Pentadesma butyracea

Famiglia : Clusiaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Pentadesma butyracea è un albero tropicale con frutti commestibili, dolci a maturazione © G. Mazza

La specie è originaria dell’Africa centro occidentale (Benin, Camerun, Congo, Costa D’Avorio, Gabon, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Nigeria, Sierra Leone, Togo e Zaire), dove cresce nelle dense foreste pluviali, sulle rive dei fiumi e in zone paludose.

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “penta” = cinque e “desma” = fascio, con riferimento agli stami riuniti in cinque fasci; il nome specifico deriva dal latino “butyrum” = burro, con riferimento alla presenza di olio nei semi.

Nomi comuni: black mango tree, butter tree, candle tree, candle butter tree, kanya, tallow tree (inglese); arbre à beurre, arbre à chandelle, lami (francese); mamão, mata passo, pau ová (portoghese); árbol del sebo (spagnolo).

La Pentadesma butyracea Sabine (1824) è un albero sempreverde o semideciduo, perden- do parzialmente le foglie nella stagione secca, alto fino a circa 30 m con un diametro fino a 1,3 m; la corteccia è brunastra e finemente fessu- rata longitudinalmente.

Le foglie, su un picciolo lungo circa 2,5 cm, sono opposte e raggruppate all’apice dei rami, di forma generalmente obovata, lunghe 10-20 cm e larghe 3-7 cm, coriacee, di colore verde intenso lucido superiormente, verde chiaro infe- riormente e punteggiate di ghiandole resinose.

Infiorescenze a pannocchia portanti 1-7 fiori con petali ovati lunghi 6 cm, di colore da bianco rossastro a bianco verdastro, e numerosi stami riuniti in cinque fasci fusi alla base; i fiori emanano un odore che ricorda quello del burro rancido.

I frutti sono bacche ellissoidi di colore bruno rossastro con apice appuntito, di 10-15 cm di lunghezza e 6-10 cm di diametro, contenenti una polpa gialla, commestibile e dolce nei frutti maturi, amara in quelli acerbi, in cui sono annegati da 3 a 15 semi appiattiti, lunghi 3-4 cm, di colore bruno.

Si riproduce facilmente per seme che deve essere messo a dimora nel più breve tempo possibile perché perde velocemente la germinabilità; il substrato deve essere drenante, ricco di humus, e ad una temperatura di 22-26 °C. Germina in circa 2 settimane, a volte la germinazione inizia nello stesso frutto.

Specie poco coltivata al di fuori delle zone d’origine, richiede un clima tropicale umido con una piovosità annua superiore a 1000 mm.

I semi contengono dal 30 al 40% di olio costituito per il 54% da acido oleico, 45 % acido stearico, 1,2% da acido palmitico e diversi aminoacidi; l’olio può essere estratto per pressatura o cottura, è solido a temperatura ambiente, quasi insapore, di colore giallo e non irrancidisce, viene utilizzato per cuocere e nella fabbricazione di margarina, saponi, candele, nell’industria cosmetica, ecc.

L’albero, per il legno duro e resistente di colore giallastro o rosato, facile da lavorare e poco attaccabile dagli insetti, è variamente impiegato nelle costruzioni, nelle imbarcazioni e per parti di automobili; localmente viene utilizzato anche come combustibile e nella riforestazione. Decotti di radici e corteccia sono utilizzati nella medicina tradizionale.

Sinonimi: Pentadesma parviflora Exell (1927).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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