Nasturtium officinale

Famiglia : Brassicaceae

 

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Testo © Eugenio Zanotti

 

 

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Il Nasturtium officinale cresce in fitte colonie nelle acque ferme o poco correnti fino a 1500 m di quota © Mazza

Il Crescione d’acqua ( Nasturtium officinale - R. Br. 1812 ) è una specie presente in quasi tutto il mondo, ma in alcuni continenti (Africa, America e Nuova Zelanda) pare solo naturalizzata. Il genere Nasturtium comprende da 20 a 50 specie (secondo la sistematica di vari Autori) sparse in varie aree del globo.

L’appellativo generico viene dal latino “nasus”, naso e “tortus”, storto “nasi tortio”, o “nasum torquere” storcere il naso (Plinio) per il sapore acre di foglie e semi di questo e di altri di generi affini che contengono sostanze senapate.

Lo specifico “officinalis” deriva dal sostantivo latino “officina”, usato per gran parte delle piante che hanno proprietà medicinali impiegate nelle “officinae” com’erano chiamate le farmacie di un tempo.

Pianta perenne, glabra o quasi, alta 30-70 (<100) cm, con fusti angolosi, cavi, carnosi, procumbenti, ascendenti in alto, radicanti ai nodi inferiori. Radice gracile, foglie basali con piccioli di 3-5 cm, spesso auricolate, pennate, con 2-3 coppie di lobi di segmenti laterali ingrossati progressivamente, i maggiori ovali (9-12 x 12-18 mm), oscuramente dentellati al margine; segmento terminale reniforme, più grande.

Foglie presenti lungo i fusti sono più brevemente picciolate, con segmento terminale subrotondo od ovato. Fioritura da maggio a luglio; racemi fiorali abbreviati, sepali brunastri, di 3 mm, petali bianchi (molto raramente rosei o violaceo pallido) più o meno patenti, di 6-7 mm, stami con antere gialle.

Frutti (silique) di 2 x 13-18 mm contenenti due serie di minuscoli semi (4000 in un grammo!) ovoidali, bruno-rossastri, per valva, con circa 25 areole (depressioni poligonali) su ciascuna faccia (l’affine Nasturtium microphyllum, con fioritura più tardiva e silique di 16-22 mm di solito con una fila di semi per valva, ha circa 100 areole su ciascuna faccia del seme).

La fioritura si prolunga, secondo le zone climatiche, da marzo a luglio. Questa specie è comune, e quasi sempre in fitte colonie, nelle acque ferme o poco correnti, sorgenti e fontanili, sponde, dalla pianura mediamente fino a 1500 m di quota (< 2460 m). La sua presenza è indice di acque di buona qualità.

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Commestibile e medicinale è spesso coltivato, ma la raccolta in natura è sconsigliata per motivi d’igene © Mazza

La pianta intera raccolta in aprile, privata delle radici, contiene un glucoside solforato (gluconasturziina) che per idrolisi indotta dall’enzima mirosina si scinde in glucosio ed isosolfocianato di feniletile, oltre a ferro, zinco, rame, manganese, magnesio, iodio, fosforo, acido nicotinico, tracce di arsenico, vitamine A, B1, B2, C, E ed enzimi. Le vitamine citate conferiscono proprietà anabolizzanti ed antiscorbutiche. Trova impiego nei casi di esaurimento, anemie ed avitaminosi, nelle affezioni cutanee da essi derivate, negli eczemi ed alopecia del cuoio capelluto (succo concentrato) come diuretico e depurativo drenante, fluidificante ed espettorante del catarro delle vie aeree.

Il consumo frequente di questa verdura, presente in tutte le stagioni dell’anno, è consigliabile ai forti fumatori poiché riesce a depurare l’organismo dalla nicotina ed ai diabetici poiché abbassa il tasso glicemico nel sangue. Si sconsiglia il consumo di crescione alle persone che hanno cistiti ricorrenti.

Si raccomanda vivamente, sia per questa, sia per altre piante che crescono nell’acqua, di evitare zone con presenza di inquinamento chimico od organico e di lavare accuratamente le foglie ed altre parti commestibili al fine di eliminare i piccoli molluschi che di solito ospitano (specialmente Lymnaea palustris ), veicolo di pericolosi parassiti ( Fasciola hepatica ) del fegato, e le nefaste infezioni di leptospirosi ittero-emorragica (morbo di Weil o spirochetosi) trasmesse dai topi.

La mitologia greca ricorda che il crescione d’acqua era contenuto nel vaso donato dagli dei a Pandòra per le sue nozze assieme ad altri doni utili e a molteplici disgrazie.

Dal punto di vista gastronomico questa specie è assai apprezzata e coltivata in Germania ed in Francia, dove si ritiene, fra l’altro, pianta afrodisiaca. Fu il francese Cardon, nel 1811, a introdurre la coltura in crescioniere (cressonières) artificiali. Le foglie giovani di crescione dal sapore acidulo, piccante e leggermente amaro, oltre che in insalata, possono essere consumate triturate e poste su crostini di pane imburrati, sui formaggi freschi, sulle carni alla griglia, nelle salse piccanti e pepate.

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Ai fiori seguono silique con minuscoli semi: circa 4000 al grammo © Giuseppe Mazza

La coltivazione è molto semplice, si può fare anche in casa in vaschette con 10 cm di buon terreno ricoperto di 3 cm di ghiaietto nel quale dovranno essere trapiantate le piantine nate da seme (facilmente reperibile sul mercato) in vasetti con parti uguali di terra, sabbia e torba sempre umide.

Dopo di che si mantiene coperto il ghiaietto con due dita d’acqua e si pone la vaschetta in un luogo a mezz’ombra e, nel periodo freddo, in casa vicino ad una finestra.

Preparazioni ( Avvertenza: alcune persone sensibili possono accusare disturbi gastrici, in questo caso è meglio evitare il consumo di crescione, così come di piante ricche di glicosidi solforati tipo aglio, rafano, ravanelli, senape, ecc. ) :

Insalata rivitaminizzante e stimolante delle difese immunitarie

Si possono semplicemente consumare 100 g di foglie fresche in insalata al giorno, da sola o mescolata con altre insalate per una settimana. In alternativa si può consumare il succo della pianta fresca intera (150 g) mediante frullatura e filtrazione.

Masticanza per afte e gengive deboli e sanguinanti

Occorrono due foglie fresche di crescione e una foglia fresca di salvia. Si mettono in bocca e si mastica lentamente per una decina di minuti, poi si sciacqua con acqua fredda e limone. Due volte alla settimana quando serve, alla sera prima di coricarsi.

Lozione contro la caduta dei capelli

200 cl di succo concentrato di crescione, ottenuto passando le parti aeree della pianta in un frullatore e filtrando con un colino, va mescolato in parti uguali con decotto di ortica (ottenuto facendo bollire in 300 cl di acqua 200 grammi di sommità o foglie per 10 minuti e filtrando come sopra). Dopo aver lavato i capelli con uno shampoo neutro (e privo di laurilsolfato di sodio !), si asciugano un poco e si frizionano con un bicchiere della suddetta preparazione lasciando agire per 15 minuti coprendo la testa con una salvietta. Poi si risciacquano. Si fa questa operazione due volte alla settimana fino ad esaurimento della lozione (che va conservata in frigorifero).

Sinonimi

Sisymbrium nasturtium aquaticum L. (1753); Cardamine fontana Lam. (1778); Nasturtium officinale var. microphyllum Boenn (1824); Nasturtium officinale var. siifolium (Rchb.) Steud. (1841); Nasturtium fontanum Asch. (1864); Nasturtium officinale var. intermedium Gren. (1865); Nasturtium officinale subsp. siifolium (Reichenb.) Nyman (1878); Nasturtium officinale subsp. parviflorum (Peterm.) Arcang. (1882); Nasturtium officinale var. asarifolium (Peterm.) Kralik ex Rouy & Focaud (1893); Rorippa nasturtium-aquaticum Schinz et Thell. (1909).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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