Polyscias balfouriana

Famiglia : Araliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Buona pianta d’appartamento, ma foglie irritanti © Giuseppe Mazza

La Polyscias balfouriana (André) L.H.Bailey (1916) è originaria dell’Australia (Queensland) e Papua Nuova Guinea.

Il nome generico deriva dalla combinazione dei termini greci “polys” = molto e “skia” = ombra con probabile riferimento al folto fogliame; la specie è dedicata al botanico inglese John Hutton Balfour (1808-1884).

Nomi comuni: “Balfour aralia”, “Balfour polyscias”, “dinner plate aralia”, “plate aralia” (inglese); “aralia de Balfour”, “baglio” (francese); “arália redonda”, “arvore-da-felicidade”, “arália-cortina” (portoghese); “aralia Balfour”, (spagnolo); “fiederaralie” (tedesco).

Arbusto o piccolo albero sempreverde a portamento verticale alto fino a circa 6 m con rami che si mantengono a lungo verdi punteggiati di grigio; le foglie, su piccioli lunghi 5-20 cm, sono generalmente trifogliate (semplici nelle piante giovani) con foglioline arrotondate di circa 5-20 cm di diametro con margine dentato o crenato a volte di colore bianco; la varietà ’Pennockii’ (in foto) presenta maculature bianco verdastre lungo le nervature mediane.

Le infiorescenze sono terminali, erette, lunghe 30-80 cm, a pannocchia, con fiori verdastri riuniti in ombrelle, ermafroditi nella ombrella terminale e maschili in quelle laterali, di circa 6 mm di diametro; frutti globosi di 4-6 mm di lunghezza.

Si riproduce per seme, margotta, talea legnosa e talea di punta semilegnosa in aria confinata.

Specie coltivata all’aperto nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, utilizzata spesso come bordura o isolata, in pieno sole o leggera ombra su suoli ricchi mantenuti costantemente umidi.

Coltivata in vaso, è diffusa come pianta da interno apprezzata per il portamento verticale e la crescita piuttosto lenta che permette di contenerne a lungo le dimensioni; sopporta inoltre bene le potature che permettono di infoltirla quando necessario e di variarne la forma.

Richiede una esposizione luminosa, specie per le varietà a foglia variegata, ed una elevata umidità, incrementata eventualmente con nebulizzazioni in presenza di aria secca ed alte temperature, utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie; le temperature devono mantenersi superiori a 16°C, ottimali 20-22°C, e le annaffiature, abbondanti in estate, vanno diradate in inverno lasciando asciugare parzialmente il terriccio tra le innaffiature.

Tutte le parti della pianta contengono saponine, sostanze che possono essere irritanti per la pelle e le mucose della bocca.

Sinonimi: Aralia balfouriana André (1898); Panax balfourii Pynaert ex Sand. (1899).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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