Paphiopedilum delenatii

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Paphiopedilum delenatii è una specie terrestre originaria dei pendii e dei crepacci montani granitici nelle regioni monsoniche della Cina sudorientale e del Vietnam © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina sudorientale (Guangxi e Yunnan) e del Vietnam dove cresce in pendii e crepacci montani su rocce granitiche, spesso in prossimità di corsi d’acqua, tra 700 e 1300 m di altitudine, in regioni caratterizzate da clima monsonico.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “Παφια” (Paphia), attributo di Afrodite, e “πεδιλον” (pedilon) = sandalo, con riferimento alla forma del labello; la specie è dedicata a Louis Delénat, curatore dei giardini botanici di Saint-Germain-en-Laye, Parigi.

Nomi comuni: pink slipper orchid (inglese); de shi dou lan (cinese); lan hài hồng (vietnamita).

Il Paphiopedilum delenatii Guillaumin (1924) è una specie terrestre con foglie distiche oblungo-ellittiche, di 8-14 cm di lunghezza e 3,5-4,5 cm di larghezza, di colore verde chiaro con venature e screziature verde scuro superiormente e diffusamente punteggiate di bruno-porpora inferiormente.

Infiorescenza eretta, su uno scapo bruno porpora villoso lungo 15-20 cm, con 1-2 fiori di 6-8,5 cm di diametro, leggermente profumati, con sepali e petali bianchi con leggere sfumature rosa, labello rosa intenso e staminoide rosa con macchia gialla al centro; sono presenti in natura anche individui privi di pigmentazione rossa (foto). Sepalo dorsale ovato con apice appuntito, lungo 2,2-3,2 cm e largo 1,8-2,5 cm, sepali laterali uniti a formare un unico sepalo (sinsepalo) dietro il labello, di forma e dimensioni simili al dorsale, petali ovato-ellittici con apice ottuso, lunghi 3-4,2 cm e larghi 2,5-3,5 cm, labello saccato, lungo 2,5-3,5 cm e largo 2-3 cm, e staminoide ovato-romboidale.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, alla ripresa vegetativa, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 cespi.

Specie tra le più ornamentali del genere, sia per i fiori delicati che per il fogliame, che ha dato origine a numerosi ibridi. Di coltivazione relativamente facile, richiede una posizione semiombreggiata, temperature medio-alte in estate, 22-30 °C, fresche in inverno, con minime notturne di 12-14 °C, con una escursione termica giornaliera di 5-6 °C per stimolare la fioritura, elevata umidità, 70-85%, e costante movimento dell’aria. Innaffiature regolari ed abbondanti in estate-autunno, ma lasciando parzialmente asciugare il substrato prima di ridare acqua, preferibilmente nelle prime ore del giorno ed evitando ristagni all’ascella delle foglie che possono provocare marciumi, diradate in inverno-primavera, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, in natura infatti questo periodo è caratterizzato da scarse piogge, ma con foschie e nebbie persistenti che contribuiscono a mantenere umido il suolo.

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Foglie eleganti e fiori di 6-8,5 cm di diametro, leggermente profumati. Quasi estinto in natura, il Paphiopedilum delenatii è però presente nei vivai, affiancato da numerosi ibridi © Giuseppe Mazza

Per le innaffiature e nebulizzazioni utilizzare acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata, per le concimazioni, durante il periodo vegetativo, un prodotto bilanciato idrosolubile, con microelementi, a ¼ di dose o meno di quella consigliata. Viene coltivata in vaso con substrato particolarmente drenante e leggermente acido che può essere costituito da 70% di frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, 20% di carbone vegetale e 10% di sfagno. I rinvasi vanno effettuati, quando il substrato si è decomposto, al termine della fioritura.

Per la raccolta indiscriminata e l’eccessiva antropizzazione la popolazione si è ridotta considerevolmente negli ultimi anni del XX secolo, con pochi individui presenti in Cina (Guangxi e Yunnan) e in Vietnam, tanto da essere inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) come “Critically Endangered” (ad altissimo rischio di estinzione in natura nell’immediato futuro).

La specie è iscritta nell’appendice I della CITES (specie a rischio di estinzione per la quale il commercio è ammesso solo in circostanze eccezionali).

Sinonimi: Cypripedium delenatii (Guillaumin) C.H.Curtis (1931); Paphiopedilum delenatii f. albinum Braem (1998); Paphiopedilum delenatii f. vinicolor O.Gruss & Roeth (2007); Paphiopedilum delenatii f. lutescens Grell & Gunzenh. (2010).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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