Oxalis floribunda

Famiglia : Oxalidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Di coltura facile, l’Oxalis floribunda sopporta il freddo ma ama il sole © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’America Meridionale (Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay), dove cresce in pieno sole ai bordi delle foreste, in suoli prevalentemente sabbiosi o salini.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “oxys” = acido e “hals, halós” = sale con riferimento al sapore acidulo e salato della pianta; il nome specifico è il termine neolatino “floribunda” = che produce molti fiori, fiorifera.

Nomi comuni: bent wood-sorrel, bent woodsorrel, jointed woodsorrel, oxalis, pink oxalis, pink sorrel, pink wood sorrel, pink-sorrel, shamrock, shamrock oxalis, sorrel, sourgrass, wood sorrel (inglese); oxalis rose (francese); acetosella floribunda, trifoglio fiorifero (italiano); vinagrillo, vinagrillo morado (spagnolo); wald-sauerklee (tedesco).

L’ Oxalis floribunda Lehm. (1826) è una specie erbacea perenne alta 10-40 cm con radici rizomatose e fusto erbaceo corto, eretto, piuttosto carnoso, molto ramificato, e foglie persistenti composte da tre foglioline obcordate, leggermente tomentose, lunghe e larghe circa 1,5 cm, su un peduncolo lungo 5-15 cm.

Le infiorescenze ascellari, numerose, su uno scapo lungo 10-18 cm, filiforme, ingrossato alla base, sono cime umbelliformi portanti un numero variabile di fiori su pedicelli lunghi circa 3,5 cm, inizialmente pendenti, poi eretti all’apertura del fiore, con sepali oblunghi verdi con due linee rosse all’apice, corolla imbutiforme con 5 petali obcordato-cuneati con apice crenato, lunghi 1-1,5 cm, finemente pubescenti inferiormente, di colore rosa con venature più scure; esiste una varietà a fiore bianco.

I frutti sono capsule appuntite lunghe 1-2 cm. Si riproduce per seme e molto facilmente per divisione,

E’ una specie che presenta il fenomeno dell’eterostilia, con almeno due tipi di fiori, alcuni con stili corti, che non superano la lunghezza delle antere, altri con stili più lunghi, questo impedisce l’autofecondazione e rende necessaria la fecondazione incrociata, quindi se è presente un solo tipo non ci sarà produzione di semi e la diffusione avverrà tramite le radici rizomatose.

Specie molto apprezzata per la lunga fioritura, che si protrae dalla primavera all’autunno, la facilità di coltivazione e la rusticità, potendo sopportare temperature fino a -15 °C a livello delle radici rizomatose.

Richiede pieno sole per fiorire al meglio o al più leggera ombreggiatura, non è particolarmente esigente riguardo al suolo anche se preferisce quelli leggeri, ricchi di sostanza organica e sabbiosi.

Particolarmente adatta per bordure, giardini rocciosi e come tappezzante; da tenere presente che è potenzialmente infestante, espandendosi velocemente con le sue radici rizomatose. Adatta anche alla coltivazione in vaso utilizzando un terriccio ben drenante dalle caratteristiche sopra riportate.

Sinonimi: Oxalis martii Lodd. (1829); Oxalis sericea (Progel) Arechav. (1900); Oxalis glandulosa Larrañaga (1923); Oxalis arechavaletae Herter (1943).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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