Polypedates leucomystax

Famiglia : Rhacophoridae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Il Polypedates leucomystax depone le uova in un nido sospeso, sopra al livello dell’acqua © Giuseppe Mazza

La Rana degli alberi tetralineata, in Inglese Four-Line tree Frog o Malaysia tree Frog ( Polypedates leucomystax ), scoperta dal biologo batracologo Inglese Gravenhorst nel 1829, è una particolare specie d’Anuro ( Anura ), appartenente alla famiglia dei Racoforidi ( Rhacophoridae ), endemica dell’area geografica Indocinese ed Asiatica.

All’inizio questa specie veniva detta dai biologi ( Rhacophorus leucomystax ), e la si trova specialmente accanto ai centri con forti attività umane: villaggi rurali e strade che solcano la giungla, attraversate con disinvoltura, in barba alle automobili, da questi piccoli anfibi alla ricerca di pozze d’acqua per riprodursi.

Zoogeografia

I Polypedates leucomystax sono ende- mici e autoctoni di varie aree geografiche asiatiche e indocinesi : Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos, Birmania o Repubblica dell’Unione del Myanmar, Cina meridionale, ma si ritrovano anche nell’Isola di Giava, fino al Nepal ed alle Filippine, da dove, migliaia d’anni fa, si sarebbe irradiata la specie. Recenti censimenti da parte dei biologi, hanno rilevato esemplari anche nel Nordest Indiano, che non sembra siano stati importati.

Habitat-Ecologia

Di preferenza notturni e arboricoli, questi anfibi prediligono le pozze e gli stagni circondati da piante a foglia larga, su cui le femmine depongono le uova, a diversi centimetri d’altezza sul pelo dell’acqua. Caso unico, nel vasto mondo degli anuri, come colpisce, in termini ecologici, il fatto che la Rana degli alberi tetralineata non si trovi quasi mai all’interno della foresta primaria pluviale, ma solo in prossimità delle aree abitate.

Morfofisiologia

Gli esemplari adulti, sia maschi che femmine, hanno dimensioni ridotte. Queste ultime sono un po’ più grandi ( 7-8 cm circa di lunghezza, dalla punta del muso alla base della cloaca, contro circa 5-6 cm dei maschi ) e vi è dunque un certo dimorfismo sessuale.

Le zampe sono ben formate, molto slanciate, affusolate in particolare le posteriori, atte a una locomozione a salti. Le dita, quattro per gli arti anteriori e cinque per i posteriori, terminano con delle piccole espansioni bottoniformi-bolliformi, che aiutano a fare presa sulla superficie liscia e umida delle grandi foglie verdi, dove avviene la deposizione delle uova e la loro fecondazione.

In entrambi i sessi la livrea ha una colorazione generalmente castano chiaro-tabacco, con quattro linee, sempre castane, a tonalità più scura ( donde il nome volgare tetralineata in Italiano e Four-Line in Inglese ), che percorrono il dorso longitudinalmente, continuando sulle zampe posteriori, sia a livello della zona femorale ( coscia ), che tarso-tibiale, con andamento trasversale a banda orizzontale.

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Notturno e arboricolo, il Polypedates leucomystax preferisce alla foresta gli insediamenti umani © Giuseppe Mazza

In alcune razze si ha un triangolo dise- gnato sulla testa e una debole punteg- giatura del corpo. Altre sottospecie o razze, presentano delle bande sottili orizzontali bianche, che decorrono lungo le guance fino la base dell’orbita oculare, donde forse il nome “ leucomystax ” scelto per questo anuro. E non mancano livree grigiastre-marmoree, con tonalità beige.

Lo sviluppo, dopo la fecondazione delle uova, poste sia su foglie larghe che frangiate, come le felci, è di tipo indiretto. Si passa cioè attraverso una forma larvale con girini.

Questi, dopo l’incubazione nel nido aereo, cadono all’interno della pozza d’acqua sottostante, raggiungendo i 3-4 cm di lunghezza, con una coda molto aguzza detta “flagellum”. Sembra che la luce solare giochi un ruolo fondamentale nell’acqua, come stimolatore-promotore di crescita e metamorfosi.

Gli adulti si nutrono di pesciolini, mol- luschi e invertebrati, sia acquatici che tipici della pedofauna degli argini, mentre il piatto forte dei girini è costituito da piccoli insetti e larve acquatiche.

Si tratta di una specie molto vorace, a sua volta attivamente predata da serpenti come il Gonyosoma oxycephala od altri colubridi asiatici.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Sono, come accennato, animali prevalentemente a vita arboricola crepuscolare-notturna, e quindi la loro etologia e biologia riproduttiva si è adattata a questa situazione.

Si nutrono infatti di preferenza al tramonto, di notte, fino alle prime luci dell’alba, per rimanere a riposo durante il giorno, ed anche quando vengono allevate in un terrario, hanno bisogno di circa 12 ore di luce giornaliera per mantenere il loro ritmo biologico.

I cicli riproduttivi, sono caratterizzati da fasi di corteggiamento. Sembrerebbe che le variazioni d’umidità relativa ambientale stimolino i maschi, in prossimità di una pozza d’acqua o dopo una forte pioggia tipica di quei biotopi, ad emettere potenti gracidii rauchi. Vistosi “attrattori sessuali sonori”, cui la femmina si limita a rispondere, movendosi verso la fonte con poderosi salti.

Da considerare che uno stagno o una pozza d’acqua può attrarre diverse specie di Anura, con molti eterospecifici, come il Rhacophorus reinwardtii, ma per evitare ibridazioni le femmine di Polypedates leucomystax, hanno acquisito, evolutivamente parlando, la capacità di rispondere solo ai loro maschi. Questo fatto garantisce la perpetuazione della specie, seppur raramente possano verificarsi fenomeni d’incroci interspecifici.

La deposizione delle uova, con relativa fecondazione, avviene qualche giorno dopo la formazione della coppia, per dar tempo alla femmina d’aumentare il carico alimentare di proteine necessarie alla maturazione dei follicoli ovarici attivi.

Varie decine d’uova vergini, vengono immerse in una schiuma protettiva e di idratazione, sospese in una sorta di nido appiattito, a diversi centimetri dal pelo dell’acqua.

Entra allora in gioco il maschio, che le feconda e poi monta di guardia diventando aggressivo, con cori intimidatori diretti agli altri maschi conspecifici. E se osano avvicinarsi, le lotte sono all’ordine del giorno.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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