Monstera deliciosa

Famiglia : Araceae

Testo © Pietro Puccio

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Infiorescenza di 20-25 cm. Il sapore dei frutti ricorda l’ananas e la banana © Giuseppe Mazza

La Monstera deliciosa Liebm. (1849) è originaria delle foreste umide del Messico (Chiapas, Oaxaca e Veracruz), Costarica, Guatemala, Nicaragua e Panama.

Il nome generico è di incerta origine, secondo alcuni deriverebbe dal latino “monstrum” = prodigio, cosa straordinaria; il termine specifico latino “deliciosa” = deliziosa fa riferimento al sapore del frutto.

Nomi comuni: “monstera” (italiano); “ceriman”, “cut-leaf philodendron”, “fruit-salad plant”, “mexican breadfruit”, “swiss-cheese plant”, “split-leaf philodendron”, “hurricane plant”, “window leaf” (inglese); “ananas des pauvres”, “cériman”, “monstera”, “philodendron monstéra”, “philodendron à feuilles incisées” (francese); “balaço”, “banana de macaco”, “costela de Adão” “fruta de Mexico”, “tornelia” (portoghese); “balazo”, “chirrivaca”, “costilla de Adán”, “hocadello”, “hoja de piedra”, “ojal”, “piñanona monstera” (spagnolo); “fensterblatt”, “köstlicher kolbenriese”, “zimmer-philodendron” (tedesco).

Rampicante vigoroso, sempreverde, semiepifita, con fusti che tendono a divenire semilegnosi con l’età, di 5-7 cm di diametro e lunghezza che può superare i 20 m, con numerose radici aeree, in particolare ai nodi, con cui si aggrappa ai tronchi degli alberi.

Le foglie, su piccioli lunghi 0,7-1 m, sono ovato-cordate, cuoiose, di colore verde intenso lucido e presentano il fenomeno della eterofillia (presenza sulla stessa pianta di foglie di forma diversa), nelle piante giovani sono lunghe circa 30 cm ed intere, in quelle adulte sono lunghe 60-90 cm e larghe 60-80 cm, profondamente incise e irregolarmente perforate.

Le infiorescenze ascellari sono costituite da uno spadice di colore crema circondato da una spata coriacea bianco crema; i minuscoli fiori distribuiti sullo spadice sono ermafroditi protogini (lo stigma, la parte femminile, è ricettivo prima della maturazione degli stami, ciò impedisce l’autofecondazione) ed i singoli frutti, separati da sottili membrane nere, sono bacche succose color crema che formano un frutto composito (sincarpo) cilindrico, di 20-25 cm di lunghezza e 6 cm circa di diametro, ricoperto da dure scaglie esagonali di colore verde. La maturazione, dopo 12-14 mesi dalla fioritura, procede dal basso verso l’alto ed è evidenziata dalla caduta delle scaglie esagonali, non commestibili, e da un intenso odore; i singoli frutti, il cui sapore ricorda quello della banana e dell’ananas, vanno staccati dallo spadice e consumati in breve tempo, deteriorandosi velocemente.

I semi, prodotti raramente, sono piriformi di colore verde ed hanno una germinabilità di breve durata (qualche settimana). Si riproduce generalmente per divisione, talea di punta e per porzione di fusto con almeno due nodi, nel qual caso impiega 4-6 anni per fruttificare.

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E’ fra le più comuni piante d’appartamento © Giuseppe Mazza

La specie è coltivabile all’aperto nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido dove viene utilizzata, sia in ombra che in luce solare filtrata, come coprisuolo, per coprire rocce e muri o lasciata arrampicare su alberi su cui aderisce con le sue radici aeree; può essere coltivata anche nelle regioni a clima temperato caldo, eventualmente in posizione riparata, danneggiandosi il fogliame già a temperature appena sotto a 0°C.

In vaso è da lungo tempo utilizzata per la decorazione di interni spaziosi, opportunamente sostenuta date le sue dimensioni, apprezzata per la sua facilità di coltivazione, resistenza e adattabilità ad ambienti piuttosto aridi ed ombrosi; non è particolarmente esigente in fatto di suolo, ma è preferibile utilizzare substrati porosi, drenanti e ricchi di sostanza organica.

Le innaffiature devono essere regolari in estate, evitando sempre ristagni d’acqua che possono provocare marciumi, e diradate in inverno, ma senza lasciare asciugare completamente il substrato.

Tutte le parti della pianta, compreso i frutti immaturi, contengono sostanze tossiche, in particolare ossalato di calcio, che possono provocare reazioni anche gravi; anche i frutti maturi possono risultare irritanti ad individui particolarmente sensibili.

Sinonimi: Philodendron anatomicum Kunth (1847); Monstera lennea K.Koch (1852); Tornelia fragrans Gut. ex Schott (1858); Monstera borsigiana K.Koch, (1862); Monstera deliciosa var. borsigiana Engl. (1908); Monstera deliciosa var. sierrana G.S.Bunting (1965); Monstera tacanaensis Matuda (1972).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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