Olea capensis subsp. macrocarpa

Famiglia : Oleaceae

Testo © Pietro Puccio

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Un’Olea capensis subsp. macrocarpa nel suo ambiente naturale © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Burundi, Camerun, Comore, Costa d’Avorio, Etiopia, Guinea, Kenya, Madagascar, Nigeria, Ruanda, Sierra Leone, Somalia, Sudafrica, Sudan, Swaziland, Tanzania e Zaire, dove vive nelle foreste montane umide, miste e sempreverdi, tra 1000 e 2500 m di altitudine.

Il nome del genere è quello latino dell’olivo comune ( Olea europaea ); il nome latino della specie “capensis” = del Capo, fa riferimento ad uno dei luoghi di origine, quello della sottospecie è la combinazione dei termini greci “makrόs” = grande e “karpόs” = frutto, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: east african olive, ironwood, mountain olive, olivewood (inglese); olivier d’Afrique (francese); oliveira africana (portoghese); loliondo (swahili); ostafrikanisches olivenholz (tedesco).

L’ Olea capensis subsp. macrocarpa (C. H. Wright) I. Verd. (1909) è un albero alto fino a circa 20 m, anche se esemplari in natura possono raggiungere 40 m, con corteccia grigiastra fessurata longitudinalmente.

Le foglie, su un picciolo lungo 0,8-1,5 cm, sono opposte, intere, coriacee, oblunghe o ellittiche, lunghe 4-10 cm e larghe 2-4 cm, con apice appuntito, superiormente di colore verde scuro lucido, inferiormente verde più chiaro con nervatura centrale prominente.

Infiorescenze a pannocchia terminali e all’ascella delle ultime due coppie di foglie, lunghe 3,5-10 cm, con fiori profumati dal calice campanulato, lungo 1 mm, e corolla lunga 4 mm, bianca, con 4 lobi ovati.

I frutti sono drupe ellissoidi lunghe circa 2 cm. Si riproduce per seme con tempi di germinazione molto variabili, da qualche mese ad oltre un anno.

La specie fornisce un legno di ottima qualità, di colore bruno giallastro con venature irregolari grigie, brune e nerastre, particolarmente duro e a grana fine, utilizzato nelle costruzioni in generale, per mobili, imbarcazioni, parti di automobili, attrezzi, pali, articoli artigianali ecc., per la sua elevata resistenza all’abrasione è spesso utilizzato per pavimenti soggetti ad elevato calpestio, ottimo anche da ardere e per produrre carbone. Parti della pianta, in particolare le foglie, sono variamente utilizzate nella medicina tradizionale per varie patologie.

Sinonimi: Linociera urophylla Gilg (1901); Olea hochstetteri Baker (1902); Olea macrocarpa C.H.Wright (1909); Olea urophylla (Gilg) Gilg & G.Schellenb. (1913); Steganthus urophyllus (Gilg) Knobl. (1934); Olea guineensis Hutch. & C.A.Sm. (1937); Olea madagascariensis Boivin ex H. Perrier (1950); Olea perrieri A.Chev. ex H. Perrier (1950).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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