Pinanga adangensis

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Cespitosa, alta 4 m, la Pinanga adangensis è molto decorativa, anche in casa © Mazza

La specie è originaria della Malaysia peninsulare e della Thailandia, dove cresce nelle foreste umide lungo le rive dei corsi d’acqua fino a circa 200 m di altitudine.

Il termine generico è la latinizzazione del nome malese ‘pinang’. Il nome specifico latino “adangensis” = di Adang, fa riferimento ad uno dei luoghi di origine, l’isola di Adang lungo le coste thailandesi.

Nomi comuni: ivory crown (inglese); mak adang (thai).

La Pinanga adangensis Ridl. (1912) è una specie monoica, cespitosa, con fusti alti fino a 4 m con un diametro di 3-4 cm, lisci e di colore verde, su cui spiccano gli anelli traccia della attaccatura delle foglie cadute.

Le foglie sono pennate, lunghe fino a 2 m su un picciolo lungo 30 cm, con pinnule di colore verde intenso regolarmente distribuite lungo il rachide, lunghe 50 cm e larghe fino a 4 cm, lineari con apice appuntito, tranne le pinnule terminali che hanno l’apice tronco e dentellato; il picciolo della foglia emergente è inizialmente di colore rossastro.

La guaina basale della foglia, di colore giallo crema e ricoperta da un tomento bruno, avvolge interamente il fusto per una lunghezza di circa 50 cm.

Le infiorescenze sono ramificate, lunghe fino a 50 cm, e nascono sotto le foglie.

I frutti sono ovoidi, lunghi circa 1,6 cm, di colore porpora nerastro a maturità, distribuiti su due file opposte. Si riproduce per seme e per divisione.

Specie di notevole effetto ornamentale, ma ancora poco conosciuta, è utilizzabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale in posizione ombrosa ed in suoli fertili costantemente umidi, anche se da adulta riesce a sopportare brevi periodi di secco.

E’ piuttosto sensibile alle basse temperature non sopportando che raramente, e per brevissimo tempo, temperature prossime a 0 °C.

E’ coltivabile anche in vaso per la decorazione di interni, utilizzando substrati ricchi di sostanza organica con aggiunta di sabbia grossolana o agriperlite, intorno al 30%, per migliorare il drenaggio, e con temperature che è bene non scendano sotto 14-16 °C.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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