Prosthechea garciana

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Prosthechea garciana è un’epifita venezuelana vigorosa di facile coltivazione © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Venezuela, dove cresce nelle foreste umide tra 500 e 1500 m di altitudine.

Il nome del genere deriva dal greco “prostheke” = appendice, con riferimento all’appendice presente sulla colonna della specie tipo; la specie è dedicata al collezionista ed esperto di orchidee venezuelano Carlos Garcia Esquivel.

La Prosthechea garciana (Garay & Dunst.) W.E.Higgins (1998) è una specie epifita con rizoma strisciante da cui si originano degli pseudobulbi fusiformi leggermente compressi, lunghi 3-6 cm e spessi 0,8-1,5 cm, sormontati solita- mente da una sola foglia ellittica, lunga 4-12 cm e larga circa 2 cm.

Infiorescenza terminale, lunga 4-7 cm, racchiusa inizialmente in una brattea (spata) piatta che ha il compito di proteggerla nella fase iniziale del suo sviluppo, portante 1-2 fiori, di circa 4 cm di diametro, di colore da bianco crema a bianco verdastro punteggiato di porpora, profumati e di lunga durata, 6-10 settimane. Sepali e petali sono lanceolati, carnosi, lunghi 2,5-3,5 cm, il labello, rivolto verso l’alto, è pressoché ovato con apice appuntito, lungo circa 2 cm e largo 1 cm. Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione alla ripresa vegetativa.

Specie di piccole dimensioni, vigorosa e di facile coltivazione, dalla fioritura autunnale particolarmente attraente e curiosa per la disposizione dei fiori, capovolti, rispetto a quella della stragrande maggioranza delle orchidee, come nel caso della Prosthechea cochleata.

Richiede elevata luminosità, ma non sole diretto, temperature medio-alte in estate con elevata umidità atmosferica, 60-80%, e regolari innaffiature. In inverno, dopo la fioritura, non necessita di un preciso periodo di riposo, ma temperature più fresche, con minime notturne intorno a 12-14 °C, e un leggero diradamento delle innaffiature lasciando parzialmente asciugare il composto.

Fondamentale in tutte le stagioni una buona ventilazione. Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, zattera di sughero o di radici di felci arborescenti oppure coltivata in vasi o canestri con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, sfagno e carbone.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Epidendrum garcianum Garay & Dunst. (1961); Encyclia garciana (Garay & Dunst.) Carnevali & I.Ramírez (1986); Anacheilium garcianum (Garay & Dunst.) Withner & P.A.Harding (2004).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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