Oreocereus celsianus

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’Argentina, Bolivia e Perù dove cresce nella regione semiarida andina, tra 3000 e 4000 m di altitudine, caratterizzata da un clima freddo e secco in inverno e caldo e con rare precipitazioni in estate, spesso unica vegetazione emergente tra i bassi cespugli xerofili.

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine greco "òros" = montagna e Cereus, nome di un altro genere di Cactaceae, quindi Cereus di montagna, con riferimento alle altitudini dei luoghi di origine; il nome specifico è dedicato all’orticultore e botanico francese Jacques Martin Cels (1743-1806).

Nomi comuni: “old man of the Andes” (inglese); “alter mann der Anden” (tedesco).

L’ Oreocereus celsianus (Lem. ex Salm-Dyck) Riccob. (1909) è una specie colonnare a lenta crescita, cespitosa, poco ramificata in alto, con fusti che in natura possono raggiungere e superare, negli esemplari più vecchi, i 3 m di altezza con 8-12 cm di diametro; i fusti alla base sono prima prostrati poi eretti, presentano 9-15 costolature dritte alte un centimetro con tubercoli appena accennati ed epidermide di colore da grigio verde a verde scuro.

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L’Oreocereus celsianus è una specie colonnare della regione semiarida andina dell’Argentina, Bolivia e Perù, a 3000-4000 m di quota. Fusti di 3 m e 8-12 cm di diametro. I fiori, diurni, vengono impollinati da un colibrì © Giuseppe Mazza

Le areole, ovali, sono fornite di lunghi peli setosi bianchi, che col tempo tendono in buona parte a perdere, di 9 spine radiali lunghe fino a circa 2 cm e 1-4 spine centrali robuste, gialle, lunghe fino a circa 6 cm.

I fiori nascono nella parte terminale dei fusti, sono diurni, tubolari, leggermente ricurvi e lunghi 7-9 cm con corolla di 2-3 cm di diametro; il tubo floreale è ricoperto di corte scaglie acuminate e lunghi peli bianchi e neri, i tepali esterni sono di colore bruno verdastro, i tepali interni da rosa malva a rosso scuro, i filamenti sono rossi.

L’impollinatore di questo fiore dalla particolare struttura è il Patagona gigas, il più grande dei colibrì.

I frutti sono globosi, secchi, di colore giallo, di circa 3-5 cm di diametro, deiscenti alla base (deiscenti sono i frutti che a maturità si aprono spontaneamente sulla pianta) e contengono numerosi semi neri. Si riproduce per seme e per divisione.

Specie di facile reperibilità e coltivazione, va posizionata in pieno sole, su terricci molto porosi e drenanti, essendo particolarmente sensibile al marciume radicale, che possono essere costituiti da comune terra da giardino concimata, sabbia grossolana (o agriperlite) e pietrisco frantumato privo di polvere in ugual misura. Benché sopporti, in terreno asciutto e per breve periodo, temperature fino a -12°C, al di fuori di situazioni simili a quelle di origine è preferibile non esporla all’aperto a temperature inferiori a -5/-7 °C, anche in luogo ventilato e protetto dalla pioggia, per evitare la formazione di antiestetiche macchie sull’epidermide.

Dove il clima non consente la coltivazione in piena aria va coltivata in vaso, grazie anche alla sua lentezza di crescita, con le stesse modalità prima indicate, per potere essere riparata in inverno. In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con moderazione, in inverno va tenuta asciutta a temperature preferibilmente tra +5 e +10 °C, evitando ambienti dove ristagni umidità che potrebbe favorire l’insorgenza di malattie fungine.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Pilocereus celsianus Lem. ex Salm-Dyck (1849); Pilocereus bruennowii Haage ex Rumpler (1886); Cleistocactus celesianus (Lem. ex Salm-Dyck) A. Weber (1904); Cereus celsianus (Lem. ex Salm-Dyck) A. Berger (1905); Cereus tupizensis Vaupel (1916); Cleistocactus tupizensis (Vaupel) Backeb. & F.M. Knuth (1916); Oreocereus bruennowii (Haage ex Rumpler) Backeb. (1935); Oreocereus maximus Backeb. (1949); Oreocereus neocelsianus Backeb. (1949); Oreocereus celsianus var. bruennowii (Haage ex Rumpler) Borg (1951); Borzicactus celsianus (Lem. ex Salm-Dyck) Kimnach (1960); Oreocereus neocelsianus var. ruficeps Y. Itô (1981).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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