Phoenix reclinata

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Cespitosa con fusti sottili, raggiunge i 12 m d’altezza. Relativa resistenza al freddo © Giuseppe Mazza

La Phoenix reclinata Jacq. (1801) è originaria di una vasta area dell’Africa tropicale e subtropicale, isole Comoro, Madagascar e Penisola arabica sudoccidentale. Cresce in un’ampia varietà di ambienti, dalle foreste pluviali alle savane semiaride, dal livello del mare a circa 2500 m di altitudine.

Il termine generico è il nome greco dato nell’antichità alla palma da dattero ( Phoenix dactylifera ); il termine specifico latino “reclinata” = inclinata, fa riferimento alla curvatura dell’estremità della foglia.

E’ comunemente nota come: “senegal date palm”, “wild date palm” (inglese); “dattier du Sénégal” (francese); “Senegaldattelpalme” (te- desco); “palmera del Senegal”, “palmera reclinada”, “palmera datilera del Senegal” (spa- gnolo); “tamareira-do-senegal” (portoghese).

La specie, cespitosa, è caratterizzata da fusti sottili, mediamente 13-15 cm di diametro, alti fino a 12 m ed elegantemente arcuati, tranne quello centrale, in cui sono ben visibili e distanziate le cicatrici delle basi fogliari.

I fusti sono lisci e percorsi da spaccature verticali, tranne per una zona di circa 1,5 m sotto la chioma in cui persistono per un certo tempo i residui dei piccioli fogliari che successivamente si distaccano spontaneamente.

Le foglie sono lunghe intorno a 3 m e danno una immagine di leggerezza un po’ scapigliata; la parte terminale è elegantemente e bruscamente curvata verso il basso, caratteristica da cui deriva il nome della specie.

Le pinnule, lunghe circa 25 cm nella parte mediana, sono rigide, appuntite, di colore verde lucido, ridotte a spine alla base.

Pianta dioica (ogni individuo porta o solo fiori maschili o solo fiori femminili ) produce infiorescenze molto ramificate tra le foglie, cui seguono, nelle piante femminili, frutti ovoidi lunghi circa 18-20 mm di colore giallo arancio. Si riproduce per divisione o per seme che germina in circa 2 mesi; si ibrida facilmente con le altre Phoenix .

In coltivazione sono spesso presenti suoi ibridi, che comunque presentano un alto valore ornamentale e paesaggistico, specie quando il loro aspetto è prossimo a quello della specie; è coltivabile nelle zone a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, in pieno sole ed in un’ampia varietà di suoli. La resistenza alle basse temperature della specie pura non è elevata (intorno a -3 °C), maggiore quella degli ibridi.

Sinonimi: Phoenix spinosa Schumach. & Thonn. (1827); Fulchironia senegalensis Lesch. in R.L.Desfontaines (1829); Phoenix equinoxialis Bojer (1837); Phoenix leonensis Lodd. ex Kunth (1841); Phoenix abyssinica Drude (1895); Phoenix comorensis Becc. (1906); Phoenix reclinata var. madagascariensis Becc. (1906); Phoenix reclinata var. somalensis Becc. in E.Chiovenda, (1916); Phoenix reclinata var. comorensis (Becc.) Jum. & H.Perrier, (1945); Phoenix baoulensis A.Chev. (1952); Phoenix djalonensis A.Chev. (1952); Phoenix dybowskii A.Chev. (1952).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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