Phoenicopterus roseus

Famiglia : Phoenicopteridae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Il Fenicottero rosa o maggiore ( Phoenicopterus roseus ), stabilmente nidificante in Europa, raggiunge i 150 cm di lunghezza, gambe incluse, con analoga apertura alare © Gianfranco Colombo

Il Fenicottero rosa o maggiore ( Phoenicopterus roseus - Pallas, 1811) appartiene all’ordine dei Phoenicopteriformes ed alla famiglia dei Phoenicopteridae ed è il più grande fra i rappresentanti di questa famiglia e l’unica specie stabilmente nidificante in Europa.

E’ un tipico uccello di aree tropicali e la sua comparsa nei nostri cieli è da sempre vista come una proiezione sul territorio europeo di bellezze esotiche. Osservarli ci fa sognare ed immaginare terre lontane. Fra tutti i fenicotteri, il rosa è forse la specie con i colori meno accesi tanto da risultare totalmente bianco quando posato a terra e mostra il tipico colore da cui trae il nome scientifico, solo quando in volo.

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Particolarmente docile, veniva già allevato dagli antichi Romani per la sua eleganza esotica e la grossa lingua, considerata a quei tempi una ricercata delicatezza culinaria © Gianfranco Colombo

La specie più affine e con la quale condivide gran parte dell’areale, è il Fenicottero minore ( Phoeniconaias minor ) che in realtà è uno dei più colorati anche se collocato al rango di più piccolo e senza alcun riferimento al suo splendido colore nella classificazione scientifica della specie.

Il fenicottero rosa è conosciuto in Europa sin dal tempo degli antichi Romani, quando veniva tenuto in cattività per le sue particolari fattezze, per la sua eleganza e per il colore ma ancor più per la sua lingua che veniva considerata una ricercata delicatezza culinaria.

La particolare docilità che questo uccello mostra quando tenuto in cattività, lo rende adatto a vivere in qualsiasi zoo o parco naturalistico anche se col tempo tende a perdere molto del colore che lo caratterizza allo stato naturale.

La grande quantità di betacarotene che assume attraverso l’alimentazione altamente specializzata, è la base essenziale per il mantenimento della sua colora- zione naturale mancando la quale, è irrimediabil- mente destinato a perdere la sua magnifica tonalità. In cattività questa deficienza, è parzialmente sopperita con alimenti artificialmente colorati. I fenicotteri si nutrono di microorganismi e di alghe che vivono in acque fortemente saline ed alcaline, ambienti di difficile ricostruzione all’interno di strutture artificiali.

Sono anche uccelli molto resistenti alle variazioni di temperatura nonchè molto longevi, tanto che pochi anni orsono venne battuto un glorioso primato da parte di un esemplare che ha vissuto nello zoo di Adelaide in Australia per ben 83 anni.

L’etimologia del genere Phoenicopterus trae origine dal greco “phoinix” = rosso, carminio e “pteron” = ala e il nome della specie dal latino “roseus” = rosa, per la sua colorazione.

Alcuni nomi volgari dati in Europa. In inglese Greater Flamingo, in tedesco Rosaflamingo, in spagnolo Flamenco comun, in francese Flamant rose ed in portoghese Flamingo-comun.

Zoogeografia

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A parte qualche isolata colonia nell’Europa mediterranea, lo troviamo in tutta l’Africa australe, in Asia nelle paludi del Rann of Kutch del Gujarat indiano ed in Pakistan © Gianfranco Colombo

Il fenicottero rosa vive in Africa, Asia ed in alcune aree dell’Europa mediterranea.

Tipico di lagune salmastre e di laghi alcalini, lo si trova in tutta l’Africa australe dove sono presenti questi habitat ed in Asia nelle paludi del Rann of Kutch del Gujarat indiano ed in Pakistan. In Europa lo si trova in colonie isolate in Francia alle foci del Rodano in Camargue, in Spagna nella riserva di Coto Doñana alle foci del Guadalquivir ed in altre lagune costiere, in Portogallo, a Cipro ed in Grecia.

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E’ un tipico abitante di lagune salmastre e laghi alcalini, dove prosperano particolari cianobatteri filamentosi, noti come spirulina, ed i microscopici crostacei che sono alla base della sua dieta © Gianfranco Colombo

In Italia è presente nelle paludi di Comacchio, nel delta del Po, in Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia ed in Sardegna dove è collocata la più importante colonia nidificante italiana.

In gran parte migratore nei territori europei, in Africa è tipicamente residente anche se regolare migratore interno fra i diversi laghi della Great Rift Valley.

Notevoli le presenze sui laghi Bogoria, Nakuru, Etosha Pan, Magadi e Natron ma spesso presente lungo le paludi saline litoranee atlantiche come a Walwis bay in Namibia e verso nord fino alla Mauritania e Senegal. E’ presente isolatamente sul lago Ciad. Le popolazioni asiatiche sono pressochè residenti.

Ecologia-Habitat

Tutti i componenti della famiglia dei fenicotteri dipendono strettamente dalla particolare alimenta- zione ed ai luoghi dove tale cibo è presente.

La presenza di questo uccello è quindi legata agli acquitrini salmastri, ai laghi con acque alcaline, alle paludi costiere aperte all’afflusso dell’acqua marina, alle vasche di decantazione per l’estrazione del sale marino.

Morfofisiologia

Le dimensioni di questo fenicottero sono notevoli e ciò facilita il suo riconoscimento quando presente, frammisto ad altre specie, all’interno degli immensi stormi africani.

Ha una lunghezza di cm 100 che arriva a 150 cm se includiamo le lunghissime zampe. Ha un peso da 2 a 4 kg ed un’apertura alare di 150 cm.

Come tutti i fenicotteri ha una forma alquanto strana ed ancor più meraviglia come possa rimanere sospeso in aria quando vola.

Un collo lunghissimo ed esile che occupa quasi la metà della sua lunghezza totale e che a riposo tiene spesso attorcigliato su se stesso per poter appoggiare lo stranissimo ed enorme becco tra le piume del dorso. Quando in volo è invece tenuto steso in avanti ed il becco proteso spavaldamente verso l’alto.

Come accade per il Phoeniconaias minor questo insolito becco, a prima vista indecifrabile, serve a filtrare migliaia di litri di acqua al giorno. Una pompa naturale che aspira e nel contempo pompa all’esterno con un movimento velocissimo e continuo della tozza e tonda lingua, che funziona praticamente come un instancabile stantuffo di una pompa idraulica, trattenendo tra le strettissime lamine che contornano il bordo del becco, le microscopiche alghe e i piccoli crostacei che compongono la loro dieta.

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Uno, due, tre rimbalzi ... e via. Prendere il volo sul pelo dell’acqua non è sempre facile con 2-4 kg di peso © Gianfranco Colombo

Le zampe sono praticamente della medesima lunghezza del collo tanto che quando si alimenta immergendo il becco nell’acqua, lo fa rimanendo in piedi senza il minimo accenno di inchino.

Il corpo è tozzo e quando in volo è tenuto al di sopra della linea formata da collo e zampe che risultano invece cadenti rispettivamente in avanti ed all’indietro come se troppo pesanti e lunghe per le loro dimensioni.

Il colore di base del fenicottero maggiore è il bianco e solo le copritrici alari mostrano il colore rosa che gli ha dato il nome scientifico e volgare.

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I canneti della Camargue in Francia ospitano un’importante colonia alle foci del Rodano, ma in Europa nidifica anche in Spagna nella riserva di Coto Doñana alle foci del Guadalquivir ed in altre lagune costiere, in Portogallo, a Cipro ed in Grecia. In Italia è presente nelle paludi di Comacchio e delta del Po, in Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia e Sardegna © Gianfranco Colombo

Le remiganti sono nere e come le copritrici rosa, sono visibili solo quando l’uccello è in volo. A riposo appaiono solo alcune piume rossastre che si abbinano alle lunghe zampe ed al becco anch’essi dello stesso colore. Anche gli occhi sono di color rosa acceso.

Il becco è massiccio e curvato a metà della sua lunghezza, di 90° verso il basso, appunto per le necessità prima descritte. La punta del becco è nera. Le dita sono palmate.

Non vi è dimorfismo sessuale evidente se non per una leggera e minor dimensione della femmina.

I giovani non evidenziamo il colore rosa, evidente negli adulti, che viene acquisito solo al terzo anno quando raggiungono la maturità.

Etologia-Biologia riproduttiva

Il Phoenicopterus roseus si nutre di microscopici crostacei come l’ Artemia salina e particolari organismi d’acqua salmastra come quelli appartenenti ai generi Chironomus, Arthrospira, Oscillatoria, Lyngbya e Navicula. Esseri infinitesimamente piccoli e praticamente invisibili all’occhio umano che rendono necessaria un’accurata operazione di filtratura per poter essere intercettati e assunti. Come tutti i fenicotteri la cattura di questi microorganismi avviene tenendo il becco capovolto con la mandibola superiore immersa sotto la superficie dell’acqua e la inferiore appena fuori.

Il fenicottero rosa è monogamo e forma coppie stabili solo durante il periodo di nidificazione. Il nido viene costruito da entrambi i partner ammucchiando del fango misto ad alghe e vegetali fino a formare un piccolo tronco di cono tanto da mantenere l’unico uovo all’asciutto da eventuali ed inaspettati innalzamenti del livello dell’acqua.

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I fenicotteri depongono un solo uovo. Il piccolo del Phoenicopterus roseus è in grado di volare a 90 giorni circa dalla nascita e allo zoo di Adelaide un esemplare ha raggiunto gli 83 anni d’età © Gianfranco Colombo

I nidi sono posti a distanze così ravvicinate da non superare a volte i 50 cm uno dall’altro. La cova è alternata fra i sessi.

Nidifica in grandi colonie grazie alle quali crea una linea difensiva verso i numerosi predatori anche se ben poco riesce a fare quando si tratta di aquile, di grossi strigidi, di marabu (Leptoptilos crumenifer) ed anche di iene e sciacalli.

L’uovo schiude dopo circa 30 giorni ed i piccoli quando nascono sono coperti da peluria grigiastra che manterranno fino alla crescita della prima livrea.

La maturità avviene dopo il terzo anno anche se la prima riproduzione può avvenire anche dopo diversi anni.

Interessante capire come facciamo i genitori a ritrovare in mezzo ad una nursery di centinaia di migliaia di piccoli il proprio piccolo. Una immensa marea grigiastra, continuamente in rapido movimento, in un parapiglia infernale corredato da un incredibile schiamazzo.

I fenicotteri sono in grado di prendere il volo solo dopo circa 90 giorni dalla nascita. Come detto i fenicotteri sono longevi anche allo stato naturale per cui non è considerata specie a rischio. E’ largamente protetto in tutto il Continente europeo.

Sinonimi

Phoenicopterus antiquorum - Temminck, 1815.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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