Pandanus amaryllifolius

Famiglia : Pandanaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria delle isole Molucche dove sono presenti esemplari esclusivamente maschili.

Il nome del genere deriva da quello malese “pandang”; il nome della specie è la combinazione del nome del genere Amaryllis e dell’aggettivo in latino botanico “folius, a, um” = provvisto di foglie, per la somiglianza delle foglie.

Nomi comuni: dwarf screw pine, fragrant screw pine, scented pandan (inglese); xiang lu dou (cinese); pandan-mabango (filippino); taey (khmer); tey ban (laotiano); pandan rampai, pandan rampeh, pandan wangi (malese); rampe (singalese); ramba (tamil); bai toey, paanae wo-nging, toey-hom (thailandese); dứa thơm, lá dứa (vietnamita).

Il Pandanus amaryllifolius Roxb. (1832) è una specie dioica perenne, sempreverde, con fusti ramificati provvisti di radici aeree e foglie disposte a spirale. Sono note due forme, una di dimensioni contenute, che è di gran lunga la più coltivata per le foglie fragranti, e l’altra di dimensioni relativamente più grandi, ma con foglie meno fragranti.

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Il Pandanus amaryllifolius delle Molucche è noto fin dall’antichità per le foglie aromatiche che colorano di verde cibi e bevande. Provate virtù medicinali ed una forma nana per gli usi domestici © Giuseppe Mazza

La prima, molto ramificata, presenta fusti fino a 1-1,5 m di lunghezza e 2-5 cm di diametro, ascendenti o decombenti, e foglie lineari imbricate, lunghe 25-65 cm e larghe 2,5-4 cm, carenate, inermi, tranne all’apice dove sono presenti minuscole spine, di colore verde intenso lucido superiormente, più o meno glauche inferiormente. La seconda, poco ramificata, presenta fusti, di 2-4 m di lunghezza e fino a 15 cm di diametro, con robuste radici aeree che penetrano nel suolo, e foglie lineari, lunghe 1,5-2,2 m e larghe 7-10 cm, con le stesse caratteristiche della precedente, ma meno aromatiche. Sono note solo infiorescenze maschili, raramente prodotte, della seconda forma, nelle isole Molucche, terminali a pannocchia, lunghe circa 60 cm, composte da racemi cilindrici di lunghezza decrescente verso l’apice circondati da brattee biancastre.

Viene ovviamente riprodotto esclusivamente per via vegetativa, facilmente per divisione di piante accestite, utilizzando rami provvisti di radici avventizie, e mediante le plantule che si formano alla base. Può propagarsi, con più difficoltà, tramite talee apicali in terriccio drenante con aggiunta di sabbia o perlite per un 50% mantenuto umido, ma senza ristagni, poste in posizione parzialmente ombreggiata fino al completo attecchimento.

Coltivato da tempi remoti per le foglie fragranti utilizzate per aromatizzare numerose pietanze, in particolare a base di riso, cui conferisce un odore e sapore simile a quello di varietà aromatiche pregiate, come ambemohor, basmati e khao hom mali (noto come Thai jasmine rice), dolciumi e bevande, e per profumare l’acqua utilizzata nelle cerimonie religiose.

Le foglie sprigionano il massimo aroma dopo circa due giorni dal taglio, ma lo perdono quando completamente secche, e non vengono consumate, ma tolte alla fine della cottura, ed oltre all’aroma conferiscono ai cibi un caratteristico colore verde. Le foglie e l’olio che se ne estrae sono utilizzati nella medicina tradizionale di vari paesi del sudest asiatico per varie patologie. Studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza negli estratti delle foglie di numerosi composti bioattivi di possibile interesse per la farmacopea ufficiale, oltre a composti con proprietà insetto-repellenti suscettibili di ulteriori indagini per un loro possibile impiego.

Richiede un clima caldo-umido, la sua coltivazione in pieno campo è quindi limitata alle sole zone tropicali e subtropicali, una esposizione in pieno sole o leggermente ombreggiata e terreni drenanti ricchi di sostanza organica mantenuti pressoché costantemente umidi. Le piante accestiscono facilmente e in genere una sola pianta è sufficiente per gli usi familiari. Non vanno sottovalutate infine le sue caratteristiche ornamentali come pianta da giardino, anche di piccole dimensioni, e in vaso, all’aperto dove il clima lo consente, o in serre, verande e interni particolarmente luminosi, con temperature minime non inferiori a 15 °C. Le innaffiature devono essere regolari, ma senza ristagni, e le concimazioni, dalla primavera all’autunno, effettuate con prodotti idrosolubili bilanciati con microelementi. In ambienti chiusi è facilmente soggetto all’attacco di parassiti, come acari e cocciniglie, va quindi tenuto sotto controllo per potere intervenire tempestivamente con prodotti specifici.

Sinonimi: Pandanus latifolius Hassk. (1842); Pandanus latifolius var. minor Hassk. (1844); Pandanus hasskarlii Merr. (1917); Pandanus odorus Ridl. (1925).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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