Pinalia multiflora

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria di Bali, Giava e Sumatra dove vive sugli alberi delle foreste umide tra 800 e 2200 m di altitudine.

La Pinalia multiflora (Blume) Kuntze (1891) è una specie epifita che forma densi cespi con rizoma strisciante e pseudobulbi, distanziati tra loro di circa 1 cm, clavato-cilindrici, leggermente compressi lateralmente, di 15-32 cm di altezza e 0,7-0,8 cm di diametro.

Gli pseudobulbi sono provvisti lungo la parte superiore di 2-7 foglie lineari-lanceolate con apice da acuto a ottuso, lunghe 10-22 cm e larghe 1,5-2,6 cm.

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La Pinalia multiflora è un’epifita a densi cespi di Bali, Giava e Sumatra. Pseudobulbi di 15-32 cm con 2-7 foglie lineari-lanceolate © Giuseppe Mazza

Le infiorescenze sono spighe compatte, lunghe 10-15 cm, prodotte ai nodi superiori e opposte alle foglie, portanti una moltitudine di minuscoli fiori, circa 0,5 cm di diametro, bianco-rosati, pubescenti esternamente, con labello e colonna di colore rosa violaceo, fragranti.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi, alla ripresa vegetativa.

Specie fiorifera che produce diverse infiorescenze su ogni pseudobulbo che compensano la vita piuttosto breve e le dimensioni minuscole dei singoli fiori. Richiede una parziale ombreggiatura, temperature intermedie, 18-32 °C, con valori minimi invernali non inferiori a 15 °C, costante elevata umidità, 70-85 %, e un ambiente ben ventilato. Innaffiature regolari e abbondanti, lasciando asciugare parzialmente il substrato prima di ridare acqua, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa.

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Le infiorescenze sono spighe compatte, di 10-15 cm, portanti una moltitudine di minuscoli fiori profumati di circa 0,5 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Concimazioni ogni due settimane durante la crescita degli pseudobulbi, mensili durante la stasi vegetativa, utilizzando un prodotto idrosolubile bilanciato, con microelementi, a 1/3 della dose riportata sulla confezione. Viene solitamente coltivata in vasi o canestri con composto che può essere costituito da frammenti di corteccia di piccola/media pezzatura, carbone e sfagno. I rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa, segnalata dall’emissione delle nuove radici, quando il substrato dà segni di deterioramento.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Dendrolirium micranthum Blume (1825); Dendrolirium multiflorum Blume (1825); Octomeria racemosa Breda (1829); Eria micrantha (Blume) Lindl. (1830); Eria multiflora (Blume) Lindl. (1830); Pinalia micrantha (Blume) Kuntze (1891); Urostachya multiflora (Blume) Rauschert (1983).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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