Nymphaea alba

Famiglia : Nymphaeaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nymphaea alba è una pianta erbacea perenne d’acqua dolce a riposo invernale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Africa (Algeria, Marocco e Tunisia), Asia (Armenia, Azerbaigian, India Iran, Iraq e Turchia) ed Europa (Albania, Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina e Ungheria), dove vive in laghi, stagni, canali, generalmente in acque calme, profonde fino a 3 m.

Il nome del genere deriva dal latino “nymphae” = ninfe, divinità che nella mitologia latina abitavano nei boschi, mari, fiumi e laghi; il nome specifico è il termine latino “alba” = bianca, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: european white waterlily, white lotus, white water-lily (inglese); nénuphar blanc, nymphéa blanc (francese); carfano, ninfea bianca, ninfea comune (italiano); ninféia branca (portoghese); aguapé blanco, nenúfar blanco (spagnolo); weiße seerose (tedesco).

La Nymphaea alba L. (1753) è una pianta erbacea perenne d’acqua dolce a riposo invernale con rizoma orizzontale ramificato, radicato nel sedimento del fondo.

Presenta foglie solitarie all’estremità di un lungo e flessibile picciolo percorso da canali in cui è presente aria per assicurare il galleggiamento e gli scambi gassosi tra foglie e radici. Le foglie galleggianti, per la presenza di particolari tessuti in cui è presente aria negli spazi intercellulari, sono orbicolari-cordiformi di 10-25 cm di diametro con lobi divergenti e margine intero, superiormente lisce, idrorepellenti e di colore verde intenso, rossastre inferiormente.

I fiori diurni sono ermafroditi, autofertili, delicatamente profumati, galleggianti, di 10-20 cm di diametro, su un peduncolo anch’esso provvisto di canali in cui è presente aria, con 4 sepali lanceolati esternamente di colore verde giallastro, bianchi internamente, lunghi circa 5 cm, 20-25 petali bianchi, ovato-oblunghi, di 3-6 cm di lunghezza, e stami gialli.

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Gli splendidi fiori diurni, ermafroditi, autofertili, delicatamente profumati e galleggianti, vantano 10-20 cm di diametro. I rizomi eduli e le foglie contengono sostanze sedative © Giuseppe Mazza

Al termine della fioritura il peduncolo si immerge portando il frutto in formazione al fondo, dove completa la maturazione. I frutti sono semiglobosi, verdi, di 3 cm di diametro, contenenti numerosi semi ellissoidi di circa 3 mm di lunghezza. I semi inizialmente galleggiano per la presenza di aria nell’arillo (involucro carnoso che avvolge in tutto o in parte il seme), il che ne favorisce la dispersione, finché questo non si disfa, impregnandosi d’acqua, facendoli depositare al fondo. Si riproduce per seme, che presenta una intrinseca dormienza che può essere interrotta mediante stratificazione a freddo, tenendoli immersi in acqua ad una temperatura intorno a 5 °C per 1-2 mesi, ma più frequentemente per divisione dei rizomi in primavera.

Specie un tempo molto diffusa in tutto il suo areale di origine, si è progressivamente ridotta in molte zone per l’eccessiva antropizzazione. Richiede pieno sole ed acque preferibilmente alcaline o neutre, anche profonde, fino a 3 m, ma può sopportare brevi periodi di secco, con livello dell’acqua ridotto a zero, in tal caso produce foglie aeree di dimensioni ridotte e su un corto peduncolo. Può essere coltivata, per la sua ampia distribuzione, praticamente in quasi tutti i climi.

I rizomi, ricchi di amido, sono eduli, dopo aver tolto lo strato esterno, e cotti a lungo, con ricambio dell’acqua, per eliminare le sostanze tossiche, ma con un sapore piuttosto amaro, e venivano consumati in passato nei periodi di carestia.

Rizomi e foglie sono stati utilizzati nella medicina popolare fin da tempi remoti, la pianta contiene diverse sostanze, tra cui ninfeina e nufarina, con proprietà sedative, utilizzate in dosi estremamente basse perché altamente tossiche, con effetti sul sistema nervoso che possono essere mortali.

Sinonimi: Castalia speciosa Salisb. (1806); Castalia alba (L.) Greene (1888); Castalia minoriflora Simonk. (1908); Nymphaea occidentalis Moss (1920); Nymphaea minoriflora (Simonk.) Wissjul. (1953).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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