Phyllanthus pulcher

Famiglia : Phyllanthaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Borneo, Cambogia, Cina (Guanxi e Yunnan), Giava, Laos, Malaysia, Myanmar, Sumatra, Thailandia e Vietnam dove cresce nelle foreste aperte prevalentemente lungo le rive di corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 1800 m di altitudine.

Il nome generico è la combinazione dei sostantivi greci “φύλλον” (phyllon) = foglia e “ἄνθος” (anthos) = fiore, con riferimento ai fiori che in alcune specie appartenenti al genere nascono sui fusti piatti (cladodi) simili a foglie; il nome specifico è l’aggettivo latino “pulcher, chra, chrum” = bello, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: dragon-of-the-world, tropical leaf-flower (inglese); yun gui ye xia zhu (cinese); kelurut tanjong, naga buana, semelit patong (malese); kra thuep yop, toraneesarn (thailandese); chó đẻ dáng đẹp, diệp hạ châu đẹp, me dáng đẹp, me lá lệch (vietnamita).

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Originario del Sud-Est asiatico, il Phyllanthus pulcher è un arbusto molto decorativo con virtù medicinali © Giuseppe Mazza

Il Phyllanthus pulcher Wall. ex Müll.Arg. (1863) è un arbusto semilegnoso sempreverde, alto 0,5-1,2 m, con fusti eretti e rami plagiotropici (più o meno paralleli al terreno), lunghi fino a 40 cm. I rami sono provvisti di foglie, su un picciolo lungo 1-2 mm, semplici, alterne, distiche, obliquamente oblungo-ovate, apiculate (l’apice arrotondato della foglia si restringe bruscamente in una corta punta) e con margine intero, lunghe 1,5-3 cm e larghe 0,6-1,3 cm, di colore verde superiormente, grigio verde inferiormente; per la particolare disposizione delle foglie il ramo ha l’aspetto di una foglia pennata. Infiorescenze ascellari con fiori unisessuali, solitamente con un solo fiore femminile verso l’apice del ramo e con uno o più maschili verso la base. Fiori maschili, su un pedicello lungo 0,5-1,5 cm, con 4 sepali ovato-triangolari, lunghi 2-3 mm e larghi 1-2 mm, di colore rosso porpora alla base, biancastro verso l’apice, con margini frangiati, e 2 stami. Fiori femminili, su un pedicello lungo 1,5-2,5 cm, con 6 sepali ovato-triangolari, lunghi 3-4 mm e larghi 1-1,5 mm, con margini frangiati, dello stesso colore dei maschili, ovario supero subgloboso triloculare, glabro, e tre stili con apice bifido. I frutti sono capsule subglobose di colore bruno, di circa 3 mm di diametro, contenenti generalmente due semi trigoni per loculo, di circa 2,5 mm di lunghezza e 0,4 mm di spessore.

Si riproduce generalmente per seme in terriccio sabbioso mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C; può propagarsi anche per talea in primavera-estate.

Specie coltivata per le virtù medicinali che le vengono attribuite, in particolare nel sudest asiatico, e come ornamentale, per il fogliame e la caratteristica fioritura pressoché continua, nei paesi a clima tropicale e subtropicale, dove in alcuni situazioni è sfuggita alla coltivazione comportandosi da infestante. Richiede una posizione preferibilmente in pieno sole e suoli drenanti ricchi di sostanza organica mantenuti pressoché costantemente umidi.

Foglie e radici sono da lungo tempo utilizzate nella medicina tradizionale per alleviare disturbi di varia natura; studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza nella pianta di composti con forte attività citotossica contro diversi tipi di cancro, risultati che hanno destato notevole interesse presso i ricercatori del settore.

Sinonimi: Epistylium glaucescens Baill. (1858); Epistylium phyllanthoides Baill. (1858); Epistylium pulchrum Baill. (1858); Reidia glaucescens Miq. (1859); Phyllanthus zollingeri var. microphyllus Müll.Arg. (1863); Phyllanthus pallidus Müll.Arg. (1866); Diasperus pallidifolius Kuntze (1891); Diasperus pulcher (Wall. ex Müll.Arg.) Kuntze (1891); Phyllanthus asteranthos Croizat (1940); Phyllanthus lacerilobus Croizat (1944).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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