scientifico della Melitaea didyma è, come tutti i nomi dati dai primi naturalisti, soggetta a diverse interpretazioni in particolare la prima parte del binomio. (vdr Melitaea cinxia ) Fabricius, 1807 ha come al solito giocato sul nome, mediando diverse interpretazioni date da altri naturalisti del tempo. Propose alla fine per una soluzione che indicava l’origine dal greco "meli" = miele, evidenziando in questo modo la forte attrazione di questa farfalla per i nettari molto dolci.

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Maschio addormentato dopo il pasto su un’Ophrys scolopax, piccola orchidea mediterranea © Giuseppe Mazza

Sodoffsky, 1837 lo derivò con una leggera storpiatura, da Melinaea riferendosi ad uno dei numerosi soprannomi dati ad Afrodite (Venere).

Pickard lo fece derivare da Melitaea il nome di una città della Tessaglia.

Mcleod dal greco "melitaios" = proveniente da Malta.

Infine Mélitea era anche una delle Nereide figlia di Nereo e Doris.

Pertanto tutte le interpretazioni date nel tempo dai diversi naturalisti, sono perfettamente accettabili e supportate da corrette valutazioni linguistiche.

Al contrario l’etimo della specie "didyma" deriva dal greco "didumos" = gemello, per indicare la forte somiglianza di questa farfalla con la Melitaea phoebe, una fritillaria alquanto simile e spesso oggetto di confusione.

I nomi volgari europei sono alquanto diversi ed identificano principalmente alcune caratteristiche di questa farfalla.

In Inglese Spotted Fritillary; in Francese Damier orangée; in Tedesco Rote Scheckenfalter; in Olandese Tweekleurige parelmoervlinder e in Spagnolo Doncella timida.

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Un maschio si pavoneggia al sole, ali spianate, nella speranza d’attirare una compagna © Giuseppe Mazza

Zoogeografia

La Melitaea didyma è largamente presente nella parte meridionale del territorio Europeo, ad eccezione della Corsica e della Sardegna, mentre manca totalmente dalle coste del Mare del Nord e del Baltico ed i territori da essi bagnati.

Si trova anche in tutta l’Asia nella fascia temperata che corre dalla Turchia e Medio Oriente fino alla Mongolia. Nel Nord Africa è presente solo nella parte occidentale del Mediterraneo, dalla Tunisia al Marocco.

Abita prati ben soleggiati e radure erbose fino a circa 1500 m slm dove si presenta in gran numero durante tutta l’estate.

Morfofisiologia

La Melitaea didyma è una farfalla di medie dimensioni, facilmente confon- dibile con tutte le congeneri fritillarie presenti nella medesima area. Infatti si sovrappone a tantissime altre specie e come già detto, solo da distanza ravvicinata e possibilmente analizzando la pagina inferiore delle ali, si può facilmente distinguerla dalle congeneri.

Ha un’apertura alare di circa 5 cm con una leggero dimorfismo per la femmina che risulta leggermente più grande, con corpo più massiccio e colore più tenue.

Nei maschi la superficie superiore delle ali è di un colore aranciato uniforme, molto acceso tale da farli sembrare perfino rossi quando in volo. Il tutto segnato da una serie di linee e punteggiature mal definite e macchie nere più o meno diffuse. Lungo la costa di entrambe le ali, sono presenti lunette triangolari o rotondeggianti nere che contornano ininterrottamente entrambe le ali.

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Le apre e le chiude ammiccando o, in caso di pericolo, per un mimetismo perfetto © Giuseppe Mazza

La femmina ha colore molto più sbiadito e spesso nella Melitaea didyma f. meridionalis, il colore arancione è sostituito in parte o totalmente da una tonalità grigio/verdastro. La femmina di questa forma, quasi prevalente nelle aree meridionali dell’areale, è l’unica fritillaria che mostra questa caratteristica di colore.

Più costanti sono invece le particolarità dei disegni sulla pagina inferiore, in particolar modo sulle ali posteriori dove si identificano con facilità alcune caratteristiche che rimangono pressoché invariate in tutti gli esemplari.

Le macchie nerastre di forma arrotondata posizionate sul margine giallino di entrambe le ali (da cui il nome volgare inglese) e la fascia basale ininterrotta di colore arancione (da cui il nome volgare francese e tedesco) sono caratteristiche determinanti nella classificazione di questa farfalla.

Antenne ben sviluppate e robuste di colore marrone giallastro, con vertice appiattito e biancastro.

Come tutte le fritillarie vola nei periodi più caldi dell’anno, con inizio da maggio fino all’inizio di ottobre.

E’ una farfalla facilmente avvistabile in quanto trascorre molto tempo in volo passando di fiore in fiore ed anche facile da avvicinare e da osservare quando in alimentazione.

Biologia riproduttiva

La Melitaea didyma è spesso trivoltina nelle aree più calde mentre è bivoltina nelle zone più fresche.

Depone un numero elevato di uova per cui ogni generazione vede una notevole quantità di esemplari in volo concentrati in aree anche ristrette. Le colonie sono spesso composte da migliaia di farfalle che invadono praticamente l’area occupata.

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Una femmina normale ed una di Melitaea didyma f. meridionalis, dai colori spenti © Gianfranco Colombo

Le uova sono direttamente deposte sulle piante ospite e schiudono in tempi brevissimi tali da garantire una presenza quasi costante di un gran numero di esemplari sull’areale interessato.

L’ultima generazione dell’anno trascorre l’inverno nello stato di piccola larva.

Il bruco adulto è lungo circa 2,5 cm., è bianco con macchie aranciate che si intervallano su tre file parallele, per l’intera lunghezza del corpo. In corrispondenza di queste macchie si ergono piccole protuberanze pelose di colore nero a forma di corona. Un bruco estremamente elegante e variopinto, nel colore e nell’aspetto.

La pupa ha un periodo d’incubazione rapida, inferiore alle due settimane.

Tra le piante ospiti predilige Plantago, Veronica, Centaurea e Linaria.

Sinonimi : Papilio didyma Linnaeus, 1758; Mellicta didyma Billberg - 1820; Melitaea occidentalis Staudinger - 1861; Melitaea meridionalis Staudinger - 1870; Didymaeformia didyma Verity - 1950.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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