Parodia haselbergii subsp. haselbergii

Famiglia : Cactaceae

Testo © Pietro Puccio

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Molto coltivata per le ridotte dimensioni e la vistosa fioritura di lunga durata © Mazza

La Parodia haselbergii (F. Haage ex Rümpler) F. H. Brandt subsp. haselbergii (1982) è originaria del Brasile meridionale (stati di Rio Grande do Sul e Santa Catarina) dove cresce prevalentemente su ripidi pendii rocciosi.

Il genere è dedicato al botanico argentino Lorenzo Raimundo Parodi (1823-1890); la specie al suo scopritore F. von Haselberg.

Nomi comuni: “scarlet ball cactus”, “white snowball”, “white-web ball cactus” (inglese); “kugelkaktus” (tedesco).

Succulenta generalmente solitaria dall’epidermide di colore grigio verde, di forma globosa con apice leggermente depresso, di 4-15 cm di diametro.

Il fusto presenta 30-60 costole spiralate poco evidenti con piccoli tubercoli e areole, lanose nella fase giovanile, distanti tra loro 4-6 mm; le areole sono dotate di 20-30 spine radiali sottili, rigide, di colore bianco quasi trasparente, e 3-5 spine centrali bianco giallastre lunghe 10-15 mm.

I fiori, raggruppati in prossimità dell’apice, sono imbutiformi, di 15 mm di lunghezza e 25 mm di diametro, con tepali di colore rosso arancio o giallo arancio, quelli esterni aperti, quelli interni eretti.

I frutti sono sferici o oblunghi, di 10 mm di diametro, spinosi, di colore bianco giallastro, e contengono numerosi piccoli semi tubercolati neri.

E’ riconosciuta un’altra subspecie: Parodia haselbergii subsp. graessneri (K. Schum.) Hofacker & P. J. Braun (1998) le cui differenze più evidenti sono il maggior numero di spine radiali, fino a 60, di colore giallastro ed i fiori giallo verdastri.

Specie molto popolare ed apprezzata presso i collezionisti per le ridotte dimensioni, le spine, che quasi nascondono la superficie dei fusti, e la vistosa fioritura di lunga durata, i singoli fiori possono rimanere aperti per due settimane ed oltre; particolarmente adatta, per la facilità di coltivazione, a chi inizia ad appassionarsi alla coltivazione delle cactacee.

Va coltivata in pieno sole, o leggera ombreggiatura, su terricci preferibilmente acidi e particolarmente drenanti che possono essere costituiti per circa il 50% da terra ricca di humus e per la restante parte da sabbia silicea grossolana. In estate, durante il periodo vegetativo, va annaffiata con regolarità, ma lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, in inverno va tenuta asciutta e a temperature piuttosto basse, ma non inferiori a +5°C, questo periodo di riposo, freddo e asciutto, è indispensabile per una buona fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice II della Cites (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Echinocactus haselbergii F. Haage (1885); Malacocarpus haselbergii (F. Haage) Britton & Rose (1922); Notocactus haselbergii (F.Haage ex Rümpler) A. Berger 1929; Brasilicactus haselbergii (F. Haage) Backeb. ex Schaff. (1942).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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