Oncidium maculatum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Dettaglio d’Oncidium maculatum. Le infiorescenze possono raggiungere anche il metro © G. Mazza

La specie è originaria del Belize, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico e Nicaragua, dove cresce nelle foreste tra 1000 e 2000 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dal greco “onkos” = tumore, massa, con riferimento alla piccola escrescenza carnosa alla base del labello di molte specie appartenenti al genere; il nome specifico è l’aggettivo latino “maculatus, a, um” = macchiato, con ovvio riferimento.

L’ Oncidium maculatum (Lindl.) Lindl. (1841) è una specie epifita con pseudobulbi ovoidi compressi lateralmente, lunghi 7-10 cm e spessi 3-4 cm, con all’apice due foglie di colore verde intenso, oblungo-lineari, piuttosto coriacee, lunghe 15-35 cm e larghe 3-5 cm.

Infiorescenze dalla base dello pseudobulbo, erette, lunghe fino a circa 1 m, portanti numerosi fiori cerosi, odorosi, di 4-5 cm di diametro con sepali e petali di colore giallo verdastro con larghe macchie di colore rosso bruno e labello bianco sfumato di giallo verdastro verso l’apice. Sepali e petali simili, ellittico-lanceolati con apice appuntito retroflesso, lunghi 1,5-3 cm e larghi 0,5-1 cm, labello trilobato lungo circa 2,5 cm con lobi laterali ricurvi e lobo mediano oblungo con alla base due carene ravvicinate e due piccole corna ai lati macchiate di rosso porpora. Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con ciascuna sezione provvista almeno di 3-4 pseudobulbi.

Specie molto ornamentale dai fiori gradevolmente odorosi e di lunga durata, circa 4 settimane, richiede elevata luminosità, ma non sole diretto, e temperature medie, con minime notturne invernali intorno a 12-14 °C e massime estive preferibilmente non superiori a 28-30 °C, elevata umidità, 60-70%, e una buona ventilazione.

Durante il periodo di crescita degli pseudobulbi le innaffiature devono essere regolari, ma lasciando asciugare quasi completamente prima di ridare acqua, diradate in inverno in modo da dare un leggero periodo di riposo fino all’apparire della nuova vegetazione; nebulizzazioni regolarmente distribuite durante l’anno.

Le innaffiature e nebulizzazioni vanno effettuate con acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata, e le concimazioni, durante il periodo vegetativo, con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà, o meno, dose di quella consigliata sulla confezione, distribuite e alternate in modo da evitare accumulo di sali alle radici.

Può essere montata su corteccia o zattera di sughero o coltivata in vaso con composto drenante ed aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura e carbone; rinvasi e divisioni vanno effettuati alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Oncidium funereum Lex. (1825); Cyrtochilum maculatum Lindl. (1838); Odontoglossum lindleyi Galeotti ex Lindl. (1855); Oncidium psittacinum Linden ex Lindl. (1855); Oncidium tigrinum Lindl. (1855); Oncidium lintriculus Kraenzl. (1922); Oncidium sawyeri L.O.Williams (1951); Odontoglossum johnsonorum L.O.Williams (1954).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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