Phalaenopsis violacea

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Epifita della Malaysia Peninsulare e Sumatra, la Phalaenopsis violacea ha un fusto corto, nascosto da foglie carnose e imbricate, di 15-25 cm, che possono raggiungere i 12 cm di larghezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Malaysia Peninsulare e Sumatra dove cresce nelle foreste umide in prossimità di corsi d’acqua o in zone paludose a basse altitudini.

Il nome generico è la combinazione dei sostantivi greci “φάλαινα” (phalaina) = farfalla e “ὄψις“ (opsis) = aspetto, con ovvio riferimento; il nome specifico è l’aggettivo latino “violaceus, a, um” = violaceo, con riferimento al colore dei fiori.

Nomi comuni: violet moth orchid, violet phalaenopsis (inglese).

La Phalaenopsis violacea H.Witte (1861) è una specie epifita con fusto corto, interamente nascosto dalle basi fogliari imbricate, e foglie da ellittiche a oblungo-ellittiche, di 15-25 cm di lunghezza e 7-12 cm di larghezza, carnose, di colore verde intenso e lucide superiormente. Infiorescenze laterali piuttosto corte con rachide appiattito portante fiori cerosi, gradevolmente profumati, di 4-7 cm di diametro, che si aprono in successione 1-2 alla volta, con sepali e petali di colore verdastro chiaro soffuso di violaceo alla base, più intenso nella metà inferiore dei sepali laterali e labello con lobo mediano porpora violaceo e lobi laterali gialli alla base e violacei all’apice; esistono in natura individui interamente di colore bianco con sfumature verdastre agli apici di sepali e petali. Sepali oblunghi con apice appuntito, di 2-3,5 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di larghezza, petali ovato-ellittici, di 2-3 cm di lunghezza e 0,7-1,7 cm di larghezza, labello trilobato, lungo 1,8-2,6 cm e largo 0,8-1 cm, con lobi laterali oblunghi con apice troncato, di 0,7 cm di lunghezza, ricurvi fino a toccarsi, e lobo mediano obovato con apice appuntito e carnoso.

Una delle Phalaenopsis più coltivate e usate nelle ibridazioni per la bellezza ed il profumo dei suoi fiori di lunga durata, circa un mese, richiede una posizione ombreggiata, temperature medio-alte, 20-30°C, con valori minimi notturni in inverno non inferiori a 18 °C, elevata umidità atmosferica, 75-85%, e aria in costante movimento. Le innaffiature e nebulizzazioni devono essere regolari, preferibilmente nella prima metà della giornata in modo da permettere alla pianta di essere asciutta per la notte, in particolare all’ascella delle foglie, essendo sensibile ai marciumi, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. In appartamento, dove l’umidità è lontana dai valori richiesti, questa può essere aumentata con nebulizzazioni frequenti con acqua a temperatura ambiente o ponendo la pianta sopra un largo sottovaso riempito di argilla espansa o pietrisco con uno strato d’acqua non a diretto contatto con essa, in modo da crearle attorno un microclima umido.

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Gravemente minacciata in natura per la sua bellezza, è una delle Phalaenopsis più apprezzate, per i fiori profumati, di lunga durata, larghi fino a 7 cm. Ha dato origine a numerosi ibridi coltivabili anche in casa © Giuseppe Mazza

Può essere montata su tronchi, corteccia o zattere di sughero o di felci arborescenti, oppure coltivata in vaso utilizzando un composto particolarmente drenante e aerato, costituito ad esempio, da frammenti di corteccia di media pezzatura e carbone vegetale con eventuale aggiunta di inerti per migliorare il drenaggio, in questo caso le innaffiature devono essere opportunamente più diradate rispetto alle piante montate per evitare pericolosi ristagni idrici alle radici.

Concimazioni bisettimanali utilizzando un concime idrosolubile bilanciato, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione. I rinvasi vanno effettuati solo quando il substrato si è decomposto e alla ripresa vegetativa. Lo stelo floreale va tagliato quando completamente secco, potendo rifiorire per più anni.

Per la riduzione del suo habitat e la raccolta indiscriminata la sua popolazione si è ridotta notevolmente tanto da essere inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) come “Vulnerable” (specie a rischio di estinzione in natura).

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Phalaenopsis violacea var. alba Teijsm. & Binn. (1862); Stauritis violacea (H.Witte) Rchb.f. (1862); Stauropsis violacea (H.Witte) Rchb.f. (1862); Polychilos violacea (H.Witte) Shim (1982); Phalaenopsis violacea f. alba (Teijsm. & Binn.) Christenson (2001); Phalaenopsis violacea f. coerulea Christenson (2001).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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