Pitcairnia sanguinea

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Bromeliacea insolita della Colombia, la Pitcarnia sanguinea è una specie terrestre perenne, sempreverde, monocarpica di grande valore ornamentale e paesaggistico © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Colombia dove cresce ai margini delle foreste umide.

Il genere è dedicato al medico inglese Williams Pitcairn (1711-1791), appassionato di botanica e collezionista di piante esotiche nelle cui serre fu descritta la specie tipo; il nome specifico è l’aggettivo latino “sanguineus, a, um” = sanguigno, color sangue, con riferimento al colore della pagina inferiore delle foglie.

Nomi comuni: blood leaf bromeliad (inglese).

La Pitcairnia sanguinea (H.E.Luther) D.C.Taylor & H.Rob. (1999) è una specie erbacea terrestre perenne, sempreverde, monocarpica (fiorisce una sola volta e poi muore), provvista di 4-7 foglie, su un picciolo lungo fino a circa 42 cm, di colore verde scuro con nervatura centrale porpora superiormente, rosso porpora inferiormente, lunghe 40-60 cm e larghe 5-7 cm, lanceolate con apice lungamente appuntito, ricurve. L’infiorescenza, al centro della rosetta, di colore rosso, è costituita da uno scapo floreale, lungo circa 35 cm, che termina con un racemo, lungo fino a circa 18 cm, costituito da brattee lanceolate che sottendono i fiori ermafroditi tubolari con 3 sepali liberi lanceolati con apice appuntito, lunghi 2 cm, e 3 petali liberi oblunghi con apice appuntito di 5-6 cm di lunghezza. Il frutto è una capsula contenente numerosi piccoli semi.

Si riproduce per seme, da mettere a dimora nel più breve tempo possibile, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea per un 30% mantenuto umido alla temperatura di 24-28 °C, e per divisione tramite le nuove vegetazioni che nascono alla base della pianta madre.

Specie di grande valore ornamentale e paesaggistico adatta alle zone tropicali e subtropicali umide, non sopportando temperature prossime a 0 °C se non eccezionali e di brevissima durata, da utilizzare in massa come copri suolo o per bordure.

Richiede una esposizione molto luminosa, anche pieno sole nelle ore mattutine, e suoli particolarmente drenanti e areati ricchi di sostanza organica, da leggermente acidi a leggermente alcalini, mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni che potrebbero provocare marciumi. Le concimazioni, in primavera estate, vanno effettuate con prodotti bilanciati con microelementi sotto forma di chelati. Ottimo soggetto da coltivare in vaso per la decorazione di ambienti particolarmente luminosi, con temperature minime invernali non inferiori a 16 °C e regolari innaffiature durante il periodo vegetativo, più diradate in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato. In presenza di aria secca ed elevate temperature l’umidità ambientale può essere incrementata con frequenti nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie. Per creare un microambiente più umido attorno alla pianta si può anche collocare il vaso su un sottovaso di diametro più grande contenente argilla espansa, pietrisco, o altro materiale inerte, parzialmente riempito d’acqua ad un livello tale da non toccare il fondo del vaso.

Sinonimi: Pepinia sanguinea H.E.Luther (1997).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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