Paxillus involutus

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Testo © Pierluigi Angeli

 

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Il cappello del Paxillus involutus è inizialmente convesso, poi piano ed infine anche imbutiforme © Giuseppe Mazza

Famiglia: Paxillaceae Lotsy, 1907

Genere: Paxillus Fries, 1836

Paxillus involutus (Batsch : Fries) Fries, 1838

Il nome specifico deriva dal latino “involutus” ravvoltato, involuto, ripiegato verso l’interno; riferito al margine del cappello.

Questa specie è conosciuta anche con nomi popolari o dialettali, in Italia: “Pacsillo accartocciato”, “Pacsillo involuto”; in Francia: “Paxille enroulé”; in Spagna: “Paxil·la de marge involut”, “Paxilo enrollado”, “Orri-ondo hitzaile”; in Germania: “Kahler Krempling”, “Kahle”, “Verkahlende Krempling”; in Inghilterra: “involute paxillus”, “brown roll-rim”, “common roll-rim”, “poison pax”.

Descrizione del genere

Il genere Paxillus si caratterizza per avere un habitus clitocyboide, se terricolo, pleurotoide o boletoide, se lignicolo. Sono carpofori carnosi, di taglia medio-grande; cappello da convesso a depresso con la superficie glabra o tomentosa, da bruno a bruno-ocraceo a beige olivastro, talvolta virante, prima al rossastro poi al nerastro, allo sfregamento; il margine lungamente involuto; le lamelle fitte, decorrenti sul gambo, si separano facilmente dalla carne del cappello; il gambo ± eccentrico o laterale, subconcolore al cappello; odore e sapore non significativi. Spore ellissoidali, cheilocistidi, pleurocistidi e caulocistidi presenti. Le spore in massa sono bruno-ruggine.

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Comune ma tossico anche cotto, può raggiungere i 10 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Descrizione della specie

Cappello: 4-10 cm, inizialmente convesso, poi rapidamente piano ed infine anche imbutiforme, margine a lungo involuto poi incurvato verso il basso, qualche volta lobato; superficie finemente feltrata, vellutata, tomentosa, opaca, vischiosa a tempo umido, di colore bruno-olivastro, bruno-fulvo, bruno-ocra, anche color cannella, virante al bruno-rossastro alla manipolazione.

Imenio: lamelle fitte, decorrenti, arcuate, forcate o anastomizzate all’attaccatura del gambo, non molto larghe, facilmente separabili dalla carne del cappello, da ocra-pallido a brune, alla manipolazione diventano bruno-tabacco scure.

Gambo: 3-7 × 1-2 cm, cilindroide, attenuato in basso, incurvato in prossimità della base, eccentrico, pieno, fibrilloso, ± concolore al cappello ma con toni ocra poi bruni, bruno-rossastro scuro alla manipolazione.

Carne: compatta, soda poi molle, di colore giallo poi bruno rossiccio al taglio. Odore quasi nullo, gradevole, sapore amarognolo.

Habitat: cresce in estate e in autunno, a gruppi anche numerosi, in boschi sia di latifoglia sia di conifera.

Commestibilità: tossico.

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Basidi, cistidi e spore di Paxillus involutus © Pierluigi Angeli

Microscopia: Spore ellissoidali, ovoidali, lisce, guttulate, 6,87-10 × 5-6,8 µm, Qm = 1,42, bruno ruggine in massa. Basidi clavati, tetrasporici, con giunti a fibbia, 37,5-45 × 8,25-10,75 µm. Cistidi fusiformi, 65-87,5 × 12,5-16,25 µm.

Osservazioni: si tratta di una specie piuttosto comune, nasce in qualsiasi tipo di bosco nel periodo autunnale. Questa specie, che in passato era considerata tossica solo da cruda e che una volta cotta era data per buon commestibile, oggi, a causa di numerosi casi d’intossicazioni, è considerata tossica sempre.

Può assomigliare al Paxillus filamentosus (Scopoli) Fries 1838, che però cresce sotto ontano ( Alnus glutinosa Linneo e Alnus incana Linneo), è di taglia più piccola, ha il cappello squamoso e le lamelle non si macchiano alla manipolazione; il Paxillus rubicundulus Orton 1969, di taglia intermedia, con fibrille ramate sul cappello e le lamelle che si macchiano di rossastro.

Sinonimi: Agaricus involutus Batsch 1786 (basionimo); Omphalia involuta (Batsch) Gray, 1821; Rhymovis involuta (Batsch) Rabenhorst 1844; Agaricus contiguus Bulliard. 1785.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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