Opuntia microdasys subsp. rufida

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Facile e decorativa. Molto ramificata. Un metro e mezzo d’altezza con 2,5 m di larghezza © Mazza

La specie è originaria del Messico (stati di Coahuila e Chihuahua) e degli U.S.A (Texas: contee di Hudspeth, Presidio e Brewster), dove cresce in aree desertiche in prossimità delle rive del Rio Grande, sia su aperti pianori sabbiosi che su pendii roccioso-pietrosi, in prevalenza calcarei, tra 500 e 1300 m di altitudine.

Il nome generico deriva dal greco “Opus”, capitale della Locride, successivamente chiamata Opunzia dal nome della città, nome utilizzato da Plinio per indicare una pianta spinosa, non identificata, originaria di quella regione; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “mikrόs” = piccolo e “dasus” = ispido, peloso, mentre quello della sottospecie deriva dal latino “rufus” = rossiccio, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: “blind prickly pear”, “cactus red bunny ears”, “cinnamon bunny ears”, “cinnamon pear”, “clock face cactus”, “cow blinder” (inglese); “nopal cegador”,”nopalillo cegador”, “nopal rojizo” (spagnolo); “fuchsrote”, “fuchsrote opuntie”, “fuchsroter”, “fuchsroter feigenkaktus” (tedesco).

L’ Opuntia microdasys subsp. rufida (Engelm.) U. Guzmán & Mandujano (2003), considerata per lungo tempo una specie a se stante ( Opuntia rufida ), è una succulenta molto ramificata, su un corto fusto, che forma cespi eretti che possono raggiungere un’altezza di circa 1,5 m e una larghezza di 2,5 m.

I fusti sono costituiti da articoli piatti, i cladodi, di forma circolare, obovata o ellittica, lunghi 6-18 cm e larghi da 6 a 20 cm, pubescenti, di colore grigioverde, che durante la fase di crescita sono provvisti di foglie carnose coniche (subulate), di colore verde con apice rossastro, di breve durata. La superficie dei cladodi è cosparsa di areole circolari di 3 - 6 mm di diametro, disposte in righe diagonali, prive di spine ma provviste di corta peluria bianca o bronzea e di densi glochidi (ciuffi di spine sottili lunghe qualche millimetro) di colore bruno rossastro che si staccano facilmente.

I fiori nascono in primavera generalmente dalle areole situate sul bordo superiore dei cladodi di un anno di età, si aprono nella tarda mattinata e chiudono la notte, e sono lunghi 3-5 cm con tepali di colore giallo tendente all’arancio, quelli esterni lanceolati, quelli interni obovati con apice pressoché tronco.

I frutti sono bacche globose, concave (umbilicate) all’apice, di 2-3 cm di diametro, di colore verde rossastro con polpa verdastra contenente semi circolari di 2-3 mm di diametro di colore bronzeo. Si riproduce facilmente per mezzo dei cladodi da far radicare su un substrato sabbioso.

Molto ornamentale e di facile coltivazione è una delle succulente che attira l’attenzione di chi inizia ad appassionarsi alla coltivazione delle cactacee.

L’ambiente ideale di coltivazione all’aperto sono i terreni rocciosi o sabbiosi, aridi o semiaridi, anche poveri, purché perfettamente drenanti, in pieno sole, in climi dagli inverni secchi ed estati poco piovose.

Sopporta, all’asciutto e per breve periodo, temperature fino a -8°C, mentre in presenza di pioggia o neve pare possa resistere fino a -4°C, anche se è prudente, in assenza di qualsiasi protezione, non esporla a temperature inferiori a 0°C. Dove il clima non consente la coltivazione all’aperto va coltivata in vaso, con le stesse modalità prima indicate, per potere essere riparata in inverno.

In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata regolarmente, ma lasciando asciugare bene il substrato prima di ridare acqua, in inverno limitarsi a rade innaffiature se i cladodi tendono a raggrinzire.

E’ consigliabile non toccare a mani nude i cladodi, i glochidi, infatti, si staccano facilmente dalla pianta e restando attaccati alla pelle possono provocare gravi irritazioni.

I nomi comuni in inglese (blind prickly pear) e spagnolo (nopal cegador) derivano dalla credenza che i glochidi, facilmente rimossi anche a seguito di piccoli urti e trasportati dal vento, possano causare cecità nel bestiame.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Opuntia rufida Engelm. (1856); Opuntia microdasys var. rufida (Engelm.) K. Schum. (1898); Opuntia lubrica Griffiths (1910); Opuntia herrfeldtii Kupper (1930); Opuntia rufida var. tortiflora M.S. Anthony (1956).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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