Nymphaea odorata

Famiglia : Nymphaeaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Nymphaea odorata si adatta a tutti climi, fino a diventare infestante © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Canada, Caraibi, El Salvador, Honduras, Messico, Nicaragua ed U.S.A., dove cresce ai margini di laghi, stagni, paludi e acque calme in genere, profonde fino a circa 2 m, coprendo larghe estensioni di superficie dalla primavera all’autunno.

Il nome del genere deriva dal latino “nymphae” = ninfe, divinità che nella mitologia latina abitavano nei boschi, mari, fiumi e laghi; il nome specifico latino “odorata” = odorosa, fa riferimento ai fiori profumati.

Nomi comuni: fragrant water-lily, sweet water lily, white water-lily (inglese); nymphéa odorant (francese); nenúfar oloroso, nenúfar perfumado, nenúfar blanco americano, ninfea blanca (spagnolo); wohlriechende seerose (tedesco).

La Nymphaea odorata Aiton (1789) è una pianta erbacea perenne d’acqua dolce con rizoma orizzontale ramificato, di 2-3 cm di diametro, radicato nel sedimento del fondo.

Presenta foglie solitarie all’estremità di un picciolo lungo e flessibile, di colore verde o porpora, percorso da canali longitudinali in cui è presente aria, per assicurare il galleggiamento e il trasporto di ossigeno, anidride carbonica e metano tra foglie e radici.

Le foglie, galleggianti per la presenza di particolari tessuti in cui è presente aria negli spazi intercellulari, sono ovate o pressoché circolari, di 10-35 cm di diametro, con margine intero e la classica fenditura a V, terminante all’attaccatura del picciolo, stretta o accostata; la pagina superiore è verde, cerosa e idrorepellente, quella inferiore rossastra o purpurea.

I fiori solitari di 6-18 cm di diametro, su un peduncolo anch’esso provvisto di canali in cui è presente aria, galleggianti sulla superficie dell’acqua o leggermente sollevati, presentano 4 sepali verdi e 15-40 petali lanceolati, appuntiti all’apice, bianchi, raramente rosa, che circondano 35-120 stami gialli.

I fiori, che si aprono al mattino per circa 6 ore e per 3-4 giorni consecutivi, presentano il fenomeno della proteroginia, lo stigma è ricettivo solo il primo giorno, mentre il polline è rilasciato nei giorni successivi, ciò impedisce l’autofecondazione e favorisce quella incrociata. Gli impollinatori sono principalmente insetti, tra cui api e coleotteri.

Al termine della fioritura, il peduncolo si avvolge a spirale portando il frutto in formazione al fondo, dove completa la maturazione.

I frutti sono capsule depresso-globose, di 2,5-3 cm di diametro, contenenti fino a 35 semi ovoidi di colore verde, lunghi 1,5-2,3 mm, che inizialmente galleggiano per la presenza di aria inglobata nell’arillo (involucro carnoso che avvolge in tutto o in parte il seme) fino a che questo non si disfa e li fa depositare sul fondo; durante il periodo di galleggiamento i semi vengono dispersi dalle correnti, dal vento o dalle anatre che li ingeriscono. Si riproduce per seme, posto in acqua su substrato sabbioso ricco di sostanza organica e in presenza di luce, con la prima fioritura a partire dal terzo anno, o molto più facilmente per divisione del rizoma.

Richiede pieno sole e acque limpide, calme o in leggero movimento, in preferenza debolmente acide o neutre (pH tra 6 e 7), anche se sopporta una leggera alcalinità, e sedimenti ricchi di sostanza organica.

Può essere coltivata in un’ampia varietà di climi, dato il vasto areale di origine che va dall’Alaska al Centro America. In alcune zone, in cui si è naturalizzata, è divenuta infestante coprendo con la sua densa vegetazione ampie superfici e impedendo la penetrazione della luce, alterando di conseguenza le caratteristiche dell’ambiente acquatico e compromettendo la sopravvivenza di specie animali e vegetali native.

I rizomi, utilizzati nella medicina tradizionale dalle popolazioni indigene per varie patologie, presentano proprietà astringenti, antibiotiche, antispasmodiche e antisettiche, ma sono velenosi ad alte dosi.

Sinonimi: Nymphaea parkeriana Lehm. (1853).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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