Passiflora alata

Famiglia : Passifloraceae

Testo © Pietro Puccio

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La Passiflora alata è un rampicante tropicale molto fiorifero con frutti commestibili © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Argentina (Chaco e Misiones), Bolivia, Brasile (Bahia, Mato Grosso do Sul, Minas Gerais, Parana, Rio de Janeiro, Santa Catarina e Sao Paulo) e Paraguay, dove vive nelle foreste umide, fino a circa 500 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei termini latini “passio, -onis” = passione e “flos, -oris” = fiore, con riferimento alla struttura del fiore in cui i primi missionari spagnoli intravedevano gli strumenti della Passione di Cristo; il nome specifico è il termine latino “alatus, a, um” = alato, con riferimento al fusto quadrangolare con spigoli sporgenti.

Nomi comuni: fragrant granadilla, winged-stem passion flower, wingstem passion flower (inglese); passiflore du Brésil, (francese); flor-da-paixão, maracujá-doce, maracujá-grande, maracujazeiro grande, maracutão (portoghese – Brasile); pasionaria (spagnolo).

La Passiflora alata Curtis (1788) è una specie rampicante semilegnosa sempreverde che si ancora ai supporti tramite viticci prodotti all’ascella delle foglie, con fusto a sezione quadrangolare con ali membranacee agli spigoli.

Le foglie, su un picciolo lungo circa 5 cm provvisto di 2-4 ghiandole nettarifere, sono alterne, intere, cordate con apice appuntito, lunghe 10-15 cm e larghe 5-10 cm, con 7-8 nervature laterali; le stipule (appendici alla base del picciolo che hanno il compito di proteggere la foglia nei primi stadi di sviluppo) sono da lineari a lanceolate, lunghe 1-2 cm, a margine intero o dentato.

Fiori ermafroditi solitari, ascellari, molto profumati, di 10-12 cm di diametro, con 5 sepali e 5 petali oblunghi di colore rosso carminio internamente, con la corona di filamenti, lunghi circa 3 cm, striati di bianco, rosso e violetto, leggermente arricciati all’apice.

I frutti sono obovoidi o piriformi, di 8-12 cm di lunghezza e 3-6 cm di diametro, di colore giallo a maturità contenenti numerosi semi immersi in una polpa biancastra (arillo). Si riproduce per seme, tenuto in acqua per 1-2 giorni e posto in terriccio per semine particolarmente drenante, mantenuto umido alla temperatura di 22-25 °C, con tempi di germinazione variabili e generalmente lunghi, anche molti mesi; la riproduzione per talea e margotta è piuttosto facile e permette di avere piante pronte per la fioritura.

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Un boccio in apertura. Le foglie hanno proprietà medicinali © Giuseppe Mazza

Specie molto fiorifera e di grande valore ornamentale, che ha dato origine a numerosi ibridi, coltivabile in pieno sole nelle zone a clima tropicale, subtropicale e marginalmente temperato caldo, in posizione particolarmente riparata, dove può resistere ad occasionali, e per brevissimo periodo, abbassamenti di temperatura fino a poco sopra 0 °C; richiede suoli fertili e perfettamente drenati, da leggermente acidi a leggermente alcalini.

Dove non è possibile la coltivazione in permanenza all’aperto si adatta bene alla coltivazione in vaso per poter essere riparata nel periodo invernale in ambiente molto luminoso, a una temperatura minima non inferiore a 14 °C; eventuali potature vanno effettuate ad inizio primavera. I fiori sono ermafroditi, ma autosterili, per la fecondazione incrociata occorrerebbe quindi la presenza di un’altra pianta non ricavata per via vegetativa dalla stessa, se si è interessati alla produzione dei frutti può comunque essere usato efficacemente per la fecondazione il polline della Passiflora caerulea.

La specie è anche coltivata a scopo commerciale, soprattutto in Brasile, dove il frutto è molto ricercato per la polpa succosa, profumata e di gradevole sapore, adatta al consumo diretto o per bevande e sorbetti, inoltre estratti delle foglie sono usati nell’industria farmaceutica brasiliana per le proprietà ansiolitiche.

Sinonimi: Passiflora alata Dryand. (1789); Passiflora mauritiana A. Thouars (1805); Passiflora latifolia DC. (1828); Passiflora pyriformis DC. (1828); Passiflora tetradena DC. (1828); Passiflora brasiliana Desf. (1829); Passiflora maliformis Velloso (1829); Passiflora phoenicia Lindl. (1833); Passiflora mascarensis C. Presl (1844); Passiflora oviformis M. Roem. (1845); Passiflora sarcosepala Barb. Rodr. (1907).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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