Parkia speciosa

Famiglia : Leguminosae

Testo © Pietro Puccio

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Originaria dell’Indonesia, Malaysia e Thailandia, la Parkia speciosa è un albero di 15-35 m poco noto al di fuori delle aree d’origine. Legumi commestibili di 25-40 cm e provate virtù medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Indonesia, Malaysia e Thailandia dove vive nelle foreste pluviali su suoli sabbiosi o argillosi, spesso lungo le rive di corsi d’acqua, a basse e medie altitudini.

Il genere è dedicato al medico ed esploratore scozzese Mungo Park (1771-1806); il nome specifico è l’aggettivo latino “speciosus, a, um” = bello, magnifico, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: garlic bean, petai bean, stink bean, twisted cluster bean (inglese); petai gede, sego bang (giavanese); pete, petai (indonesiano); chou dou, cong dou, patang (malese); petai kupang (tagalog); pa-tao, kato, sato, sator (thailandese).

La Parkia speciosa Hassk. (1842) è un albero deciduo per breve periodo, alto 15-35 m, con tronco cilindrico, fino a circa 1 m di diametro, dalla corteccia liscia di colore da grigio chiaro a bruno scuro; nei vecchi esemplari possono essere presenti alla base radici tabulari (radici appiattite simili a contrafforti che contribuiscono al sostegno dei grandi alberi) alte fino a 1,5 m. Le foglie, raggruppate nella parte terminale dei rami su un picciolo lungo 5 cm, sono alterne, lunghe 20-40 cm, bipennate, con 15-25 coppie opposte di foglioline pennate, lunghe 5-9 cm, ciascuna con 20-30 coppie di foglioline oblungo-lineari con apice arrotondato, lunghe 5-7 mm e larghe circa 2 mm. Le infiorescenze, su un robusto peduncolo pendente lungo circa 10-30 cm, sono ascellari, oblungo-piriformi, lunghe 5-9 cm, con una densa moltitudine di fiori giallo brunastri, sterili o maschili alla base, bisessuali all’apice, di circa 8 mm di lunghezza e 1,5 mm di diametro. Calice tubolare lungo 6 mm con lobi diseguali lunghi 1,5 mm, corolla tubolare leggermente più lunga del calice, con 5 lobi lineari con apice arrotondato, e 10 stami, lunghi 1 cm, fusi alla base in un tubo; i fiori, che odorano di latte acido, sono ricchi di nettare e impollinati principalmente dai pipistrelli. Il frutto è un legume pendente piatto, più o meno ritorto, lungo 25-40 cm e largo 2-3 cm, di colore inizialmente verde chiaro, poi nerastro, contenente 12-16 semi ovoidi, di 2-2,6 cm di lunghezza e 1,4-1,8 cm di larghezza, di colore verde. Si riproduce per seme, che deve essere messo a dimora nel più breve tempo possibile avendo una breve durata di germinabilità, in terriccio organico drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 5-15 giorni e prima fioritura a partire dal settimo anno di età; più frequentemente, al fine di riprodurre determinate varietà, si ricorre alla riproduzione per talea legnosa, margotta e innesto.

Specie poco nota al di fuori delle aree di origine, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido in pieno sole, tranne nella fase giovanile quando necessita di una leggera ombreggiatura, su suoli drenanti da leggermente acidi a neutri. Giovani esemplari possono essere coltivati in vaso per essere riparati in ambiente protetto particolarmente luminoso, dove il clima non consente la permanenza con continuità all’aperto, con temperature minime invernali preferibilmente non inferiori a 16 °C.

Molto popolare nelle zone di origine dove i legumi sono consumati come ortaggio e i semi, dall’odore penetrante di aglio, ricchi di proteine, minerali e vitamine, in particolare vitamina C ed E, vengono consumati, dopo essere stati essiccati al sole, crudi, arrostiti o fritti, o aggiunti a pietanze tradizionali. Le foglie inoltre sono usate come foraggio per il bestiame ed il legno, leggero e poco durevole, nella fabbricazione della carta e del compensato.

I semi sono utilizzati da tempi remoti nella medicina popolare, in particolare nella cura del diabete e dell’ipertensione; studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza nei legumi e nei semi di composti bioattivi, come flavonoidi, lectine, polifenoli e fitosteroli, di possibile impiego nella farmacopea ufficiale.

Sinonimi: Parkia biglobosa sensu auct., non (Jacq.) R. Br. ex G. Don (1831); Inga pyriformis Jungh. (1845); Mimosa peduncolata Hunter (1909); Parkia harbesonii Elmer (1913).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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