Phalaenopsis pulchra

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria delle Filippine dove cresce nelle foreste umide in prossimità di corsi d’acqua, fino a circa 600 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione dei sostantivi greci “φάλαινα” (phalaina) = farfalla e “ὄψις“ (opsis) = aspetto, con ovvio riferimento; il nome specifico è l’aggettivo latino “pulcher, chra, chrum” = bello.

Nomi comuni: purple orchid (inglese).

La Phalaenopsis pulchra (Rchb.f.) H.R.Sweet (1968) è una specie epifita con fusto corto ricoperto dalle basi fogliari imbricate e foglie carnose oblungo-ellittiche con apice leggermente appuntito, lunghe 12-18 cm e larghe 5-6 cm. Infiorescenze laterali arcuate, lunghe 10-25 cm, portanti pochi fiori carnosi, lucidi, di colore magenta scuro uniforme con macchia gialla sui lobi laterali del labello, di lunga durata, circa 4 settimane, di 4-5 cm di diametro. Sepali ovato-ellittici con apice leggermente appuntito, di 1,8-2,6 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di larghezza, petali da ellittici a ovato-ellittici con apice più o meno appuntito, di 1,6-2,2 cm di lunghezza e 0,8-1 cm di larghezza. Labello trilobato, lungo 1,8-2,3 cm di lunghezza e 1,6-2 cm di larghezza, con lobi laterali eretti oblunghi con apice troncato e lobo mediano flabellato, carnoso, carenato lungo la linea mediana e provvisto di sparsi peli al centro in prossimità dell’apice; la colonna, leggermente arcuata, è lunga 0,8-1,2 cm. Si riproduce per seme, in vitro, per micropropagazione ed a livello amatoriale tramite le giovani piante che facilmente si formano sulla infiorescenza (in gergo “keiki”, che in hawaiano significa “figli”), che possono essere rimosse quando hanno formato un buon apparato radicale.

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La Phalaenopsis pulchra è un’epifita delle Filippine con foglie di 12-18 cm e vistosi fiori, di 4-5 cm di diametro, che durano quasi un mese © Giuseppe Mazza

Specie dai fiori particolarmente attraenti per il colore e la consistenza, richiede una esposizione luminosa, anche qualche ora di sole diretto al mattino in inverno, temperature intermedie, 20-32 °C, con valori minimi notturni invernali non inferiori a 13 °C ed alta escursione termica giornaliera, elevata umidità, 75-90%, e costante movimento dell’aria. Le innaffiature devono essere regolari durante tutto l’anno, ma senza ristagni, solo leggermente più diradate in inverno in corrispondenza di temperature più basse, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Concimazioni ogni due settimane preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione, da sospendere durante i mesi invernali. Può essere montata su tronchi, pezzi di corteccia, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, con dello sfagno alla base per mantenere l’umidità, o coltivata in vasi o canestri con composto drenante e aerato che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura e sfagno con eventuale aggiunta di inerti; i rinvasi vanno effettuati alla fine della fioritura. Con temperature medie costantemente elevate e bassa escursione termica giornaliera questa specie tende a produrre lunghi steli che portano solo keiki, ma che a loro volta possono fiorire sulla pianta madre; gli steli vanno tagliati solo quando completamente secchi.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Phalaenopsis lueddemanniana var. pulchra Rchb.f. (1875); Phalaenopsis lueddemanniana var. purpurea Ames & Quisumb. (1932); Polychilos pulchra (Rchb.f.) Shim (1982).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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