Osmanthus fragrans

Famiglia : Oleaceae

Testo © Pietro Puccio

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L’Osmanthus fragrans raggiunge i 10 m d’altezza. Il fiore, minuscolo, è profumatissimo © G. Mazza

La specie è originaria del Bhutan, Cambogia, Cina (Guizhou, Sichuan e Yunnan), Giappone (Kyushu), India (Assam, Nagaland e Sikkim), Myanmar, Nepal, Thailandia e Vietnam, dove vive nelle foreste montane miste sempreverdi.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “osmé” = profumo e “ánthos” = fiore, con ovvio riferimento; il nome della specie è il termine latino “fragrans” = profumato.

Nomi comuni: fragrant olive, fragrant tea olive, sweet olive, sweet osmanthus, tea olive (inglese); gui hua, mu xi (cinese); olivier odorant (francese); gin mokusei, kiu mokusei (giapponese); osmanto (italiano); flor-do-imperador (portoghese); duftblüte (tedesco).

L’ Osmanthus fragrans Lour. (1790) è un arbusto o piccolo albero sempreverde molto ramificato a lenta crescita, alto fino a circa 10 m, anche se in coltivazione si mantiene più basso, dalla corteccia liscia grigio-bruna.

Le foglie, su un picciolo lungo 0,8-1,2 cm, sono opposte o sub opposte, coriacee, di colore verde scuro lucido, da ellittiche a lanceolate, lunghe 7-15 cm e larghe 2,5-5 cm, con margine intero, o leggermente dentato nella parte terminale, ed apice appuntito.

Fiori numerosi, intensamente profumati, che appaiono sui rami di un anno, quasi nascosti dal fogliame, in primavera e a fine estate-inizio autunno, sporadicamente nel resto dell’anno, riuniti in cime ascellari su un peduncolo lungo 0,5-1 cm, con calice lungo 1 mm e corolla a 4 lobi biancastra, o arancio nella varietà aurantiacus, di 5 mm di diametro.

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L’Osmanthus fragrans var. aurantiacus stupisce con splendide corolle arancio © Mazza

Il frutto è una drupa ellissoide di colore porpora nerastro lunga 1-1,5 cm.

Si riproduce generalmente per talea semilegnosa a inizio estate in substrato sabbioso mantenuto umido.

Specie ornamentale che si caratterizza per l’intenso profumo dei suoi minuscoli fiori, particolarmente diffusa in Cina dove i fiori essiccati sono utilizzati per aromatizzare dolci, cibi e bevande, in particolare il tè, e l’olio essenziale è alla base di profumi molto costosi, tanto da incentivarne la coltivazione a livello industriale nel centro e sud del paese.

Non è particolarmente esigente in fatto di suoli, anche se preferisce quelli sabbiosi, acidi o neutri, ben drenanti, non sopportando quelli permanentemente umidi; richiede una esposizione in pieno sole o anche parziale ombra, ma con fioritura più scarsa e chioma meno densa, utilizzabile come esemplare isolato, per bordure miste e siepi di confine.

Può essere coltivata in un’ampia varietà di climi; resiste alle basse temperature, fino a -15 °C per brevissimo periodo, temperature inferiori di qualche grado distruggono la parte aerea. Le innaffiature devono essere regolari durante il periodo vegetativo nelle piante giovani, da adulta può sopportare periodi di secco.

Coltivabile anche in vaso utilizzando un substrato sabbioso ricco di sostanza organica, acido o neutro, con innaffiature regolari durante il periodo vegetativo, ma lasciando asciugare lo strato superficiale prima di ridare acqua. Data la lenta crescita non necessita di potature frequenti.

Foglie, corteccia, gemme e semi sono da lungo tempo utilizzati nella medicina tradizionale, soprattutto quella cinese.

Sinonimi: Notelaea posua D.Don (1825); Olea buchananii Lamb. ex D.Don (1825); Olea posua Buch.-Ham. ex D.Don (1825); Olea acuminata Wall. ex G.Don (1837); Olea ovalis Miq. (1861); Osmanthus asiaticus Nakai (1922); Osmanthus aurantiacus (Makino) Nakai (1922); Osmanthus acuminatus (Wall. ex G.Don) Nakai (1930); Osmanthus intermedius Nakai (1949); Osmanthus macrocarpus P.Y.Pai (1979); Osmanthus longibracteatus H.T.Chang (1982).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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