Palisota barteri

Famiglia : Commelinaceae

Testo © Pietro Puccio

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Rizomatosa, quasi acaule, la Palisota barteri raggiunge i 90 cm con vistose bacche rosse © Mazza

La specie è originaria del Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea, Guinea Equatoriale, Isole del golfo di Guinea, Liberia, Nigeria, Sierra Leone, Togo e Zaïre, dove vive nel sottobosco delle foreste pluviali.

Il genere è dedicato al botanico e naturalista francese Ambroise Palisot de Beauvois (1752-1820), la specie al botanico e raccoglitore inglese Charles Barter (? – 1859).

Nomi comuni: frutinheira (portoghese – Brasile).

La Palisota barteri Hook.f. (1862) è una specie erbacea perenne con rizoma sotterraneo, sempreverde, pressoché acaule, alta 30-90 cm, con una rosetta di foglie, su un picciolo lungo fino a 20 cm, da oblunghe a obovato-lanceolate con apice lungamente appuntito e margini interi villosi, lunghe 25-60 cm e larghe fino a 22 cm, di colore verde intenso.

Infiorescenza cimosa terminale, su un peduncolo più corto dei piccioli, eretta, compatta, cilindrica, lunga 4-10 cm, portante una moltitudine di piccoli fiori ermafroditi con 3 sepali e 3 petali pressoché uguali, di colore bianco o bianco soffuso di porpora, 3 stami fertili e ovario supero. I frutti sono bacche inizialmente verdi, poi di colore rosso vivo a maturità, molto decorative, contenenti alcuni semi.

Si riproduce per seme, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o agriperlite per un 30%, mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, e facilmente per divisione.

Specie piuttosto rara in coltivazione utilizzabile in gruppo, per bordure e come copri suolo nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, in posizione da semiombreggiata a ombreggiata, su suoli ricchi di sostanza organica, ben drenati, mantenuti pressoché costantemente umidi.

Altrove può essere coltivata in vaso, utilizzando un substrato organico particolarmente drenante e aerato, per potere essere riparata nei mesi più freddi in ambienti, anche poco luminosi, con temperature diurne di 20-24 °C e minime notturne non inferiori a 16 °C. Le innaffiature devono essere regolari in estate, più diradate in inverno, lasciando asciugare parzialmente il substrato prima di ridare acqua, avendo cura di nebulizzare frequentemente, in presenza di aria troppo secca, con acqua a temperatura ambiente non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie. Le concimazioni vanno effettuate dalla primavera all’autunno preferibilmente con prodotti idrosolubili bilanciati con microelementi a metà dose di quella consigliata sulla confezione.

Tutte le parti della pianta sono tossiche per la presenza di ossalati di calcio.

Sinonimi: Palisota staudtii K.Schum. (1897); Palisota ombrophila K.Schum. ex C.B.Clarke (1901).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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