Polytelis swainsonii

Famiglia : Psittacidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Uno spettacolare maschio di Polytelis swainsonii © Giuseppe Mazza

Il genere Polytelis è costituito da tre specie di parrocchetti australiani, di dimensioni ragguardevoli, che hanno una lunga coda.

Questi sono il Polytelis swainsonii - Desmarest, 1826, il Polytelis alexandrae e il Polytelis anthopeplus.

Per il loro portamento elegante, i colori attraenti e la loro docilità, sono da lungo tempo i favoriti dagli allevatori, come molto presenti, per le medesime ragioni, nei giardini zoologici e parchi acquatici.

E’ assai facile alimentarli, e questo è un altro vantaggio per il loro allevamento, poiché accettano una miscela di comuni piccoli semi: scagliola, miglio, avena, grano e un po’ di canapa, tale dieta spesso viene integrata con semi di girasole e arachidi.

Il Polytelis swainsonii fu scoperto dal biologo ornitologo francese Anselme Gaëtan Desmarest nel 1826, durante i suoi viaggi in Australia.

I nomi volgari che caratterizzano questo membro dei Psittacidae in varie parti del mondo sono molto curiosi: in Inglese Superb parrot, in Ceco Papoušek nádhern, in Slovacco Králcik nádhern, in Tedesco Schildsittich, in Italiano Parrocchetto di Barraband o superbo, in Francese Perruche de Barraband, in Spagnolo Perico Soberbio, in Olandese Barrabandparkiet, in Svedese Gulstrupig parakit, in Giapponese Mikazukiinko e in Danese Barrabandparakit; ma anche un sinonimo Latino fino alla prima metà del secolo scorso veniva utilizzato, al posto del Polytelis swainsonii, ed era Psittacus swainsonii.

Sono inseriti, seppur abbastanza conosciuti, nella red list della IUCN, poiché in natura la loro densità demografica si sta rarefacendo sempre più.

Zoogeografia

Sono endemici dell’Australia sudorientale, in particolare nella regione di Vittoria e del Nuovo Galles del Sud.

Habitat-ecologia

Prediligono sia le foreste lussureggianti ad Eucalipto ( Eucalyptus camaldulensis ), del sudest australiano, presenti lungo le rive dei fiumi, ma non disdegnano le aree a macchia Mediterranea australiana (così chiamata, poiché la vegetazione è costituita da piante a media altezza e alberi a basso sviluppo) e il bush, sebbene il piede zigodattilo li favorisca a una vita arboricola, possono comunque passeggiare alla base delle piante, ove vanno a raccogliere semi caduti, alcuni frutti maturi, o per strappare ciuffi d’erba fresca con cui integrano la loro dieta.

Ad esempio, sono golosi di bacche di biancospino, di sambuco e sorbo selvatico.

Spesso questi splendidi uccelli, possono per ricercare cibo, spostarsi nell’inland boschivo, dalle aree di fiume dove sono costruiti i nidi, percorrendo anche distanze di 15 km.

Morfofisiologia

Il maschio del Parrocchetto di Barraband o superbo ( Polytelis swainsonii ), è un uccello veramente straordinario, con faccia gialla e bordo falciforme rosso.

La sua colorazione e le sue proporzioni sono assai eleganti. Più precisamente, il maschio presenta una fascia rosso vivo sul torace, nel punto di transizione tra collo e torace, la gola è giallo vivo, mentre le guance verde brillante, come la parte superiore della testa, che ha spesso una piccola area di piume azzurro-turchese, che la macchia.

Il dorso e la parte dorsale del collo sono verde brillante, comprese le copritrici primarie e secondarie della ali e le remiganti, alcune di queste ultime possono avere una leggera colorazione turchese. Il ventre è sempre verde brillante, ma meno scuro.

La femmina, manca di questa colorazione così variegata e brillante, la faccia presenta piume grigio-bianco sporco, che sulla gola diventano bordate di un rosa pallido, il corpo e la testa sono completamente verde sauro spento, anche le penne della coda, sono bordate di rosa pallido. In realtà, un certo numero di remiganti e copritrici primarie, nella femmina, presentano variazione di tonalità di verde, che sono abbastanza evidenti.

Questi sono caratteri di dimorfismo sessuale stabile, che permettono di distinguerli a vista; inoltre gli adulti di entrambi i sessi presentano iride gialla, mentre da immaturi, hanno iride bruna. La coda, è il carattere forse più particolare di questi uccelli, in entrambi è un organo molto lungo, nel maschio però ha struttura lanciforme, compatta-affusolata terminante a punta, restringendosi dalla base attaccata al corpo e, le timoniere che la compongono, hanno colorazione nera. Per cui spicca sul resto del corpo, come una struttura appuntita nera, ben osservabile durante il volo.

La coda della femmina, invece, risulta molto più modesta in bellezza, sempre molto lunga, però è più larga e sfrangiata, le timoniere sono tutte verdi, quello che leggermente varia tra di loro è una leggera tonalità del colore.

Gli esemplari di entrambi i sessi, hanno equivalenti dimensioni ( 40-42 cm di lunghezza ), piuttosto grandi tra i vari generi di parrocchetti ( Aprosmictus, Barnardius, Bolborhynchus, Eunymphicus, Psephotus, Psittacula, Touit, Neophema, Purpureicephalus, Alisterus ), per cui necessitano in cattività, di voliere abbastanza ampie.

Mediamente vivono 25 anni.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Come le altre specie di parrocchetti anche il Polytelis swainsonii, è un uccello molto docile, vivace e che si affeziona a chi ne ha cura.

Sono come tutti gli Psittacidae, molto intelligenti, anche se non caratterizzati da fenomeni imitatori, molto canori.

Dal punto di vista riproduttivo, presentano dei periodi lunghi di inattività, per cui, cercare di ricreare una popolazione sia in natura, o in cattività, per essere poi liberati, cercando così di tamponare la progressiva rarefazione in corso della popolazione, a causa dei fenomeni di urbanizzazione pressanti, non è così immediato e semplice.

Il maschio, provvede durante la fase di accoppiamento, alla costruzione del nido, ad esempio su un albero d’eucalipto, la femmina si occuperà di covare le quattro-cinque uova che depone, per un periodo di 20-24 giorni, dalla cui schiusa nasceranno pulli, con una iride bruna e colorazione del piumino di transizione simile alla livrea materna, che virerà a colori brillanti e variegati, al raggiungimento della maturità sessuale, circa 3 anni, per il maschio, mantenendosi abbastanza eclissato per le femmine.

I pulli, rimarranno nel nido per circa 50 giorni, periodo nel quale vengono nutriti per rigurgito dal padre, che s’occuperà pure di fornire il cibo alla compagna, dopodiché s’involeranno a fare vita propria.

Questi animali, sono facilmente soggetti a fratture del piede e malattie degli occhi per lo stress, soprattutto quando allevati in cattività. La CITES, data la rarefazione delle popolazioni naturali, ne sta sempre più limitando il traffico a fini commerciali, la IUCN sta tentando con programmi di ripopolamento, di ricostituire la densità demografica.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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