Philodendron guttiferum

Famiglia : Araceae

Testo © Pietro Puccio

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In casa ha bisogno di molta luce senza sole diretto © G. Mazza

Il Philodendron guttiferum Kunth (1841) è originario delle foreste pluviali dell’America meridionale tropicale (Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela).

Il nome generico è la combinazione dei termini greci “philos” = amico e “déndron” = albero, con riferimento al portamento solitamente rampicante delle specie appartenenti al genere; il nome specifico è la combinazione dei termini latini “gutta” = goccia e “fero” = portare, con riferimento alla formazione di minuscole gocce d’acqua ai margini della lamina fogliare.

Erbacea sempreverde semiepifita, rampicante, a volte ricadente, o strisciante al suolo con fusti a volte ramificati di circa 1 cm di diametro radicanti ai nodi; piccioli lunghi 5-18 cm, alati per quasi tutta la lunghezza, foglie oblunghe o ellittiche, acuminate all’apice, quelle dei fusti striscianti al suolo sono lunghe fino a 14 cm e larghe circa la metà, quelle sui fusti rampicanti sono lunghe 15-25 cm e larghe 10-15 cm con internodi di 2-15 cm, mentre i fusti pendenti sono a volte privi di foglie per lunghi tratti, fino a 4 m di lunghezza, con internodi fino a 30 cm.

L’infiorescenza è costituita da uno spadice lungo 10-16 cm con fiori unisessuali, quelli femminili occupano la parte inferiore per una lunghezza di circa 5 cm, quelli maschili la restante parte, la zona femminile è di colore verde, quella maschile bianca; lo spadice è circondato da una spata di colore verde giallastro lunga 10-18 cm e larga circa 5 cm, tubolare nella parte inferiore; i frutti sono bacche oblunghe bianche, 6x4 mm, contenenti 2-3 semi. Si riproduce per seme, margotta, talea di punta e per porzioni di fusto.

La specie è coltivabile all’aperto nelle regioni tropicali e subtropicali umide, in luoghi ombrosi come coprisuolo o lasciata arrampicare su alberi su cui aderisce con le sue radici aeree.

In vaso, per la decorazione di interni, viene fatta arrampicare su tutori rivestiti di sfagno o materiale sintetico capace di trattenere l’umidità e va posizionata in luogo luminoso, ma lontano dal sole diretto in ambienti con temperature superiori ai 14-16°C, ottimali intorno a 20-22°C.

Necessita di substrati molto porosi, drenanti e ricchi di sostanza organica; le innaffiature devono essere frequenti in estate per diradarle in inverno evitando sempre ristagni d’acqua che possono provocare marciumi.

Tutte le parti della pianta contengono sostanze tossiche, in particolare ossalato di calcio, potenzialmente irritanti.

Sinonimi: Caladium guttiferum Poepp. ex Kunth (1841); Philodendron tessmannii K.Krause (1932); Philodendron krukovii Gleason (1933); Philodendron inaequilaterum subsp. anthoblastum G.S.Bunting (1986).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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