Passiflora racemosa

Famiglia : Passifloraceae

Testo © Pietro Puccio

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La Passiflora racemosa ha infiorescenze pendule di 50 cm con corolle di 10-12 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Brasile (Rio de Janeiro) dove cresce ai margini delle foreste umide costiere.

Il nome del genere è la combinazione dei termini latini “passio, -onis” = passione e “flos, -oris” = fiore, con riferimento alla struttura del fiore in cui i primi missionari spagnoli intravedevano gli strumenti della Passione di Cristo; il nome specifico latino “racemosa” = a racemo, a grappolo, fa riferimento alla forma della infiorescenza.

Nomi comuni: red passionflower (inglese); passiflore rouge (francese); maracujà-do-principe, maracujà-mirim (portoghese – Brasile); rote Passionsblume (tedesco).

La Passiflora racemosa Brot. (1817) è una specie rampicante perenne sempreverde che si ancora ai supporti tramite viticci prodotti all’ascella delle foglie, presenta fusti legnosi, grigiastri e pressoché cilindrici inferiormente, erbacei, glabri e filiformi superiormente, lunghi fino a circa 10 m. Le foglie, su un picciolo lungo 2-4 cm provvisto generalmente di due coppie di ghiandole nettarifere, sono alterne, ovate nelle piante giovani, generalmente trilobate in quelle adulte, coriacee, di colore verde intenso lucido, lunghe 6-10 cm con lobi ovati o oblunghi e margini interi; le stipule (appendici alla base del picciolo che hanno il compito di proteggere la foglia nei primi stadi di sviluppo) sono ovate con margine intero, lunghe 1-1,5 cm e larghe circa 0,8 cm.

Infiorescenze racemose ascellari, pendule, lunghe fino a circa 50 cm, prodotte anche nella parte legnosa più vecchia priva di foglie, portanti numerosi fiori di 10-12 cm di diametro, singoli o in coppia, che si aprono in successione, di colore rosso corallo. Corolla con 5 sepali oblunghi, di circa 4 cm di lunghezza e 1 cm di larghezza, carenati, 5 petali oblunghi, leggermente più corti dei sepali, e corona con tre serie di filamenti, quelli della serie esterna, di circa 0,5 cm di lunghezza, sono di colore generalmente bianco o porpora con estremità bianca; i fiori sono autosterili, per la fecondazione incrociata occorre pertanto la presenza di un’altra pianta non ricavata per via vegetativa dalla stessa, possono comunque essere fecondati dal polline di un’altra specie compatibile, come quello della Passiflora caerulea.

Il frutto è una bacca oblunga di circa 6 cm di lunghezza e 2-2,5 cm di diametro di colore verde pallido a maturità contenente numerosi semi obovati lunghi circa 0,5 cm; la polpa che circonda i semi è edule. Si riproduce per seme, eventualmente scarificato e tenuto in acqua per due giorni per favorirne la germinazione, in terriccio sabbioso ricco di sostanza organica, mantenuto umido alla temperatura di 22-24 °C, con tempi di germinazione variabili, anche lunghi, ma solitamente e facilmente si ricorre alla talea semilegnosa in estate e margotta in primavera.

Specie tra le più ornamentali del genere Passiflora, vigorosa, di veloce crescita e dalla fioritura che si protrae per buona parte dell’anno, che ha dato origine a numerosi ibridi. Coltivabile nei climi tropicali, subtropicali e marginalmente in quelli temperato caldi, dove temperature intorno a 0 °C sono eccezioni di breve durata; richiede pieno sole o una leggera ombreggiatura e suoli fertili e ben drenati, da leggermente acidi a leggermente alcalini, con innaffiature regolari e abbondanti in estate, mantenendo il terreno leggermente umido in inverno. Dove il clima non consente la permanenza con continuità all’aperto, può essere coltivata in vaso in terriccio sabbioso, drenante, ricco di sostanza organica, per potere essere ricoverata in inverno in ambiente protetto, luminoso, con temperature preferibilmente non inferiori a 14 °C.

Sinonimi: Passiflora princeps Lodd. (1818).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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