Neobenthamia gracilis

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Endemica della Tanzania la Neobenthamia gracilis è una specie terrestre con fusti di 0,5-1,2 m. Infiorescenze quasi sferiche di 12 cm di diametro. Specie robusta, ricca di fiori profumati che durano anche un mese © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Tanzania dove cresce su pendii rocciosi fino a circa 2000 m di altitudine.

Il genere è dedicato al botanico inglese George Bentham (1800-1884) con il prefisso greco “νέο-“ (neo-) = nuovo, per distinguerlo dal genere Benthamia precedentemente istituito; il nome specifico è l’aggettivo latino “gracilis” = gracile, sottile, con riferimento all’aspetto dei fusti.

La Neobenthamia gracilis Rolfe (1891) è una specie terrestre con fusti sottili ramificati, di aspetto piuttosto disordinato, lunghi 0,5-1,2 m o più, con foglie alterne, distiche, ricurve, lineari con apice bidentato, lunghe 13-20 cm e larghe 1-1,5 cm.

Infiorescenze terminali racemose com- patte, pressoché sferiche, di circa 12 cm di diametro, portanti numerosi fiori ravvicinati, di circa 2 cm di diametro, che non si aprono completamente, prodotti in successione per un lungo periodo, fino a 4-5 mesi.

Sepali oblunghi di 1 cm di lunghezza e 0,25 cm di larghezza, di colore bianco, petali obovato-oblunghi, di 1 cm di lunghezza e 0,5 cm di larghezza, bianchi, e labello obovato-oblungo con margini ondulati, unito alla colonna, di 1 cm di lunghezza e 0,6 cm di larghezza, bianco con striscia gialla alla base con ai lati una serie di piccole macchie rosa porpora.

Si riproduce per seme, in vitro, divisione e facilmente tramite le nuove piante, prodotte in abbondanza, che si formano ai nodi dei vecchi fusti (in gergo “keiki”, che in hawaiano significa “figli”), che possono essere staccate quando hanno formato un buon apparato radicale.

Specie robusta che accestisce velocemente, fiorifera, dai minuscoli fiori delicatamente profumati singolarmente di lunga durata, circa un mese, richiede pieno sole, temperature medio-alte, 20-32 °C, ed elevata umidità atmosferica; può crescere all’aperto nelle zone tropicali e subtropicali e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché drenante e mantenuto pressoché costantemente umido. Altrove può essere coltivata in vaso per essere riparata nei mesi più freddi in ambiente particolarmente luminoso, ventilato, come una veranda o dietro una finestra esposta a sud, con temperature minime notturne preferibilmente non inferiori a 14 °C, utilizzando un terriccio perfettamente drenante ricco di sostanza organica con aggiunta di sabbia per un 30% oppure un composto costituito da frammenti di corteccia di media pezzatura e sfagno per mantenere l’umidità. Per le innaffiature conviene utilizzare acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa, e per le concimazioni, ogni 2-3 settimane durante il periodo di crescita, prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose di quella riportata sulla confezione.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale). Per la progressiva riduzione del suo habitat, dovuta all’espansione dell’agricoltura, è stata inserita nella lista rossa delle specie minacciate di estinzione della IUCN (International Union for the Conservation of Nature) come “vulnerabile”.

Sinonimi: Polystachya neobenthamia Schltr. (1903); Polystachya holtzeana Kraenzl. (1914).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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