Polygonia c-album

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Volo improvviso, rapido e saettante; ali che sembrano a brandelli: è la Polygonia c-album © Giuseppe Mazza

La Vanessa dalla c-bianca o Poligonia c-bianco ( Polygonia c-album – Linnaeus, 1758 ), appartiene all’ordine dei Lepidoptera ed alla famiglia dei Nymphalidae. Questa famiglia è diffusa in tutti i continenti, raggruppa circa 6.000 specie ed è classificata quindi come la più grande delle famiglie fra i Ropaloceri.

La vanessa dalla c-bianca è comunissima e si trova praticamente ovunque. Con il suo volo rapido e saettante percorre incessantemente il suo territorio litigando e contrastando qualsiasi farfalla od insetto volante lo attraversi. Anche con l’essere umano è combattiva e non appena ci si avvicina all’area da essa controllata, corre incontro velocemente all’intruso ispezionandolo rapidamente per poi ritornare al suo punto di partenza, qualsiasi rametto od arbusto dal quale riesce a controllare visivamente il suo territorio.

Con il suo volo rapidissimo e con il poco tempo lasciato per interpretare le sue esatte forme si direbbe a prima vista trattarsi di una farfalla fortemente slabbrata e danneggiata nelle ali. Infatti non c’è un solo centimetro del bordo delle ali che non porti una dentellatura od una sbeccatura del margine. Sembra abbia le ali a brandelli e quando la si può osservare attentamente ancora si nutre il dubbio sulla sua integrità.

Il nome scientifico scaturisce appunto da tale caratteristica. Polygonia viene infatti dal greco “polus” = molti e “gonia” = angolo, giusto per le molteplici angolature presenti sulle ali. Il nome specifico c-album nasce invece dalla virgola bianca a forma di C che porta nella cella, sul verso dell’ala inferiore.

I nomi volgari europei riportano fedelmente questa caratteristica ad eccezione del francese che ha adottato un singolarissimo nome riferito ad un personaggio Medievale, forse inesistente, che si disse fosse figlio della moglie del Duca di Normandia e di Satana, Robert le Diable, storia poi ripresa in un melodramma di Meyerbeer nel 1831. Il nome vernacolare olandese aurelia fa invece riferimento al latino aureus – dorato per i riflessi di tale colore riportati sulla faccia superiore delle ali di questa farfalla. In Inglese – Comma Butterfly, in Spagnolo – C-blanca, in Tedesco – C-falter, in Olandese – Gehakkelde aurelia ed appunto in Francese - Robert le Diable.

Zoogeografia

La Vanessa c-bianca ha una vastissima area di diffusione. In Europa si trova ovunque ad esclusione del nord della penisola Scandinava ed in alcune aree della Scozia. Vive nel Nord Africa Mediterraneo, raggiungendo anche il sud del Marocco. E’ diffusa in Asia nella fascia temperata ed ha il suo limite orientale sulle coste del Pacifico.

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Basa la sua vita sul mimetismo: ad ali chiuse è invisibile e il bruco sembra un escremento d’uccello © Giuseppe Mazza

Vi sono specie similari che vivono anche nel Nord America La specie è raramente abbondante ma è presente puntualmente in tutti i territori occupati.

Nell’area Mediterranea si sovrappone ad una specie ad essa molto simile sia morfologicamente sia per il comportamento. E’ la Polygonia egea di colore molto più pallido e giallastro con un piccolo disegno a forma di Y nella cella della pagina inferiore, anziché la tipica C.

Ecologia-Habitat

Abita ambienti tra i più svariati anche se preferisce viottoli di campagna ben alberati e densi di arbusti ma con ampi spazi di movimento. La si trova anche in giardini fioriti, parchi e praterie ricche di essenze floreali. Vive dal livello del mare sino a 2000 m di altitudine.

Morfofisiologia

La poligonia c-album ha un’apertura alare di circa 45 mm. Queste, come già accennato, sono molto frastagliate e presentano prominenti dentellature sia sull’ala anteriore che posteriore. Sulle posteriori tre di questi brandelli prendono le sembianze di abbozzi di coda ed in special modo uno di questi, posizionato lateralmente, supera spesso i 5 mm di lunghezza.

Sul diritto delle ali presenta un colore ambrato-dorato molto rilucente punteggiato da macchie nere tonde e da screziature color ocra più tenui. Il verso presenta un generale color grigio marrone con molteplici screziature alquanto marezzate e con un’ampia area basale più scura, che include la cella, nella quale compare questa virgola bianca con la forma di C che la caratterizza da ogni altra farfalla e che le dà il nome scientifico.

Nella prima generazione la poligonia ha colori alquanto sbiaditi in confronto a quella estiva ma è pur sempre e comunque una farfalla inconfondile.

Ha antenne lunghe e robuste di color nero e clavate nella parte terminale. La clava è di colore giallo. Il maschio è più piccolo della femmina con una colorazione più accentuata.

Questa farfalla quando si posa tiene generalmente, come tutti i ninfalidi, le ali ripiegate su se stesse rendendosi assolutamente invisibile e somigliante ad una foglia rinsecchita. Le sue prominenti dentellature la fanno incredibilmente assomigliare ad un brandello di foglia accartocciata. Ciò le permette di attraversare l’inverno allo stato di imago celata in un perfetto “camuflage” in fessure delle cortecce degli alberi ed anche nascosta tra le foglie secche del sottobosco. Oltretutto la generazione svernante, presenta un colore del verso molto più scuro e screziato che facilita ulteriormente la mimetizzazione.

Biologia riproduttiva

E’ specie bivoltina e la seconda generazione sverna allo stato adulto. La si può comunque veder volare durante tutto l’anno in quanto occasionalmente si risveglia anche per poche ore nelle tiepide giornate invernali per un breve volo per poi ritornare nel suo rifugio.

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Caratteristica peculiare, che ha dato il nome alla specie, è una C bianca sul verso dell’ala inferiore © Gianfranco Colombo

L’ibernazione termina con le prime giornate di marzo e dopo un breve periodo di alimentazione depone le sue uova che schiuderanno all’inizio del mese di giugno dando origine alla generazione estiva.

E’ molto prolifica ed arriva a deporre oltre 200 uova di colore verde tenue che diverranno dopo pochi giorni, giallastre. Vengono deposte singolarmente sui margini esterni della pagina superiore delle foglie delle piante ospiti.

La seconda generazione vede la luce alla fine dell’estate ed anche a settembre inoltrato. La farfalla vola comunque fino a novembre con l’obbiettivo e la bramosìa d’incamerare la maggior quantità di proteine possibili per superare l’inverno.

Il bruco nasce dopo circa tre settimane dalla deposizione e muta 4 e 3 volte rispettivamente nella prima e seconda generazione.

Alquanto facile d’allevare su piante del genere Urtica, è molto caratteristico: ha un colore brunastro irto con spine biancastre su tutto il corpo e porta un’ampia fascia dorsale ben evidente che copre la metà posteriore del corpo.

Quando posizionato al di sopra una foglia risulta perfettamente simile ad un escremento di uccello.

Si può affermare senza alcun timore che tutta la vita di questa farfalla è basata fortemente sulla mimetizzazione.

La pupa, come per tutte le vanesse, è appesa testa all’ingiù legata con il cremaster ed è di colore ocraceo con piccole punteggiature bianco argentee. Anch’essa perfettamente simile ad una piccola foglia accartocciata su se stessa.

Le piante ospiti sono molteplici. Dall’ortica al ribes, dal luppolo al salice, dall’olmo al nocciolo ma con forte predilezione per il genere Humulus e Urtica.

Sinonimi

Nymphalis c-album - Linnaeus, 1758; Vanessa c-album – Linnaeus, 1758.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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