Nemateleotris magnifica

Famiglia : Microdesmidae

 

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Testo © Giuseppe Mazza

 

 

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Il Nemateleotris magnifica è inconfondibile per la forma, la livrea ed il lungo raggio dorsale © Giuseppe Mazza

Il Ghiozzo di fuoco o Pesce freccia di fuoco ( Nemateleotris magnifica - Fowler, 1938 ), appartiene alla classe Actinopterygii i pesci con le pinne raggiate, all’ordine dei Perciformes ed alla famiglia dei Microdesmidae, che conta una dozzina di generi e quasi 90 specie tropicali dal corpo allungato e sottile, talora quasi anguilliforme, principalmente marine, ma anche sporadicamente d’acqua dolce o salmastra.

L’etimologia del genere “nemateleotris” nasce dal greco “nematos”= filo ed “eleotris”, un genere assegnato a pesci dalla struttura allungata ( famiglia Eleotridae ) che a sua volta deriva dal nome di un pesce del Nilo. Concludendo, si tratta di un pesce allungato con un filamento filiforme.

Per l’etimologia della specie “magnifica”, il femminile latino di “magnificus” = pomposo, grandioso, sublime, splendido, non ci sono invece dubbi: basta guardare la foto.

Zoogeografia

Ha una distribuzione vastissima nelle acque tropicali dell’Indopacifico. Lo troviamo per esempio lungo la costa orientale africana, dal Sud Africa all’Est Africa, alle isole Comoros, Seychelles, Riunione, Mauritius, Chagos, Maldive, Cocos, Christmas e Andaman. Poi in India, Sri Lanka, Indonesia, Australia, Nuova Guinea, Micronesia, Isole di Marshall, Filippine e Isola di Guam, fino alla parte meridionale del Giappone. Verso Est ha colonizzato le isole di Samoa, Tonga e Cook, la Polinesia Francese e le isole Pitcairn, che sono anche il limite sud nel Pacifico dopo Vanuatu, Fiji e la Nuova Caledonia.

Ecologia-Habitat

Ama i fondali detritici o rocciosi purché vi siano nascondigli idonei. Quando abbandona la tana, spesso scavata nella sabbia, si porta all’ora giusta in mezzo alle correnti, sul pendio esterno del reef, dove passa lo zooplancton di cui si nutre. In genere siamo a 5-30 m di profondità, ma può scendere eccezionalmente a 60 m.

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Veloce come una freccia, sfida le correnti afferrando al volo lo zooplacton di passaggio © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

Il corpo allungato, fusiforme, con grandi occhi ed un profilo del capo tondeggiante, non supera i 9 cm. Mostra due pinne dorsali che contano complessivamente 7 raggi spinosi e 27-32 raggi molli. La prima, a forma di lancia, leggermente più lunga nei maschi, ha il bordo superiore rosso e può essere alzata verticalmente a scopo intimidatorio. Ripiegata tocca quasi il peduncolo caudale. La seconda pinna dorsale è bassa e allungata, simmetrica all’anale, che ha un solo raggio spinoso e 27-30 inermi. Le pinne ventrali sono anche loro lunghe e appuntite, mentre le pettorali, trasparenti a ventaglio, sono del tutto normali. La caudale è arrotondata, rosso scuro come la parte superiore della dorsale, con due tratti bluastri convergenti fino a diventare paralleli.

Nella prima metà del corpo il colore di fondo è giallo-verdastro, degradante al madreperlaceo verso il ventre, e poi sfuma rapidamente al rosso fiamma. Dopo l’occhio, verso il dorso, si nota una leggera punteggiatura chiara con toni violacei ed un’analoga striscia dorsale.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il ghiozzo di fuoco adulto vive in coppia, ma i giovani dividono spesso la stessa tana. Si nutre principalmente di larve di crostacei e copepodi che afferra con guizzi veloci, donde anche il nome volgare di pesce freccia di fuoco, tassonomicamente più esatto, perché a parte una superficiale somiglianza, questo pesce non ha nulla a che vedere coi ghiozzi che appartengono alla famiglia dei Gobiidae.

Le uova sono fecondate in un nido scavato nella sabbia ed il maschio monta la guardia fino alla schiusa. Le popolazioni possono raddoppiare in meno di 15 mesi, ed anche se il ghiozzo di fuoco viene talora pescato selvaggiamente col veleno per gli acquari domestici, l’indice di vulnerabilità della specie è bassissimo: appena 10 su una scala di 100.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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