Motacilla flava

Famiglia : Motacillidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

 

 

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La Motacilla flava ha un areale vastissimo con numerose sottospecie © Antino Cervigni

Quando si parla di cutrettole e della loro classificazione, il problema si fa ampio e complesso.

Uccello molto comune, molto appariscente e largamente diffuso, annovera all’interno del suo territorio un numero di sottospecie così consistente da creare spesso problemi di identificazione.

Ma il problema è ancora più particolare. All’interno di popolazioni confinanti, le sottospecie spesso si ibridano creando a loro volta esemplari con caratteristiche di entrambi i partner.

Se a queste difficoltà, da considerare anche normali se non fossero i numeri elevati ad entrare in gioco, sommiamo il differente piumaggio esistenti fra adulti e immaturi nonché le diversità di livrea fra il periodo di nidificazione e quello invernale, ecco che la situazione si fa davvero complicata.

La Cutrettola od anche impropriamente ballerina gialla ( Motacilla flava - Linnaeus, 1758 ) appartiene all’ordine dei Passeriformes ed alla famiglia dei Motacillidae.

Si è detto impropriamente ballerina gialla, perché questo nome comune italiano, seppur sia riferito ad un’altra specie, la the Motacilla cinerea, molto spesso ed in tante località viene comunemente usato anche per la nostra cutrettola.

Sono infatti entrambe gialle, anche se quest’ultima spesso mostra tonalità più accese per cui avrebbe potuto meritarsi lei l’appellativo riferito al colore della livrea anziché alla Motacilla cinerea che, come dice il nome scientifico, è più grigiastra.

Arriva da noi nella primissima primavera quando ancora il clima mostra gli ultimi guizzi invernali e la natura è ancora spoglia e subito rallegra con il suo colore brillante, l’ambiente ancora brullo. Il suo arrivo è contestuale con quello della rondine ( Hirundo rustica ) ed è una chiara conferma che la primavera sta immancabilmente arrivando.

Si presenta inizialmente in pochi esemplari, sparuti ed isolati ma subito dopo qualche giorno ecco delle vere ondate migratorie che portano verso nord una popolazione che ha affrontato migliaia di km per rivedere il luogo natio o perlomeno spinta da quell’istinto primordiale che li porta a conquistare sempre nuovi territori.

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La Motacilla flava cinereocapilla, con un sopracciglio poco accennato ed una testa grigiastra scura e compatta, è la sottospecie più comune in Italia © Antino Cervigni

La Cutrettola è forse in assoluto la specie con il maggior numero di variazioni nel piumaggio e gli ornitologi sanno bene quali e quante siano le difficoltà tecniche nel classificare un esemplare attraverso la semplice osservazione sul campo. Anche oggi, con l’avvento della fotografia digitale che permette manipolazioni tecniche degli scatti tali da evidenziare dettagli che prima erano impensabili da rilevare, non sempre si riesce a dare giudizi certi sulla specie ritratta.

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Tipica Motacilla flava cinereocapilla maschio in livrea nuziale © Antino Cervigni

Accade spesso che sotto la foto di un esemplare seppur ben nitido e delineato nei suoi dettagli, venga riportato in didascalia … maschio riferibile alla ssp xxxx oppure … possibile ibrido ssp A x ssp B , a riprova delle insite difficoltà della materia. Ma riprenderemo l’argomento più avanti parlando di morfofisiologia.

L’etimologia del nome del genere Motacilla deriverebbe per alcuni da “motare” = agitare e “cilla”, un’interpretazione astrusa di derivazione medievale per indicare la coda, mentre per altri dal termine greco “muttex”, un nome usato da Esichio per indicare piccoli uccelletti legati al mondo acquatico; il nome della specie flava, viene dall’omonimo termine latino che indica il colore giallo.

I nomi comuni nelle diverse lingue europee sono spesso indicativi dell’habitat frequentato da questa specie o dei suoi colori.

In tedesco Schafstelze ( cutrettola degli alberi) , in francese Bergeronnette printanière (cutrettola primaverile), in spagnolo Lavandera Boyera (lavandaia dei buoi), in portoghese Alvéola-amarela, (cutrettola gialla) ed in inglese Yellow Wagtail (ballerina gialla). Aggiungiamo il sempre simpatico ed impronunciabile giapponese tsumenagasekirei.

Nei dialetti regionali italiani, questo uccelletto ha avuto moltissimi nomi a dimostrazione della sua vasta diffusione sul territorio, da boarina a tremacoa, da coditremola a coetta, da codizinzola a schiasacodula, da pastorella a pastorellina, da balarina a baticoda e poi il nome comune ufficiale di cutrettola che si pensa derivi dal tardo latino “cauda trepida” trasformato poi nel diminutivo arcaico “cutretta” ed infine in cutrettola.

Zoogeografia

L’areale della cutrettola è vastissimo ed essendo una fortissima migratrice, copre nelle due diverse stagioni, territori tra i più svariati ed habitat tra i più diversi.

Partendo dal presupposto che durante la migrazione autunnale per sfuggire ai rigori invernali, raggiunge quartieri lontanissimi che occupano totalmente l’Africa subsahariana, il subcontinente indiano ed il sudest asiatico, arcipelago indonesiano incluso, si potrebbe immaginare che i suoi areali estivi siano limitati alle zone temperate del paleartico.

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La Motacilla flava flava dell’Europa centrale, Scandinavia e Russia europea, ha il capo un po’ sbiadito, colorato di grigio con un sopracciglio bianco marcato © G. Colombo

Non è certo un limicolo, così abituati con il loro volo rapidissimo e saettante, a migrazioni da un capo all’altro del mondo !

Invece prevale un netto contrappasso dantesco, una rigorosa corrispondenza contraria ... tanto si spinge a sud per trovare il caldo d’inverno, quanto si spinge a nord per trovare il fresco d’estate.

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La Motacilla flava feldegg, presente nella penisola balcanica, nell’area caucasica, in Medio Oriente ed ancora più ad Est, è fra le più facili da riconoscere per il tipico cappuccio nerissimo © Alvaro Dellera

La cutrettola raggiunge infatti limiti latitudinali incredibili, occupando tutte le coste settentrionali estreme dei continenti, da Capo Nord in Norvegia, alle terre che lambiscono il Mar Glaciale Artico, attraverso la Siberia artica e raggiungendo persino le coste pacifiche dell’Alaska.

A sud ha popolazioni in Africa, nel Marocco e saltuariamente sulla costa del Mediterraneo fino alla Tunisia per poi riprendere improvvisamente nella Valle del Nilo balzando poi in Anatolia e parallelamente in Asia fino in Mongolia Cina e coste del Pacifico.

Stranamente l’Europa, pur densamente abitata, mostra lacune vistose nella penisola iberica, in Irlanda, in Scozia, in Islanda e nella parte centrale del continente.

Anche in Italia manca in vasti settori centrali sia di pianura che collinari e vistosamente in quelli meridionali, con isolate colonie nelle regioni estreme peninsulari, in Sicilia e Sardegna. Risulta invece molto comune e diffusa nella pianura padana.

La specie, nelle popolazioni paleartiche, è migratrice regolare a lungo raggio ed abbandona totalmente gli areali estivi per quelli tropicali. Da noi arriva all’inizio della primavera e come diceva il famoso naturalista Buffon: “questa cutrettola è la prima a ricomparire in primavera ne’ prati e ne’ campi, ove si annicchia in mezzo alle verdi biade”.

Ecologia-Habitat

L’habitat frequentato dalla cutrettola è a volte ben diverso da quelli occupati dalle sue congeneri. Non è strettamente vincolata ad ambienti umidi come la ballerina bianca ( Motacilla alba ) od ai ruscelli gorgoglianti come la ballerina gialla ( Motacilla cinerea ).

Sempre legata a prati più o meno allagati od umidi con bassa vegetazione, pochi arbusti affioranti, estensioni erbose ma nel contempo zone spesso aride, steppe, coltivazioni intensive di cereali e prati stabili.

Al contrario delle due congeneri che sono prettamente terricole e solo occasionalmente si appollaiano su rami od alberi, la cutrettola ama spesso posarsi sulla cima di arbusti sopraelevati sul terreno, su recinzioni o paletti ed anche su alberi e da quella posizione emettere a squarciagola il suo stentato ma acutissimo “sriip sriip” di segnalazione.

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La Motacilla flava beema del sud-est della Russia presenta un cappuccio grigio cenere con un sopracciglio bianco © Gianfranco Colombo

In val Padana è fortemente legata ai campi di orzo, di frumento ed avena ed ai prati erbosi anche incolti, luoghi ideali per la nidificazione mentre evita ed abbandona totalmente le aree coltivate a mais, la cui prevalenza potrebbe nel futuro mettere a rischio la sua presenza.

Morfofisiologia

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La Motacilla flava thunbergi, sottospecie tipicamente asiatica con popolazioni presenti anche nella penisola Scandinava, mostra un capo grigio scuro compatto che scende ampiamente sulle guance © Antino Cervigni

Le dimensioni della cutrettola sono pressoché simili in tutte le forme, variazioni e sottospecie finora classificate e mostrano una lunghezza di 16 cm, un peso assai variabile di circa 20 g ed un’apertura alare di 25 cm.

La livrea tipica mostra l’intera parte inferiore, sottocoda incluso, di un brillante giallo carico, a volte tendente al limone e la parte superiore grigio olivastra con due barre alari bianche segnate dalla parte terminale delle copritrici alari. La coda non è lunga quanto quella delle sue congeneri ma è sempre ben evidente e scodinzolata al medesimo modo. Le timoniere esterne sono bianche mentre quelle interne sono nero grigiastre come il dorso.

I sessi sono distinguibili solo dai lineamenti neri della testa e collo, molto più evidenti nel maschio mentre i giovani, nel piumaggio adolescenziale, mancano totalmente del giallo, dei disegni facciali ed hanno il petto spesso macchiettato come in una Pispola ( Anthus pratensis ). Risultano inoltre facilmente confondibili con i giovani della ballerina bianca.

Interessante osservare come uno scrittore all’inizio del XIX secolo, Tomaso Smith, descrivesse in un suo interessantissimo scritto “Il gabinetto del giovane naturalista” questo uccellino tanto particolare da colpire la sua fervida immaginazione:

Avvi un’altra cutrettola la quale è gialla ed ha sei pollici e mezzo di lunghezza. Il suo becco è nero; il mantello sino alla groppa verde color d’olivo; la groppa gialla come la pancia e il ventre che hanno delle piccole macchie brune. Il fondo delle piume dell’ali è di un grigio bruno, e l’orlo esterno delle tre più vicine al corpo è d’un giallo pallido; la coda è nera, eccetto nelle piume esteriori che sono bianche; i piedi son neri e l’ugne lunghissime.”

Risulterebbe forse impossibile o meglio ancora molto difficoltoso elencare tutte le sottospecie finora classificate per questo uccelletto, tenendo in considerazione che ogni giorno se ne aggiungono di nuove, aumentando in continuazione il dibattito sulla accettabilità o meno della scoperta.

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La Motacilla flava flavissima tipica dell’Inghilterra è quella con la testa più chiara © Gianfranco Colombo

Ad oggi il dibattito risulta ormai concluso per quanto attiene alcune decine di ssp. ormai accettate ufficialmente e sulle quali sembrerebbe ormai basarsi la moderna tassonomia e di conseguenza la loro collocazione geografica nei vari territori occupati. Rimane pur sempre vero il fatto che il numero delle ibridazioni possibili e delle diverse combinazioni che possono nascere da queste unioni, sono molteplici e possono far sorgere diatribe ancora accese fra gli esperti.

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Nella Motacilla flava leucocephala, qui in muta, il capo diventa totalmente bianco © Gianfranco Colombo

I punti chiave per la determinazione di questa specie allo stato selvaggio, sono i colori ed il disegno della testa, del collo, della nuca, delle guance e del sopracciglio. Evidente che avendo la possibilità di maneggiarne un esemplare e rilevarne puntualmente le misure, come nel mondo degli inanellatori, si potrebbe arrivare ad una più semplice classificazione, prendendo puntualmente le misure della formula alare, del becco, di penne importanti e altri particolari significativi.

Dall’osservazione attenta dei punti prima citati, della vastità dei colori e dal contrasto generali delle tonalità, si arriva a grandi linee a classificare l’appartenenza alla diversa sottospecie. Ancor più determinante è anche il luogo dell’avvistamento, in particolare nel periodo di nidificazione, in quanto logicamente ogni varietà ha il suo territorio prevalente.

Giusto per concludere su questo punto, basti dire che un numero incredibile di ornitologi e scienziati si è cimentato nel tempo in queste ricerche, spaziando appunto da Linneo già dal 1758 con la Motacilla flava flava, fino a Sushkin nel 1925 con la Motacilla flava angarensis. Più di due secoli di esperienze ma la storia non è ancora finita! Non entrando in pieno merito, possiamo invece accennare alle sottospecie ricorrenti in Europa per osservare le caratteristiche più evidenti.

Abbiamo la Motacilla flava flava, tipica della parte centrale dell’Europa, della Scandinavia ed a oriente fino a tutta la Russia europea che mostra una testa piuttosto sbiadita, colorata di grigio con un sopracciglio bianco ben marcato.

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Le cutrettole amano i prati più o meno allagati. Sono migratrici a lungo raggio che svernano in aree tropicali australi e nidificano anche all’estremo nord del Paleartico © Antino Cervigni

La Motacilla flava flavissima, tipica dell’Inghilterra ed ancora più chiara della precedente. La Motacilla flava thunbergi, una sottospecie tipicamente asiatica con popolazioni presenti anche nella penisola Scandinava e che mostra un capo grigio scuro compatto che scende ampiamente sulle guance.

La Motacilla flava iberiae che occupa la penisola Iberica fino alle coste africane del Marocco e Tunisia, molto simile al gruppo delle flava ma che mostra una gola più chiara e biancastra ed un cappuccio più scuro.

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Motacilla flava beema con un bruco appena catturato. In muta nei quartieri di svernamento, accumula grasso per affrontare il viaggio di ritorno. La cutrettola è un insettivoro sia durante la nidificazione che in gran parte dell’anno ma non disdegna, se necessario, di mangiucchiare sementi e bacche © G. Colombo

La Motacilla flava cinereocapilla, la nostra cutrettola, comune in tutto il territorio italiano, con un sopracciglio poco accennato ed una testa grigiastra scura e compatta.

Ed infine la Motacilla flava feldegg, della penisola balcanica, area caucasica, Medio Oriente ed ancora più ad est, con un tipico cappuccio nerissimo tanto da essere chiamata appunto Cutrettola capinera.

Vi sono poi tantissime altre sottospecie sparse in ogni angolo del vastissimo territorio occupato da questo uccelletto. Tanto per citarne alcune: la Motacilla flava angarensis, Motacilla flava beema, Motacilla flava leucocephala, Motacilla flava lutea, Motacilla flava macronyx, Motacilla flava melanogrisea, Motacilla flava plexa, Motacilla flava pygmaea, Motacilla flava simillima, Motacilla flava taivana, e la Motacilla flava tschutschensis.

Ricordiamo infine che molte variazioni una volta classificate sottospecie sono state rivalutate a livello di specie a sé stante.

Etologia-Biologia riproduttiva

La cutrettola nidifica a terra, in una piccola depressione scavata leggermente nel terreno e che viene riempita con erbe disseccate e piccole radicette intrecciate fino a formare una coppa perfetta e profonda. Generalmente è inserita all’interno di un cespo di erba o più comunemente nella rosetta basale formata dagli steli dei cereali nei quali ama molto collocarsi.

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Il nido, intrecciato al suolo, prevede sempre un posatoio accanto per sorvegliare il territorio. Contiene 4-7 uova di color crema, finemente e densamente punteggiate di bruno, covate a turno per circa 2 settimane © Museo Civico di Lentate sul Seveso

Non ha posizioni particolari di scelta dove scavare il nido e neppure la precauzione di scegliere un luogo sopraelevato evitando eventuali inondazioni del terreno.

Generalmente il nido è all’interno di un vasta distesa di grano od orzo oppure in un campo non coltivato od ancora sul ciglio di un tracciato di campagna. Sembra invece importante che nelle vicinanze vi sia uno stelo od un arbusto più sopraelevato della vegetazione del terreno dove è posto il nido, per appostarsi e sorvegliare il territorio. La specie è territoriale e difende con attenzione il proprio spazio ma nel contempo accetta la vicinanza di altre coppie quando la distanza è sopportabile.

Il nido è generalmente costruito dalla femmina anche se il maschio collabora portando materiale in supporto, mentre la cova e la cura della progenie è compito di entrambi i genitori.

Vengono deposte da 4 a 7 uova di color crema, finemente e densamente punteggiate di bruno, covate per circa 13 giorni. L’involo avviene dopo circa due settimane ma l’indipendenza arriva molto più tardi in quanto i genitori provvedono alla loro assistenza ancora per lungo tempo.

La cutrettola è un uccello insettivoro sia durante la nidificazione che in gran parte dell’anno ma non disdegna di mangiucchiare sementi e bacche quando necessario. La preferenza ricade comunque su insetti sia terrestri che volanti, bruchi e larve e piccoli invertebrati.

Ama molto seguire le mandrie di animali ed è certo che per questo motivo in molte lingue europee il suo nome è collegato a questa atavica passione. Un’abitudine innata, istintiva che la porta a seguire animali di ogni sorta e di ogni carattere, di ogni dimensione ed in ogni luogo.

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I subadulti si direbbero di un’altra specie, per esempio qui un Anthus pratensis. Mancano le tipiche tonalità gialle che appaiono solo nel secondo anno dopo la prima muta © Gianfranco Colombo

Noi conosciamo la cutrettola più facilmente attraverso i documentari televisivi sui grandi animali africani che non direttamente nelle nostre campagne. La vediamo correre velocemente ed impunemente fra le enormi zampe di un elefante oppure come oggetto infinitesimale, nascondersi all’ombra di un’altissima giraffa, leggermente un po’ più scolorite per l’abito invernale ma sempre agili ed allegre. Ebbene ricordiamoci che questi minuti e fragili uccelletti, dopo un viaggio pericolosissimo di migliaia di chilometri attraverso mondi ostili, dopo sforzi immani al limite delle loro forze fisiche, dopo decimazioni a volte terribili, ritornano immancabilmente ogni anno nelle nostre campagne a rallegrarci con i loro colori e naturalmente cercando di attirare la nostra curiosità.

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L’identificazione è complicata anche dagli incroci. Qui una probabile Motacilla flava lutea svernante lungo le coste del lago Turkana © Gianfranco Colombo

 

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