Pleiocarpa mutica

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’Africa centro-occidentale (Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Liberia, Nigeria, Repubblica Centrafricana e Sierra Leone) dove vive nelle foreste lungo le rive di corsi d’acqua o in terreni paludosi, dal livello del mare fino a circa 600 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dell’aggettivo greco “πλεῖος” (pleios) = pieno e del sostantivo “καρπός” (karpós) = frutto, quindi con molti frutti; il nome della specie è l’aggettivo latino “muticus, a, um” = mutilato, arrotondato, con riferimento all’apice dei frutti.

Nomi comuni: efi, kakana, mogba popo (Costa d’Avorio); kanwene (Ghana).

La Pleiocarpa mutica Benth. (1876) è un arbusto o piccolo albero sempreverde con fusti, fino a circa 6 m di lunghezza e 1-5 cm di diametro, dalla corteccia liscia di colore bruno; in tutte le sue parti è presente un lattice bianco. Le foglie, su un picciolo lungo 0,5-1 cm, sono opposte, semplici, oblungo-ellittiche con apice lungamente appuntito e margine intero, di 6-18 cm di lunghezza e 3-8 cm di larghezza, coriacee, di colore verde intenso lucido. Infiorescenze ascellari sulla parte legnosa dei fusti portanti numerosi fiori sessili con 5 sepali ovato-oblunghi, di 2 mm di lunghezza, corolla ipocrateriforme (corolla con lobi distesi perpendicolari a un lungo tubo sottile) bianca con tubo lungo 1,2-2,2 cm, 5 lobi oblunghi con apice ottuso, lunghi 0,7-1,2 cm, e ovario costituito da 5 carpelli monovulari (il genere si differenzia dagli altri della famiglia per avere l’ovario 3-5 carpelli invece di due); i fiori emanano un intenso profumo.

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Originaria dell’Africa centro-occidentale, la Pleiocarpa mutica è un sempreverde arbustivo per i tropici. Fiori profumati, a profusione, e virtù medicinali © Giuseppe Mazza

I frutti sono bacche obovoidi o globose, lunghe 1,5-2 cm, con apice appena appuntito o ottuso, di colore inizialmente verde, poi da giallo ad arancio a maturità, contenenti semi di colore bruno, lunghi 0,8-1,2 cm.

Si riproduce per seme in terriccio sabbioso ricco di sostanza organica mantenuto umido alla temperatura di 24-26 °C.

Specie apprezzata nei luoghi di origine per le virtù medicinali che le vengono attribuite, che presenta inoltre un notevole potenziale ornamentale per i fiori intensamente profumati prodotti in abbondanza e pressoché con continuità. Coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale come esemplare isolato o per siepi in parchi e giardini anche di piccole dimensioni. Richiede una esposizione in pieno sole o ombra parziale e terreni drenanti, preferibilmente sabbiosi, mantenuti pressoché costantemente umidi. Corteccia e radici sono utilizzate da tempi remoti nella medicina tradizionale principalmente come febbrifughi e antimalarici, studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di numerosi alcaloidi di possibile interesse per la farmacopea ufficiale. Il legno, di colore giallo, duro e pesante, è utilizzato per fabbricare piccoli oggetti di uso comune.

Sinonimi: Hunteria pleiocarpa Hallier f. (1899); Pleiocarpa salicifolia Stapf (1902); Pleiocarpa tricarpellata Stapf (1915); Pleiocarpa bakueana A.Chev. (1920); Pleiocarpa ternata A.Chev. (1920).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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