Myrmecophila tibicinis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 61 Kb
La Myrmecophila tibicinis è piùttosto rara in coltivazione © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Belize, Costarica, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua e Venezuela, dove cresce, prevalentemente lungo le coste, nelle foreste decidue a basse altitudini, in zone caratterizzate da clima stagionale.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci "myrmex" = formica e "philos" = amico, con riferimento alla simbiosi tra la pianta e le formiche; il nome specifico deriva dal latino "tibia" = flauto, quindi simile a un flauto, con riferimento agli pseudobulbi cavi.

Nomi comuni: cow horn orchid, flute player’s orchid, trumpet orchid (inglese); caño (spagnolo).

La Myrmecophila tibicinis (Bateman ex Lindl.) Rolfe (1917) è una specie epifita, a volte litofita, con robusti pseudobulbi fusiformi, piuttosto ingrossati alla base ed affusolati verso l’apice, solcati longitudinalmente, cavi con una piccola apertura alla base, spesso infestati dalle formiche, lunghi 30-45 cm, provvisti all’apice di 3-4 foglie persistenti ovato-ellittiche, coriacee, lunghe 10-30 cm e larghe 3-7 cm.

Infiorescenza paniculata terminale, eretta, su un peduncolo di colore porpora lungo da 1 a 4 m, che impiega circa quattro mesi per svilupparsi, portante in cima numerosi fiori di 8-9 cm di diametro, ravvicinati, che si aprono in successione in gruppi di 3-5 con l’allungamento progressivo della infiorescenza; i fiori emanano un leggero profumo. I sepali sono oblunghi, di colore porpora rossastro, lunghi 4-4,5 cm e larghi circa 1,2 cm, ondulati ai margini, petali dello stesso colore, oblanceolati con margini ondulati, lunghi circa 4,5 cm e larghi 1 cm; il labello è trilobato, lungo 4,5-5 cm e largo 4,5 cm, con i lobi laterali incurvati verso l’alto attorno alla colonna, biancastri, percorsi da fitte venature rosso porpora, e lobo mediano con macchia gialla alla base ed apice flabellato color magenta, la colonna è arcuata, biancastra, lunga 3 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, micropropagazione e divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi, la sezione può impiegare alcuni anni prima di fiorire.

Una delle orchidee più spettacolari, piuttosto rara in coltivazione, si ritiene infatti che molte piante commercializzate con questo nome siano in realtà altre specie molto simili che non è facile distinguere, in particolare Myrmecophila christinae e Myrmecophila grandiflora.

Nelle zone a clima tropicale e subtropicale, dope è possibile coltivarla all’aperto, va posizionata in pieno sole per crescere e fiorire al meglio, altrove risulta piuttosto difficile da ospitare in una normale serra per le dimensioni che può raggiungere lo scapo floreale. Richiede temperature medio-alte, con minime invernali non inferiori a 15 °C, anche se può sopportare per breve periodo e asciutta qualche grado in meno, elevata umidità, 70-80%, e costante buona ventilazione.

Le innaffiature devono essere abbondanti e regolari durante il periodo vegetativo, diradate quando la crescita degli pseudobulbi è completata. Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in funzione dello stato vegetativo della pianta e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti di dimensioni opportune in modo da ospitare e fare espandere liberamente la pianta quanto più a lungo possibile, essendo particolarmente sensibile ai trapianti, oppure sistemata in vasi o canestri capienti con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Epidendrum tibicinis Bateman ex Lindl. (1838); Schomburgkia tibicinis (Bateman ex Lindl.) Bateman (1841); Cattleya tibicinis (Bateman ex Lindl.) Beer (1854); Bletia tibicinis (Bateman ex Lindl.) Rchb.f. (1862); Schomburgkia campecheana Kraenzl. (1903); Laelia tibicinis (Bateman ex Lindl.) L.O.Williams (1941); Schomburgkia intermedia (H.G.Jones) Withner (1993).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle ORCHIDACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_M-210-1_Myrmecophila_tibicinis
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants