Platycercus elegans

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Un Platycercus elegans del Lamington National Park, nel Queensland © Mazza

La Rosella cremisi ( Platycercus elegans - Gmelin, 1788 ) è un uccello afferente all’ordine dei Psittaciformi ( Psittaciformes ), famiglia Psittacidi (Psittacidae), genere Platycercus.

Fu scoperta dal biologo botanico ed entomologo tedesco Johann Friedrich Gmelin, durante i suoi viaggi esplorativi in Oceania, nello specifico in Australia.

In inglese i nomi comuni sono Crimson Rosella, Red Lowry e Mountain Lowry.

Il primo nome comune inglese, come del resto quello italiano, indicano l’appartenenza di questa specie al variegato gruppo di pappagalli definiti “roselle”, presenti, con variopinte livree, in diverse aree al disotto della linea di Wallace, ovvero nella parte meridionale dell’area detta “Wallacea”.

Appartiene quindi, in termini zoogeografici, all’ecozona Australasica.

In altre lingue, questo spettacolare psittaciforme viene chiamato Periquito de Pennant in catalano, Pennantsittich in tedesco, Rosella amarilla y escarlata o Perico elegante in spagnolo, e Perruche de Pennant in francese.

Secondo la IUCN, le popolazioni di questi pappagalli, seppur oggi soggette ad un certo decremento, non presentano seri criteri di vulnerabilità.

In barba ai loro colori sgargianti, che potrebbero far pensare ad un triste commercio come animali da compagnia, non compaiono infatti nella famosa “red list of endangered species” fra gli animali ed i vegetali a serio rischio d’estinzione,

Questo perché non c’è, nelle loro popolazioni, quel decremento superiore al 30% del nucleo originale in più di dieci anni o tre generazioni, usato dai biologi della IUCN come campanello d’allarme per valutare il grado di vulnerabilità di una specie.

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Grazie al piede zigodattilo è di casa fra le liane della foresta © Giuseppe Mazza

Da censimenti fatti nel 1997, secondo il biologo ornitologo Hoyo, la popolazione di tale specie è ancora relativamente abbondante.

Zoogeografia

Le roselle cremisi sono endemiche dell’Australia orientale e delle isole Norfolk.

Più precisamente in Australia, sono presenti nell’area est e sudest.

Negli anni ’80 del secolo scorso, sono state introdotte anche in Nuova Zelanda dove di sono diffuse molto in fretta.

Ecologia-Habitat

Sono abitanti abituali delle foreste pluviali tropicali, ove praticano vita arboricola dato il loro piede zigodattilo, ma si trovano anche nelle aree ricoperte da una vegetazione arbustiva, in genere nelle vicinanze dei corsi d’acqua, ove spesso deambulano goffamente a terra in cerca di cibo.

Tendono ad invadere le piantagioni, soprattutto in Nuova Zelanda, ove, dopo essere state incautamente introdotte per la loro bellezza, vengono oggi cacciate con ogni mezzo per i seri danni che possono procurare ai frutteti.

Si abituano facilmente alla presenza umana, per cui in Australia non è raro trovarle anche nei parchi e nei giardini pubblici urbani, che allietano per la gioia dei turisti.

La loro ecologia alimentare è caratterizzata da un regime a base di semi di eucalipti ed acacie (granivori), erbe varie (fitofagi), frutti maturi e bacche (frugivori), alcune specie di fiori di alberi, in particolare delle specie caulifiori, per non parlare del loro regime insettivoro, basato su larve e insetti.

Oltre all’uomo, un altro loro nemico è il Gatto comune ( Felis catus ), introdotto in Australia durante la prima metà degli anni ’70, e ormai diventato ferale.

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Si nutre un po’ di tutto, con una predilezione per i dolci fiori delle Grevillea © Giuseppe Mazza

Le roselle cremisi sono uccelli molto canori.

Sia il maschio che la femmina, per chiamare il partner, emettono suoni morbidi a due note ( bitonale ) “cussik-cussik”, con la seconda pronunciata più marcatamente e diversi morbidi gorgoglii.

Quando sono minacciati e si sentono in pericolo, emettono invece, fuggendo, caratteristici suoni rauco-metallici.

Morfofisiologia

La livrea di color rosso cremisi ( molto luminoso) e blue elettrico, fa del Platycercus elegans uno dei pappagalli più belli al mondo.

Le parti inferiori del corpo e della testa, sono rosso cremisi, fatta eccezione per una grossa macchia blu-viola che riveste l’area golare e le guance.

Le piume del collo, della schiena e delle ali sono nere e bordate di rosso cremisi.

Più in specifico, le copritrici primarie delle ali nella parte intermedia dell’ala, sono nere, mentre le copritrici nella porzione inferiore del medesimo arto, hanno le barbe esterne blue elettrico.

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Molto socievole, non teme l’uomo, ma può distruggere un frutteto © Giuseppe Mazza

La coda è lunga, con le timoniere di colore blu, terminanti con una punta bianca.

Il becco è bianco-grigiastro nel ramo superiore e più scuro in quello inferiore.

L’iride è marrone bruciato.

Il dimorfismo somatico-sessuale non è così marcato, sebbene la testa ed il becco della femmina siano tendenzialmente più piccoli.

Da immaturi i pulli hanno una livrea fondamentalmente verde oliva, mentre la parte superiore della testa, la gola, la porzione superiore del torace e le guance, sono rosso-viola.

All’arrivo della maturità sessuale, la conseguente muta determinerà la formazione della livrea di specie.

Mediamente, sia maschio che femmina, sono lunghi 35-38 cm. I maschi pesano 123-169 g circa, e le femmine 112-146 g.

La longevità dovrebbe essere intorno ai 50-60 anni.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Generalmente gli adulti vivono in piccoli gruppi, mentre gli immaturi già in grado di volare, tendono a raggrupparsi in grandi stormi.

Nidificano nelle cavità degli alberi a notevole altezza; il maschio deputato alla costruzione del nido, lo riempie con trucioli di legno.

La femmina depone 4-8 uova. L’incubazione dura mediamente 20-21 giorni e l’involo dei pulli avviene a circa 30-40 giorni.

 

Sottospecie :

 

Platycercus elegans elegans - Gmelin, 1788

Platycercus elegans flaveolus - Gould, 1837

Platycercus elegans fleurieuensis - Ashby, 1917

Platycercus elegans melanopterus - North, 1906

Platycercus elegans nigrescens - Ramsay, 1888

Platycercus elegans subadelaidae - Mathews, 1912

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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