Musa coccinea

Famiglia : Musaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Musa coccinea ha infiorescenze protette da vistose brattee © G. Mazza

La specie è originaria delle foreste umide della Cina meridionale (Guangdong, Guangxi e Yunnan) e del Vietnam, dove è pressoché estinta.

Secondo alcuni il genere fu dedicato al medico e botanico romano Antonio Musa (63 a.C.-14 d.C.), secondo altri il nome deriva dall’arabo “mawzah” = banana; il nome specifico latino “coccinea” = scarlatta, fa riferimento al colore della infiorescenza.

Nomi comuni: dwarf banana, red flowering Thai banana, red torch banana, scarlet banana (inglese); hong jiao (cinese trascritto); bananeira-florida, bananeira-vermelha (portoghese); scharlachrote banane (tedesco).

La Musa coccinea Andrews (1799) è una pianta erbacea monocotiledone, rizomatosa, cespitosa, con uno pseudofusto verde ceroso, costituito dalle basi fogliari strettamente avvolgenti l’una sull’altra, di 1-2 m di altezza e 5 cm circa di diametro.

Lo pseudofusto termina con un ciuffo di foglie, su un picciolo lungo 30-50 cm, oblunghe, di colore verde chiaro, lunghe 1,8-2,2 m e larghe 15-30 cm, con nervatura centrale prominente nella pagina inferiore, e sottili nervature laterali parallele.

L’infiorescenza è una spiga terminale eretta, su un corto peduncolo, circa 4 cm, con fiori tubolari, lunghi 3-4 cm, di colore giallo arancio riuniti in gruppi lungo l’asse floreale, con ciascun gruppo ricoperto da una brattea di colore scarlatto con apice giallo o verde, la prima lunga circa 15 cm, le seguenti circa 8 cm; le brattee persistono inalterate per molti giorni dopo l’appassimento dei fiori.

I fiori sono unisessuali, quelli femminili alla base disposti in gruppi di 1-3 su una sola fila, seguiti da quelli maschili, due per brattea, separati da una zona sterile. Data la particolare disposizione dei fiori che impedisce l’impollinazione tra i fiori della stessa infiorescenza, favorendo quella incrociata, occorrono più individui contemporaneamente in fioritura per la fecondazione ed il completo sviluppo dei frutti.

I frutti, non commestibili, sono bacche fusiformi, lunghe 10-12 cm, di colore giallo arancio a maturità, contenenti numerosi semi neri pressoché cilindrici, lunghi circa 6 mm. Dopo la fioritura lo pseudofusto muore, ma dal rizoma continuano a prodursi nuovi polloni. Si riproduce facilmente per divisione, tramite polloni provvisti di radici e per seme, immerso per 2-3 giorni in acqua prima della messa a dimora in substrato sabbioso, mantenuto umido, alla temperatura di 20-24 °C; i semi possono impiegare alcuni mesi per germinare.

Nota in coltivazione spesso con il nome errato di Musa uronoscopus, ha subito attirato l’interesse per le appariscenti e durature infiorescenze e le ridotte dimensioni che ne facilitano la collocazione anche in piccoli giardini, oltre a renderla adatta alla coltivazione in vaso.

Necessita di un clima caldo umido, temperature intorno a 0 °C danneggiano le foglie, fino a far perdere la parte aerea, ma a livello di rizoma può resistere ad alcuni gradi sotto 0 °C rivegetando in primavera, in tal caso però non fiorisce, essendo necessari circa 10 mesi di temperature mediamente elevate per fiorire partendo dal rizoma.

Può essere quindi coltivata in piena terra, sia in pieno sole che in leggera ombra, nelle zone dove le temperature intorno allo zero sono eventi rari e di breve durata, altrove può essere tenuta in vaso per essere riparata in inverno in un ambiente luminoso con temperature superiori a 14 °C.

Richiede un terriccio acido o neutro, ottimo drenaggio e molta acqua durante il periodo vegetativo, ma niente ristagni perché può marcire abbastanza velocemente. L’infiorescenza recisa viene spesso utilizzata nelle composizioni, essendo di lunga durata, circa un mese.

Sinonimi: Quesnelia lamarckii Baker (1889).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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