Paphiopedilum insigne

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Raro in natura, il Paphiopedilum insigne è coltivabile anche in casa © Giuseppe Mazza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Yunnan), India (Meghalaya) e Nepal, dove cresce su declivi rocciosi calcarei, erbosi o arbustivi, su strati di vegetazione in decomposizione, tra 1000 e 1800 m di altitudine, in zone caratterizzate da clima monsonico, con estati calde ed umide ed inverni freschi e asciutti.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “paphia”, attributo di Afrodite, e “pédilon” = sandalo, con riferimento alla forma del labello; il nome specifico è il termine latino “insignis, e” = insigne, straordinario.

Nomi comuni: Himalayan slipper orchid, slipper orchid (inglese); sapatinho, sapatinho-de-Vénus (portoghese); pafiopedilo, zapatito de Venus, sandalia de venus (spagnolo).

Il Paphiopedilum insigne (Wall. ex Lindl.) Pfitzer (1888) è una specie erbacea terrestre, a volte litofita, cespitosa, con 5-6 foglie persistenti, su un piccolo rizoma, alterne, distiche, oblungo lineari, lunghe 16-30 cm e larghe 2-3,5 cm, appena bilobate all’apice, di colore verde chiaro.

Fiore terminale solitario (raramente in coppia) su uno scapo floreale eretto, lungo 20-25 cm, bruno verdastro, ricoperto da una corta peluria rossastra, brattea floreale lunga circa 5 cm punteggiata di porpora, ovario lungo 4-6 cm ricoperto da una densa e corta peluria porpora. Fiori cerosi di 8-10 cm di diametro con sepalo dorsale giallo verdastro con macchie bruno porpora e margini bianchi, sepali laterali fusi insieme (sinsepalo) giallo verdastri con macchie bruno porpora alla base, petali giallo brunastri con venature più scure e labello giallo brunastro con venature brune. Il sepalo dorsale è ovato, lungo 5-6 cm e largo 3-4 cm, con margine superiore ricurvo, il sinsepalo, ovato-ellittico, è lungo 4-5,5 cm e largo 2-3,5 cm, i petali sono oblungo-spatolati, lunghi 5-6 cm e larghi 1-2 cm, con margini ondulati, infine il labello, saccato, è lungo 4-5 cm. Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 cespi.

Specie da lungo tempo apprezzata e coltivata, insieme ai suoi numerosissimi ibridi, anche come fiore reciso, per la bellezza dei fiori di lunga durata, che appaiono tra novembre e gennaio, e la facilità di coltivazione.

Nelle zone dove le temperature prossime a 0 °C sono una eccezione di breve durata può essere coltivata all’aperto, in una zona ombrosa e ventilata, su terreno molto drenante, eventualmente con aggiunta di sabbia grossolana, per migliorare il drenaggio, e pietrisco calcareo.

In serra o appartamento richiede una posizione semi ombreggiata, ventilata, umidità 50-80%, minime invernali notturne tra 8 e 12 °C e temperature massime in estate preferibilmente non superiori a 28 °C; un abbassamento di temperatura a inizio autunno stimola la fioritura.

Le innaffiature in estate devono essere regolari e abbondanti, preferibilmente nelle prime ore del giorno, in modo da permettere all’acqua di asciugarsi, per evitare ristagni all’ascella delle foglie che possono provocare marciumi, in inverno vanno diradate, ma senza mai fare completamente asciugare il substrato. Le innaffiature e nebulizzazioni vanno effettuate con acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata, e le concimazioni, durante il periodo vegetativo, con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose, o meno, di quella consigliata sulla confezione, distribuite e alternate in modo da evitare accumulo di sali alle radici, cui la specie è particolarmente sensibile. Per la coltivazione in contenitore vanno scelti vasi piuttosto bassi e con molti fori di drenaggio e terriccio molto drenante ed aerato, ma capace di mantenere l’umidità, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di fine pezzatura, sabbia grossolana o agriperlite e carbone, con aggiunta di pietrisco calcareo; rinvasi e divisioni vanno effettuati alla fine della fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice I della CITES (specie a rischio di estinzione per la quale il commercio è ammesso solo in circostanze eccezionali).

Sinonimi: Cypripedium insigne Wall. ex Lindl. (1824); Cordula insignis (Wall. ex Lindl.) Raf. (1838); Cypripedium chantinii auct. (1882); Cypripedium maulei auct. (1882); Paphiopedilum macfarlanei F.G.Mey (1934).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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