Passer hispaniolensis

Famiglia : Passeridae

 

GIF - 6.1 Kb

 

Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

JPEG - 147.6 Kb
Il Passer hispaniolensis maschio si distingue dal Passer domesticus per una vasta e diffusa striatura nera che partendo dalla mandibola inferiore, dove crea un ridottissimo bavaglio, si estende scendendo sul petto © Vincenzo Sciumè

La Passera sarda, nota anche come Passera spagnola ( Passer hispaniolensis - Temminck, 1820) appartiene all’ordine dei Passeriformes ed alla famiglia dei Passeridae ed è una delle tre specie appartenenti al genere Passer presenti in Italia.

La questione sul numero delle specie presenti in Italia è ancor oggi molto dibattuta in quanto l’orientamento attuale è quello di annoverarne quattro, anche se molti persistono nel classificarne ancora tre.

In realtà di queste tre specie, il Passero domestico (Passer domesticus) è totalmente sostituito nella nostra penisola da una sottospecie autoctona, la passera d’Italia ( Passer domesticus italiae ) che occupa con precisione millimetrica il nostro territorio nazionale, relegando l’olotipo solo sul bordo esterno della catena alpina. Come detto, molti considerano questa sottospecie al livello superiore, vista la compattezza e l’esclusività nell’occupazione dell’area ma nel contempo assistiamo a ibridazioni tra il nostro passero italiano ed il domestico, nei bordi settentrionali del territorio ma anche con la passera sarda, qui trattata, nell’areale meridionale e per rendere ancora più difficoltosa la situazione, fra il domestico e la sarda sulle coste nel nord Africa prospicienti la nostra penisola.

Tenendo conto della presenza sul nostro territorio di una tale variabilità e commistione, possiamo asserire che l’Italia è sicuramente un crocevia determinante per queste specie. Giusto per rammentarla, l’ultima di queste, la Passera mattugia (Passer montanus) è invece la più integra ed avulsa da queste ibridazioni e mescolanze.

L’etimologia del nome scientifico è alquanto semplice: il genere Passer dall’omonimo termine latino per il passero e la specie hispaniolensis, sempre dal latino, per indicare della Spagna, luogo dal quale Temminck aveva riportato il primo esemplare, un luogo peraltro dove questo passero non è diffusamente presente.

JPEG - 73.7 Kb
La differenza fra le femmine di queste specie è invece quasi nulla, a parte qualche macchietta marrone sul petto ed il sopracciglio biancastro leggermente più marcato © Mario Maggiordomo

Ecco alcuni nomi comuni europei: in Inglese Spanish Sparrow, in tedesco Weidensperling, in spagnolo Gorrión Moruno, in francese Moineau espagnol, in portoghese Pardal-espanhol, in danese Spansk Spurv ed in olandese Spaanse Mus. Da notare come fra tutti, siano proprio gli spagnoli a non chiamarlo volgarmente passero di Spagna.

Zoogeografia

Non è facile descrivere con esattezza il territorio occupato dalla passera sarda in quanto non vi è un’areale ben distinto, un territorio continuo e vasto, un’area nella quale la si ritrovi costantemente presente e ben diffusa. Da esempio è il bacino mediterraneo, dove è presente scarsamente nel sud Italia laddove spartisce e si ibrida con la passera d’Italia, in Sardegna dove è numerosa ed allo stato di quasi purezza ma assente in quasi tutta la vicina Corsica.

JPEG - 159.4 Kb
In taluni esemplari, specie al sud dell’areale della specie, queste striature si fanno dense, coprendo quasi totalmente il petto fino al ventre e i fianchi © Aldo Contu

Sempre in Italia ha colonie che si allontanano notevolmente dai suoi areali tradizionali del meridione, arrivando a colonizzare piccole aree della Romagna e del Gargano. È poi presente nelle zone del centro sudovest della penisola iberica evitando il Portogallo e stranamente tutta la parte a nord di Madrid, per poi ritrovarlo nel periodo invernale, nella parte estrema meridionale della Spagna a ridosso delle coste africane.

Di nuovo nelle isole della Macaronesia dove è allo stato puro, come pure sulla costa africana dal Marocco alla Libia dove si ibrida con il Passer domesticus, per poi ritrovarlo nella parte meridionale della penisola Balcanica e attraverso l’Anatolia e parte del Medio Oriente, fino all’Uzbekistan in Asia.

JPEG - 130.9 Kb
L’habitat ideale della passera sarda è un luogo con estati calde, soggette a poche precipitazioni, con inverni dolci, senza bruschi abbassamenti termici © Vincenzo Sciumè

Un mosaico di territori spesso condivisi e frammisti con altre specie similari con le quali, oltre che convivere, si ibrida creando a sua volta sottospecie che esaltano o perdono i caratteri dei genitori dopo alcune generazioni. Un vero parapiglia genealogico!

Nei luoghi di sovrapposizione è ancor oggi non facile distinguere tra specie e specie né tantomeno fra gli ibridi sortiti da queste unioni.

Anche i luoghi di svernamento sono alquanto vari e scostanti. Abitualmente la passera sarda è stanziale nei territori più meridionali ma è invece migratrice regolare in tanti altri areali, con movimenti massici di intere popolazioni che lasciano i territori di nidificazione per spostarsi più a sud in aree più adatte a trascorrere la cattiva stagione.

JPEG - 133.6 Kb
Due femmine che si contendono il boccone. L’alimentazione del Passer hispaniolensis è basata principalmente sul consumo di semi e granaglie, frutta e bacche selvatiche, germogli freschi ed erbe ma anche, come tutti gli altri passeri, su insetti, incluse le loro larve e crisalidi, specie nel delicato periodo della nidificazione © Vincenzo Sciumè

Tipiche le popolazioni della penisola balcanica e del centro Asia che si rifugiano rispettivamente fin sulle coste del Mediterraneo le prime e nell’alto Golfo Persico e nella valle dell’Indo le seconde.

Ecologia-Habitat

L’habitat ideale della passera sarda è un luogo con estati calde, soggette a poche precipitazioni, con inverni dolci, senza bruschi abbassamenti di temperature né tantomeno soggetti a copertura nevosa di lungo periodo ma nel contempo amano anche luoghi sensibilmente più umidi di quelli frequentati dagli altri passeri domestici, con i quali d’abitudine convive.

JPEG - 99.9 Kb
La passera sarda è un uccello sociale, nidificante anche in colonie numerose, con maschi di sentinella che difendono l’insediamento a squarciagola, segnalandolo con loro insistente cinguettio © Giuseppe Mazza

Entrambi frequentano fattorie e luoghi coltivati, così pure aree abitate ed a volte anche direttamente centri abitati rurali e cittadini.

In molte aree ha incrementato le popolazioni seguendo appunto l’evoluzione dell’agricoltura che l’ha attirata con coltivazioni sempre più diffuse di graminacee e semi vari ed allettanti. Ama anche aree desolate e steppose, con bassa vegetazione arbustiva, con radi boschetti di piccoli alberi ma circondati da estese coltivazioni erbacee anche assoggettate periodicamente alla pratica del debbio.

Morfofisiologia

Sorvolando sulla descrizione delle numerose variazioni morfologiche derivanti da incroci ed ibridazioni interspecifiche che sarebbe praticamente impossibile seguire, la passera sarda ha le tipiche caratteristiche del Passer domesticus ) e ne copia fortemente la livrea.

Il piumaggio del maschio è infatti alquanto simile, con una copertura alare marrone nocciola molto accentuato e attraversato da strisce nere molto evidenti; il capo color nocciola compatto molto più simile al passero d’Italia che non al domestico, con faccia e guance bianche attraversate da una striscia oculare nera che dal becco arriva all’area oculare. Becco nero e zampe gialle rosate con unghie lunghe e ben affilate.

Il colore del petto è la parte determinante per la classificazione di questo passero. Una vasta e diffusa striatura di nero che partendo dalla mandibola inferiore, dove crea un ridottissimo bavaglio, può arrivare a coprire totalmente il petto fino al ventre e sui fianchi, tale da farlo apparire spesso totalmente nero compatto. Solo il sotto coda è senza striature e di color crema.

La femmina è pressoché indistinguibile dalle congeneri quando osservata in natura.

Mostra la tipica copertura alare color crema, con leggere striature di tonalità più scura e variegata dai vessilli biancastri delle penne delle copritrici e di alcune remiganti, il petto biancastro più o meno macchiettato di marrone e, come unico indizio, un sopracciglio biancastro solitamente più segnato che nelle altre specie.

I giovani hanno una livrea molto simile alle femmine ma con una marcata e ben visibile marginatura boccale gialla.

La grande varietà di ibridazioni ha comportato la classificazione di alcune sottospecie fra le quali non tutte ancora accettate

JPEG - 151.6 Kb
Ed ecco il nido. Può essere collocato sotto le tegole di un tetto, nella fessura di un muro, ma anche in vecchi nidi di rondine o intrecciato fra i rami, contiene da 3 a 7 uova © Museo Civico di Lentate su Seveso

Il Passer hispaniolensis hispaniolensis diffuso nella parte occidentale dell’areale, dalla Macaronesia al sud Europa ed Africa e il Passer hispaniolensis transcaspicus dal Medio Oriente a tutto l’areale asiatico. Il Passer hispaniolensis maltae seppure da molti accettato come sottospecie e che occupa la parte centrale mediterranea, dalla Sicilia alle coste africane prospicienti, viene da alcuni considerata come una ibridazione del Passer hispaniolensis con il Passer domesticus italiae.

Etologia-Biologia riproduttiva

Le passere sarde sono uccelli sociali e nidificano in colonie più o meno numerose, segnalando con i loro continui cinguettii la presenza del loro insediamento.

Preso possesso dell’area, tutti i membri sono coinvolti per l’intera stagione produttiva, nel controllo e nella tutela del sito che viene presidiato in continuazione e tenuto allegro da uno o più passeri sempre cinguettanti con lo spesso noioso ed instancabile “cislip cislip cislip”.

È però specie che non accetta altri congeneri nell’area di nidificazione, tantomeno nella colonia per cui la stessa è abitualmente sempre composta da membri monospecifici. Il nido viene collocato sotto le tegole di un tetto, nella fessura di un muro, in vecchi nidi di rondini, in buchi di antiche muraglie ma anche, in particolare in buona parte dell’areale, intrecciato fra i rami di un albero, tra le cime frondose delle palme, attorno ad un palo tra i fili dell’energia elettrica, in piccionaie ed in fienili.

Il nido è un ammasso globoso e scomposto di erbe secche con un’entrata laterale che porta ad una nicchia rivestita di piume e crini ma anche una semplice coppa senza copertura quando collocato in anguste fessure che non permettono l’accumulo di molto materiale.

JPEG - 92.3 Kb
I piccoli, come sempre, sono famelici ed in questo periodo i genitori vanno e vengono senza sosta dal nido, carichi d’insetti per un adeguato apporto proteico © Colombo

Vengono deposte da 3 a 7 uova color crema punteggiate in modo disomogeneo di grigio che vengono covate per circa dodici giorni ed i piccoli, che nascono ciechi e implumi, si involano dopo circa 2 settimane.

Effettua almeno due covate per stagione.

L’alimentazione della passera sarda è basata principalmente sul consumo di semi e granaglie, frutta e bacche selvatiche, germogli freschi ed erbe ma anche insetti, larve, crisalidi in particolare nel periodo di nidificazione, visto che diviene il cibo principale per la crescita dei suoi piccoli.

JPEG - 251.2 Kb
In Europa ha una diffusione frammentata e si ibrida spesso col passero comune. D’inverno è facile notare folti stormi che partono dai dormitori comuni in cerca di cibo © Gianfranco Colombo

In Europa le popolazioni di questo passero hanno mostrato segni di debolezza, con discrete riduzioni di presenza in alcuni luoghi, al contrario di quanto accade in Asia dove la specie si è rinforzata notevolmente. In virtù di questa situazione la specie non è considerata a rischio.

Sinonimi

Fringilla hispaniolensis - Temminck, 1820.

JPEG - 198.2 Kb
Un’abbeverata per rinfrescarsi e poi via. Anche se alcune popolazioni europee mostrano segni di debolezza, nell’insieme il Passer hispaniolensis non è una specie a rischio © Gian Franco Depalmas

 

→ Per apprezzare la biodiversità dei PASSERIFORMES cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

/passer_hispaniolensis_-_foto_vincenzo_sciume
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants